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SHAMBALLA

Dal centro ove il Volere di Dio è conosciuto
il proposito guidi i piccoli voleri degli uomini;
il proposito che i Mastri conoscono e servono

 

Shamballa, il centro ove il Volere di Dio è conosciuto

 

Definizioni

Shamballa è semplicemente una parola che trasmette l’idea di un vasto punto focale di energie, riunite e collegate dal Logos planetario per creare una manifestazione adeguata al Suo intento in via di sviluppo e al Suo servizio planetario.

(Il Discepolato nella Nuova Era,
vol. II, pag. 404 ed. ingl.)

Shamballa è uno stato di coscienza o una fase di consapevolezza sensibile in cui vi è risposta acuta e dinamica al proposito divino, risposta resa possibile dalla sintesi di proposito e rapporto spirituale esistente fra Coloro che sono associati a Sanat Kumara.

(I Raggi e le Iniziazioni, pag. 276 ed. ingl.)


L’unico luogo di completa “pace”… è il “centro ove il Volere di Dio è conosciuto”. La Gerarchia spirituale del nostro pianeta… non è un centro di pace, bensì un vortice di attività mosso dall’amore, il luogo ove si incontrano le energie provenienti dal centro del Volere divino e dall’umanità, il centro della divina Intelligenza.

(Il ritorno del Cristo, pag. 28 ed. ingl.)

… Pace, come espressione della volontà di Shamballa, produce equilibrio, sintesi e comprensione, oltre allo spirito d’invocazione che è fondamentalmente un’azione producente una reazione. Ciò si manifesta come la prima opera creativa e magica di cui l’umanità è capace, ponendo simultaneamente in azione, come vediamo, tutti e tre gli aspetti divini, conformemente alla Volontà di Dio.

(Esteriorizzazione della Gerarchia,
pag. 165 ed. ingl.)

 

Alcuni pensieri chiave:

1. Shamballa è il luogo del proposito; il proposito che non può essere compreso finché il Piano non venga seguito. Qui c’è un indizio.

2. Shamballa non è una Via, ma un centro maggiore di stati collegati e di un’energia relativamente statica, tenuta pronta per i fini creativi dall’intento focalizzato del Gran Consiglio, che opera sotto l’occhio direttivo del Signore del Mondo.

3. Shamballa è il punto di maggior tensione sul pianeta. E’ una tensione che esprime la volontà amorevole e intelligente, libera da qualsiasi volontà personale o pregiudizio mentale.

4. Shamballa è il principale agente ricettivo del pianeta, dal punto di vista dell’influsso solare, ma nel medesimo tempo è il punto principale di distribuzione di energia, dal punto di vista dei regni di natura, incluso il quinto. Dal punto di tensione, il modello di vita e la Volontà del Logos si incarnano e finalmente maturano mediante i processi dell’evoluzione.

5. Shamballa riceve energie da varie Entità solari ed extra-solari o centri di vita concentrata ed energetica, per esempio da Venere, dal Sole centrale spirituale, dalla costellazione condizionante del momento, che il nostro sole sta attraversando, dall’Orsa Maggiore e da altri centri cosmici. Sirio, che è un fattore tanto importante nella vita spirituale del pianeta, applica le sue energie direttamente sulla Gerarchia e l’energia che proviene da Sirio normalmente non penetra nella nostra vita planetaria tramite Shamballa.

6.
Shamballa è il centro della testa, parlando simbolicamente della nostra Vita planetaria, che focalizza volontà, amore e intelligenza in un solo, grande e fondamentale Intento e mantiene quel punto focalizzato durante l’intero ciclo di vita di un pianeta. Questo grande Intento incarna il proposito del momento e si esprime tramite il Piano.

(Il Discepolato nella Nuova Era,
vol. II, pag. 519-20 ed. ingl.)

 

Shamballa, Gerarchia e Umanità

Dietro al centro spirituale d’Amore e di Luce si trova un altro centro per il quale l’Occidente non ha alcun nome, ma che in Oriente è chiamato Shamballa. Forse il nome occidentale è Shangri-Lha, un nome riconosciuto ovunque e che indica un centro di felicità e di proposito. Shaballa o Shangri-Lha è il luogo dove è focalizzata la Volontà di Dio e dal quale vengono diretti i Suoi propositi divini. Questo centro determina i grandi movimenti politici e il destino delle razze e delle nazioni, così come i movimenti religiosi, gli sviluppi culturali e le idee culturali sono emessi dal centro gerarchico d’Amore e di Luce. Le ideologie politiche e sociali e le religioni mondiali, la Volontà di Dio e l’Amore di Dio, il Proposito della divinità e i piani con i quali questo proposito è messo in opera, tutti si concentrano tramite il centro di cui tutti noi facciamo coscientemente parte: l’Umanità stessa. Sul pianeta vi sono perciò tre grandi centri spirituali: Shamballa, la Gerarchia e l’Umanità.

(Esteriorizzazione della Gerarchia,
pag. 407 ed. ingl.)

A Shamballa, le Grandi Vite che vi operano non solo vedono l’intera manifestazione, e oltre, ad ogni limitazione di tempo, ma sentono tutti i principali impulsi evolutivi che portano il mondo in sviluppo in linea con la Volontà divina. Esse incarnano quegli impulsi non in termini di movimento progressivo, ma in termini di una grande reazione divina: potrete forse comprendere meglio questa idea nei termini dell’eterno AUM che è il simbolo dell’eterno PRESENTE. Vi è stato detto, ed è stato dimostrato, che l’AUM è composto di un suono principale, di tre suoni secondari e di sette toni vibratori sussidiari. Così è della Volontà di Dio, che è incarnata e mantenuta in sintesi dai membri della Camera di Consiglio. Per Loro, quando “tengono in soluzione la Volontà di Dio, essa è un’unica nota chiara; quando vedono quella volontà in moto sono tre accordi costanti che portano in tutti i mondi il Proposito di COLUI Che sarà per eoni; quando spingono quella Volontà a manifestarsi, sono sette toni vibratori che tracciano la struttura del Piano nei mondi riflessi. E così la nota, gli accordi e il tono producono il Piano, rivelano il Proposito e indicano la Volontà di Dio”. Questa è una citazione tratta da certi antichi Archivi che costituiscono lo studio dei Maestri; essi riguardano la natura di Shamballa, la sua opera e le energie che ne emanano.

Shamballa, che costituisce la sintesi della comprensione per quanto riguarda la nostra Terra, è anche il centro dove la Volontà suprema del Logos solare è imposta sulla Volontà del nostro Logos planetario, il quale come sapete è solo un centro del suo maggior corpo di manifestazione. Queste informazioni non vi riguardano in alcun modo; i Maestri stessi stanno solo imparando la Volontà del Logos planetario; obiettivo dello sforzo a Shamballa è tuttavia l’apprendimento del Proposito solare, il cui Piano si sta attuando sui livelli più alti del nostro sistema planetario, così come la Volontà, il Proposito e il Piano di Shamballa si realizzano sui tre livelli più bassi del nostro sistema planetario. Inoltre, queste informazioni servono solo a indicare gli obiettivi gerarchici, e questi obiettivi si estendono oltre il tempo e lo spazio, fino alla Mente di Dio stesso.

Vi sono dei sinonimi che possono servire a sviluppare il vostro modo sintetico di pensare, apportando così una precisa misura di illuminazione.

SHAMBALLA

GERARCHIA

UMANITÀ

Sintesi

Unità

Separazione

Volontà

Proposito

Piano

Vita

Anima

Apparenza

Spirito

Coscienza

Sostanza

Vitalità

Organismo

Organizzazione

Apprendimento

Polarizzazione

Centro di attività

Potere

Impulso

Azione

Energia

Distribuzione

Forze

Direzione

Trasmissione

Ricezione

Testa

Cuore

Gola

Vi sarà evidente che potete capire poco dell’intenzione di Shamballa, se vi renderete conto che non vi è facile scorgere una vera distinzione fra unità e sintesi e, nello stesso tempo, come mi sia impossibile rendere chiara la distinzione. Tutto ciò che posso dire è che la sintesi è, mentre l’unità è conseguita ed è la ricompensa dell’azione e dello sforzo. Progredendo sul Sentiero dell’Iniziazione, il significato dell’unità si chiarisce. Dirigendosi verso la Via dell’Evoluzione superiore emerge la sintesi. Sarebbe inutile dire di più.

(Ibidem, pag. 533-35 ed. ingl.)

 

Proposito Divino

L’energia che emana da Shamballa è stata divisa in due correnti dirette e distinte. L’una, che incarna il dinamismo del proposito, si riversa nella Gerarchia e nei suoi sette Ashram principali. L’altra, che incarna il dinamismo della determinazione o dell’entusiastica volontà illuminata, raggiunge direttamente l’umanità attraverso il Nuovo Gruppo di Servitori del Mondo. Finora nella Gerarchia era affluita una corrente mista di forza di Shamballa, diffondendosi senza differenziarsi in tutti i gruppi della Gerarchia. Ora la qualità della determinazione, o ciò che l’uomo comune intende per “Volontà”, si riversa nel Nuovo Gruppo di Servitori Mondo, mentre l’energia del proposito dinamico, differenziata in sette correnti divergenti, si riversa in ciascuno dei “sette punti di ricezione”, gli Ashram dei Maestri entro l’anello invalicabile della Gerarchia. Questi sette tipi di proposito incarnano le sette energie che riorganizzeranno e ridefiniranno le imprese gerarchiche inaugurando così la Nuova Era. Questi sette propositi possono essere così definiti:

a. L’ignoto, invisibile e inaudibile proposito di Sanat Kumara. E’ il segreto della vita stessa ed è noto soltanto a Lui. Nella fase iniziale di questa nuova espressione, esso opera tramite il Manu e il Maestro Morya; è ciò che vela il mistero che tutte le scuole esoteriche un giorno riveleranno, se saranno fedeli all’impulso che le istituì. Ancora non sappiamo cosa esso sia, ma vi si accenna nella regola XIII.

b. Il proposito sottostante alla rivelazione. Questa può essere un’idea piuttosto nuova per voi, perché tendete a considerare la rivelazione come fine a se stessa. Raramente la considerate come un effetto del Proposito interiore di Sanat Kumara.

c. Il proposito (finora) non riconosciuto, che suscitò l’attività creativa del nostro Logos Planetario. Questo mise in azione il terzo aspetto della Trinità divina. Le ragioni addotte generalmente dalla mente finita dell’uomo per spiegare ciò che chiamiamo “manifestazione”, il dualismo di tutta l’esistenza e il rapporto fra spirito e materia, non sono in alcun modo la vera spiegazione del Proposito divino: si fondano sul dualismo essenziale dell’uomo; costituiscono la spiegazione più elevata della propria natura a cui l’uomo possa pervenire in questo momento…

d. Il misterioso proposito che ha reso necessario il richiamare all’attività il Principio del Dolore. La sofferenza e il dolore sono requisiti essenziali per portare a compimento questo proposito. La capacità di soffrire, che distingue l’umanità, è la principale reazione cosciente del quarto regno di natura, l’umano, all’ambiente. E’ connessa al potere di pensare e di porre in relazione coscientemente causa ed effetto…

e. Il quinto grande segreto sottostante al proposito di Sanat Kumara è connesso in senso peculiare alla manifestazione ciclica di tutto ciò che esiste nei tre mondi dell’evoluzione umana. Concerne ciò che entra lentamente in manifestazione per mezzo della mente inferiore concreta, a mano a mano che questa domina il desiderio e rende la sostanza e la materia conforme al pensiero divino. La totalità delle parti più elevate del pensiero umano, in ogni campo, influisce materialmente su ciò che appare sul piano fisico in tutti i regni di natura, su ciò che precipita le civiltà e le culture, e su ciò che esprime la migliore risposta in un dato momento della sensibilità umana all’impressione cosmica… Il quinto proposito è perciò strettamente connesso all’intero tema del “manto di Dio” e all’emergere in manifestazione della Sua “veste di bellezza”, creata e portata in esistenza dall’umanità, che fa da tramite alle idee provenienti dal regno superumano, per poi influire sui regni subumani spingendoli alla collaborazione creativa.

f. E’ comunque difficile per me dare un’idea del proposito di cui ci stiamo occupando ora, perché esso si esprime nella relazione esistente fra il significato di Desiderio, Volontà, Piano e Proposito… E’ solo quando gli esseri umani entreranno in rapporto con la Gerarchia, saranno progressivamente assorbiti nella vita gerarchica e cominceranno a conseguire le iniziazioni superiori, che la vera natura della Volontà divina sarà compresa e che il proposito di Sanat Kumara sarà rivelato da una giusta valutazione del Piano, seguito dalla conseguente collaborazione con esso. Tutto questo sarà fatto per mezzo della trasmutazione del desiderio in aspirazione e poi in ferma determinazione.

g. La fase finale del proposito divino è la più difficile da indicare, e quando dico indicare intendo esattamente questo e niente di più preciso e chiaro. Ha un senso forse per voi se dico che il rituale cerimoniale della vita quotidiana di Sanat Kumara, eseguito tramite la musica e il suono, e portato dalle onde di colore che si infrangono sulla spiaggia dei tre mondi dell’evoluzione umana, rivela a chiare note, toni e sfumature il più profondo segreto che sta dietro al Suo Proposito? Significa certamente ben poco, ed è messo da parte come un brano simbolico da me usato per comunicare l’incomunicabile. Tuttavia qui non mi esprimo tramite simboli, ma faccio un’esatta affermazione di fatto. Man mano che la bellezza, in qualunque delle sue forme più nobili, si fa strada nella coscienza umana, ciò comunica un vago senso del rituale della vita quotidiana di Sanat Kumara. Di più non posso dire.

Ecco dunque delle indicazioni circa il Proposito divino; ciascuna delle sette integra e completa le altre sei. E’ solo col tentare di comprendere l’insieme della sintesi interiore che potremo giungere ad una debole indicazione della natura di quella sublime coscienza che ha portato in esistenza il nostro pianeta e tutto ciò che esso contiene.

(I Raggi e le Iniziazioni, pag. 240-47 ed. ingl.)

 

Relazioni tra energie

Il settimo regno di natura è quello delle Vite che partecipano con piena capacità di comprensione al gruppo di Esseri che formano il nucleo del Consiglio a Shamballa. Questo gruppo dipende dal Signore del Mondo; la coscienza di questi Esseri e il loro stato d’esistenza sono vagamente compresi solo dai membri più avanzati della Gerarchia; il rapporto fra queste Vite e il Signore del Mondo è simile, e tuttavia fondamentalmente diverso, al rapporto esistente fra i membri della Gerarchia e i tre Grandi Signori: il Cristo, il Manu e il Mahachohan. Tramite questi tre Signori scorre l’energia che affluisce da Shamballa, che trasmette il proposito e che costituisce il motivo del piano di Sanat Kumara: il Suo Piano di Vita. Quello che voi chiamate “il Piano” è la risposta della Gerarchia all’affluente Volontà risoluta del Signore del Mondo. Tramite Sanat Kumara, l’Antico dei Giorni (come è chiamato nella Bibbia), scorre l’ignota energia di cui i tre aspetti divini sono l’espressione. Egli è il Custode della volontà della Grande Loggia Bianca di Sirio, e il fardello di questa “intenzione cosmica” è condiviso dai Buddha di Attività e dai membri del Gran Consiglio, i Quali sono dotati di una coscienza e una vibrazione tanto elevate, che possono mettersi in contatto con la Gerarchia, senza pericolo per quest’ultima, solo una volta all’anno, tramite il loro emissario il Buddha.

(Ibidem, pag. 130 ed. ingl.)

Il Wesak è la festa nella quale vengono messi in rapporto tre fattori importanti per l’umanità:

1. In quel momento è possibile mettersi in contatto con il Buddha, incarnazione o agente delle Forze della Luce, e ci si può appropriare coscientemente di ciò che esse cercano di trasmettere all’umanità.

2. Si può entrare in contatto anche con il Cristo, incarnazione dell’Amore e della Volontà di Dio e agente dello Spirito di Pace, e l’umanità può essere istruita ad appropriarsi di questo tipo di energia extraplanetaria.

3. Mediante il Cristo e Buddha, l’umanità ora può stabilire uno stretto rapporto con Shamballa e dare il proprio contributo, come centro mondiale, alla vita planetaria. Pervasa di luce e dominata dallo Spirito di Pace, l’espressione della volontà-di-bene dell’umanità può emanare potentemente da questo terzo centro planetario. Allora, per la prima volta, l’umanità potrà assumere il compito che le è destinato, quale intermediario amorevole e intelligente fra gli stati superiori di coscienza planetaria, gli stati sovrumani e i regni subumani. Così l’umanità diverrà infine il salvatore planetario.

(Esteriorizzazione della Gerarchia,
pag. 162-63 ed. ingl.)

Le masse di tutto il mondo hanno un solo desiderio, la tranquillità. Non uso la parola “pace”, perché ha una connotazione tanto fuorviante. In ogni paese gli uomini e le donne che riflettono, stanno con intento unito, decisi a fare, se possibile, i passi che assicureranno la pace sulla Terra mediante l’espressione della buona volontà. Notate questo modo di esprimermi. I discepoli operanti in tutto il mondo lottano con ogni mezzo a disposizione per diffondere il vangelo del sacrificio, perché la stabilità mondiale potrà essere fondata con sicurezza soltanto sul sacrificio, il sacrificio dell’egoismo. In queste parole è riassunta la richiesta fatta a coloro che hanno la responsabilità di stabilire le politiche (nazionali e internazionali) e di compiere i passi che instaureranno giuste relazioni umane. La Gerarchia, non più vigilante e in attesa, oggi è attiva con impellente saggezza e ferma decisione al fine di rafforzare l’azione dei suoi lavoratori in ogni campo dell’attività umana (politica, educativa e religiosa), affinché possano prendere la giusta iniziativa e influenzare correttamente il pensiero umano.

Sta entrando in azione una potente attività di primo raggio, l’attività del volere o proposito. Il Cristo, quale Capo delle Forze della Luce, ha autorizzato gli ashram dei Maestri sul primo Raggio di Potere a rinforzare l’azione di tutti i discepoli nel campo del governo e degli adattamenti politici d’ogni nazione, a illuminare, se possibile, i vari corpi legislativi nazionali con qualunque mezzo necessario, affinché la potenza delle loro parole, la saggezza dei progetti e l’ampiezza dei loro pensieri possano dimostrarsi tanto efficaci, che il “Ciclo di congressi e di convegni” iniziato ora dagli uomini di stato del mondo possa trovarsi sotto la guida diretta (di nuovo se possibile) dei membri della Camera del Consiglio di Shamballa che conoscono la Volontà di Dio. L’egoismo delle menti ristrette nei vari corpi legislativi del mondo deve essere in qualche modo controbilanciato. Questo è il problema.

Non dimenticate che l’energia divina deve esercitare il suo impatto sulle menti umane; queste menti, nel loro effetto globale, sono gli unici strumenti disponibili mediante i quali la Volontà di Dio può esprimersi; esse rispondono necessariamente ai risultati stimolanti ed energizzanti di quell’impatto, e ciò evocherà risultati adatti al tipo di mente influenzato. La risposta sarà compatibile con la qualità e l’intenzione di quelle menti.

(Ibidem, pag. 446-47 ed. ingl.)

 

Relazioni basilari

Ciascuno degli aspetti divini ha tre aspetti sussidiari, e nel nostro pianeta e sul piano fisico cosmico si rivela l’aspetto più basso dell’amore (quello che chiamiamo la Volontà-di-Bene). Per l’umanità che lotta su questo piano cosmico fisico, noi suddividiamo inconsciamente questa volontà-di-bene in tre aspetti; soltanto oggi cominciamo ad afferrarli come possibilità esistenti. L’aspetto più basso lo chiamiamo buona volontà, rendendoci poco conto dell’atteggiamento che stabilisce verso la meta universale; il secondo aspetto lo chiamiamo vagamente amore e speriamo di provare che manifestiamo amore mediante la nostra affiliazione alla Gerarchia; il più alto lo chiamiamo volontà-di-bene; e lo lasciamo indefinito perché non è in alcun modo possibile, perfino agli iniziati della quinta iniziazione, comprendere veramente quali siano la natura e lo scopo della volontà-di-bene che condiziona l’attività divina.

(I Raggi e le Iniziazioni, pag. 536 ed. ingl.)

Naturalmente non mi è possibile darvi un quadro fedele degli eventi interiori che si verificano nella vita del nostro Essere planetario. Posso solo indicare e segnalare che la situazione mondiale è semplicemente l’effetto della reazione e della risposta del genere umano ai grandi avvenimenti paralleli e causali che coinvolgono i seguenti gruppi:

1. L’Avatar che sta per manifestarsi e il Suo rapporto con il Signore del Mondo, il nostro Logos planetario.

2. I Signori di Liberazione, focalizzati nel Loro luogo elevato, che consci dell’invocazione dell’umanità stringono maggiormente il rapporto con i tre Buddha di Attività.

3. Il Gran Consiglio a Shamballa e la Gerarchia planetaria.

4. Il Buddha e i Suoi Arhat che cooperano all’unisono con il Cristo e i suoi discepoli, o i Maestri di Saggezza.

5. La Gerarchia, incarnazione del quinto regno della natura, e il suo rapporto d’attrazione magnetica con il regno umano, il quarto.

6. L’effetto sull’umanità di tutti questi grandi gruppi di Vite e le relative conseguenze che si manifestano nei regni subumani.

Lo studio di quanto sopra in termini di forze e di energie darà un’idea della sottostante sintesi di rapporti e dell’unità del tutto.

(Ibidem, pag. 13 ed. ingl.)

Per quanto riguarda la Gerarchia stessa, i suoi Membri (molti di Loro), esotericamente e tecnicamente parlando, “vengono astratti dal punto di santità mediano e assorbiti nel Consiglio del Signore”. In altre parole, passano ad un lavoro superiore e divengono custodi dell’energia della Volontà divina e non semplicemente i custodi dell’energia d’amore. Da quel momento in poi operano come unità di potere e non semplicemente come unità di luce. La loro opera diviene dinamica invece di essere attrattiva e magnetica, e riguarda l’aspetto vita e non semplicemente l’aspetto anima o coscienza.

(Ibidem, pag. 15-16 ed. ingl.)

 

La potenza della Volontà di Dio

L’energia di Shamballa è… la manifestazione della Volontà di Dio in una vita nuova e potente.

(Il destino delle nazioni, pag. 17 ed. ingl.)

Questa energia causa la crisi mondiale presente… E’ la Volontà di Dio a produrre certi cambiamenti radicali e importanti nella coscienza umana che ne altereranno l’atteggiamento verso la vita e la comprensione delle cose essenziali, spirituali, esoteriche e soggettive. E’ la forza che, unita alla forza di secondo raggio, produrrà quella tremenda crisi che chiamiamo l’iniziazione ai Misteri delle Età.

(Ibidem, pag. 13 ed. ingl.)

L’energia della volontà è l’energia più potente dell’intero schema d’esistenza planetaria. E’ chiamata la “Forza di Shamballa” ed è ciò che tiene insieme in vita tutte le cose. In realtà è la vita stessa. Questa forza di vita o Volontà divina (che attua l’intenzione divina) è quella per il cui mezzo Sanat Kumara raggiunge il Suo scopo. Su scala minuscola è l’uso di uno degli aspetti più bassi della volontà (volontà personale) che consente all’uomo di realizzare i suoi piani e di raggiungere lo scopo prefisso, se ne ha uno. Quando manca la volontà, il piano si estingue e lo scopo non è raggiunto. Anche per quel che riguarda la volontà personale essa è in realtà “la vita del progetto”. Nel momento in cui Sanat Kumara avrà raggiunto il suo Proposito planetario, ritirerà questa potente energia e, con questo ritiro, comincerà la distruzione. Questa forza di Shamballa è continuamente tenuta a freno per evitare un impatto troppo forte sui regni di natura non preparati. Questo si riferisce anche all’impatto sull’umanità.

(I Raggi e le Iniziazioni, pag. 715 ed. ingl.)

La prima e più potente forza è quella che si riversa nel mondo da Shamballa, il centro planetario dove la Volontà di Dio è conosciuta. Nella nostra storia planetaria questa energia di Shamballa ha fatto sentire la sua presenza direttamente solo due volte: la prima volta quando avvenne la grande crisi umana dell’individualizzazione dell’uomo nell’antica Lemuria; la seconda volta ai tempi di Atlantide nella grande lotta tra i Signori della Luce e i Signori della Forma Materiale, detti anche le Forze Oscure. Oggi questa forza si riversa dal Centro Sacro, incarna l’aspetto Volontà dell’attuale crisi mondiale e suoi due effetti o qualità sussidiari sono:

a. la distruzione di ciò che è indesiderabile e d’impedimento nelle attuali forme mondiali (nel governo, nella religione e nella società);

b. la forza sintetizzante che collega ciò che finora era separato.

La forza di Shamballa è così nuova e non riconosciuta, che all’umanità risulta difficile riconoscerla per ciò che è: la manifestazione della benefica Volontà di Dio in nuova e potente vitalità.

(Esteriorizzazione della Gerarchia,
pag. 71-72 ed. ingl.)

L’energia del primo aspetto divino (di volontà o potere) è attualmente applicata da Shamballa con la più scrupolosa cautela. Questa energia di volontà, come vi è stato insegnato, è il potere della vita in tutti gli esseri; in passato le è stato permesso di mettersi in contatto con “la sostanza dell’umanità” soltanto tramite la Gerarchia. Più tardi l’impatto diretto è stato consentito in via sperimentale e la guerra mondiale (1914-1945) ne fu la prima testimonianza, chiarificando problemi, presentando delle opportunità, purificando il pensiero umano e distruggendo la vecchia civiltà logora. E’ un’energia pericolosa e non potrà essere applicata in maggior misura finché il genere umano non avrà imparato a rispondere più adeguatamente all’energia del secondo aspetto di amore-saggezza, e perciò al governo di Dio.

(Ibidem, pag. 658 ed. ingl.)


Emissione dell’energia di Shamballa

H.P.B. (uno dei primi discepoli operanti che apparvero sotto l’impulso dell’esteriorizzazione, spinta dall’energia di primo raggio) dette lo sfondo del Piano sotto mia impressione. La struttura più dettagliata e la portata dell’intenzione gerarchica furono da me comunicate nei libri che A.A.B. ha presentato al pubblico sotto suo nome (agendo così secondo le mie istruzioni). Per la prima volta nella storia umana, lo scopo degli eventi passati, storici e psicologici, può essere chiaramente riconosciuto quale base di tutti gli avvenimenti attuali, portando così la misteriosa legge del karma all’attenzione del pubblico in modo più semplice. Si può anche vedere il presente che indica la via del futuro e rivela chiaramente la Volontà-di-Bene che anima l’intero processo evolutivo, processo al quale l’umanità (sempre per la prima volta) partecipa e collabora con intelligenza. E’ questa partecipazione collettiva, anche se svolta inconsciamente, che ha consentito alla Gerarchia di afferrare l’occasione per porre fine al lungo silenzio che durava dai tempi dell’Atlantide; ora i Maestri possono cominciare a rinnovare l’antica “partecipazione ai segreti” e a preparare l’umanità per una civiltà che si distinguerà per la continua percezione intellettuale della verità, e che collaborerà con gli Ashram che si esteriorizzano nelle varie parti del mondo.

Ora il consolidamento interiore è un poco allentato, se mi è lecito usare un’espressione tanto inadatta, e la maggioranza dei membri della Gerarchia ritira l’intensa attenzione dalla ricezione dell’impressione da parte di Shamballa e si orienta, in modo interamente nuovo e diretto, verso il quarto regno di natura. Nel medesimo tempo, una minoranza di Maestri molto potenti entra in associazione più stretta con il Consiglio di Sanat Kumara.

(Ibidem, pag. 685 ed. ingl.)

In ogni ashram è pertanto in corso un intenso processo di istruzione lungo linee identiche, il cui risultato è l’“isolamento”, occultamente inteso, di alcuni Maestri e iniziati. Essi sono stati isolati affinché possano operare più prontamente e facilmente con Shamballa. In tal modo potranno formare un serbatoio di energia, galvanizzato e dinamico (l’energia della Volontà divina), mettendola così a disposizione degli altri membri della Gerarchia che stanno in “unità isolata” sulle vie maestre della Terra, e sono perciò “nel mondo, ma non del mondo”. L’apprendimento di questa lezione richiama in attività la volontà sacrificale di entrambi i gruppi gerarchici; questa rimane la corda che li collega all’aspetto dell’antahkarana lungo il quale l’energia può affluire in modo nuovo ed elettrico da Shamballa, attraverso la minoranza gerarchica di cui abbiamo parlato sopra, e nel grande gruppo di Maestri, iniziati e discepoli cui è affidato il compito di consolidamento. Per i membri della Gerarchia tutto questo costituisce un definito processo di esame e di prova, che precede e prepara ad alcune iniziazioni superiori.

(Ibidem, pag. 687-88 ed. ingl.)

La dinamica impressione che emana da Shamballa si manifesta in grandi cicli e in cicliche ondate, le quali sono impulsi provenienti da fonti extra-planetarie, richiesti o invocati dal Signore del Mondo e dai Suoi Collaboratori, ed emanano in risposta alla “acclamata volontà” di Sanat Kumara nella Camera del Concilio.

(Telepatia e il veicolo eterico, pag. 81 ed. ingl.)

L’energia che fluisce attualmente attraverso la Gerarchia, l’energia dell’amore, tende a mescolarsi con quella che emana da Shamballa, ed è richiesta per l’applicazione voluta. Attualmente il problema della Gerarchia è produrre una fusione sapiente e adeguata delle due energie onde temperare la distruzione e mettere in risalto lo spirito di costruzione, usando le forze costruttive e riabilitanti del secondo Raggio. L’energia di Sbamballa prepara la via a quella della Gerarchia. Così è stato dal principio del tempo, ma i cicli della Gerarchia, sebbene relativamente frequenti, non hanno coinciso con quelli di Shamballa, che sono rari. Col tempo, gli impulsi di questa diventeranno più frequenti, perché gli uomini saranno meglio capaci di sostenerli e di resisterli… Ora si tenta l’esperimento di consentire all’uomo di riceverne l’impulso, indipendentemente dalla mediazione della Gerarchia. Potrebbe essere uno sforzo prematuro e abortivo, ma gli effetti non sono ancora definiti, e il Signore di Shamballa, insieme ai Suoi Assistenti e con l’aiuto dei Membri della Gerarchia, non è scoraggiato dai risultati iniziali. L’umanità risponde bene, in modo inaspettato… Tuttavia le nuove forme vengono costruite e le potenze di Shamballa, insieme alla guida gerarchica, operano per fini progettati con precisione e che si attuano favorevolmente.

(Il destino delle nazioni, pag. 18-19 ed. ingl.)

Vi è stato detto che questa forza, durante questo secolo, ha esercitato il suo primo impatto diretto sull’umanità; prima di allora raggiungeva il genere umano nei tre mondi dopo essere stata ridotta e modificata facendola passare attraverso il grande centro planetario cui diamo il nome di Gerarchia. Questo impatto diretto avrà luogo nuovamente nel 1975 e anche nel 2000, ma allora il rischio non sarà così grande come nel primo impatto grazie alla crescita spirituale dell’umanità. Ogni volta che questa energia irrompe nella coscienza umana, appare qualche aspetto più completo del piano divino. E’ l’energia che produce la sintesi e che mantiene tutte le cose dentro il cerchio dell’amore divino. Dopo l’impatto esercitato durante i pochi anni passati, il pensiero umano si è sempre più preoccupato a produrre l’unità e a raggiungere la sintesi in tutti i rapporti umani più di quanto non avesse mai fatto prima; un risultato di questa è stata la formazione delle Nazioni Unite.

(I Raggi e le Iniziazioni, pag. 716 ed. ingl.)

 

Cooperazione con l’energia di Shamballa

Duemila anni sono trascorsi dal tempo del Getsemani e da quando Cristo stabilì il primo contatto con la forza di Shamballa, e con ciò un rapporto, a vantaggio dell’uomo, che anche dopo venti secoli resta soltanto un tenue, fragile filo conduttore di energia.

Nondimeno, se ne può disporre per uso appropriato, ma la facoltà di esprimerla sta nel comprenderla (per quanto possibile in queste fasi intermedie dello sviluppo umano) e nell’usarla in gruppo. E’ una forza unificante e sintetica, ma la si può impiegare per irreggimentare e livellare. Ripeto quelle che sono le chiavi per utilizzare l’energia di Shamballa: Uso di Gruppo e Comprensione.

L’umanità ha stentato a capire il significato dell’Amore. Quindi le sarà ancora più arduo afferrare quello del Volere. Per la gran parte degli uomini, il vero amore è ancora una teoria. Esso (per quanto di solito inteso) si palesa come gentilezza, ma nei confronti della forma, delle personalità circostanti, e si compi-e di norma nel desiderio di fare il proprio dovere senza ostacolare le attività e le relazioni che tendono al benessere dei propri sim-ili. Si manifesta nel desiderio di eliminare gli abusi e di stabilire nel mondo condizioni materiali migliori; prende la forma di amore materno, o di amicizia, ma raramente di amore fra gruppi e nazioni. E’ il tema fondamentale dell’insegnamento cristiano - così come il Volere, divinamente espresso, lo sarà della religione mondiale ventura - e ha motivato molte imprese di bene, filantropiche e umanitarie, ma in effetti non è ancora mai stato espresso, tranne che dal Cristo.

Perché dunque, domanderete, insistere sul massimo attributo divino? Perché non attendere quando si conoscerà meglio l’Amore e lo si sappia esternare nell’ambiente? Perché la Volontà, nella sua vera espressione, oggi è necessaria come forza propellente, espulsiva, e come agente che purifica e rischiara.

(Astrologia esoterica, pag. 581-82 ed. ingl.)

Tre aspetti emergenti della vita, della qualità e dell’energia di Shamballa:

1. la Volontà che condiziona la vita;
2. la Volontà che attua i giusti rapporti umani;
3. la Volontà che vince per sempre la morte.

Questi tre aspetti sono connessi ai ternari divini: spirito, anima e corpo; vita, coscienza e forma; vita, qualità e apparenza. Questo aspetto della vita del Cristo non è mai stato studiato a dovere, eppure basterebbe comprenderlo anche solo in parte per ricacciare il male (individuale, sociale e planetario) alla sede di partenza e liberare l’umanità dal terrore che ora tutto devasta, a sfida di Dio e dell’uomo.

L’energia di Shamballa è dunque connessa alla vitalità umana (tramite forma e coscienza); non è il caso di considerarne il rapporto con il resto del creato; essa tende a istituire giusti rapporti umani ed è quello stato dell’essere destinato a sconfiggere la morte. Pertanto è incentiva, non impulsiva; è proposito consapevole e non desiderio. Quest’ultimo parte dalla forma materiale e si sviluppa verso l’alto; la Volontà invece scende nella forma, e la piega coscientemente all’intento divino. Quello è invocativo, questa è evocante. Il desiderio, se concentrato e compatto, può invocare la volontà; ma questa, una volta evocata, pone termine al desiderio e diventa una forza immanente, propulsiva, stabilizzante, illuminante e, fra l’altro, anche distruttiva. E’ molto più di tutto ciò, ma questo è quanto l’uomo può capirne per il momento, dato l’apparato di comprensione di cui dispone. Questa volontà, suscitata dall’invocazione, dev’essere concentrata nella luce dell’anima e dedicata a fini di luce e per i giusti rapporti umani, da usare (con amore) per distruggere ciò che ostruisce e uccide (in senso spirituale e reale), il libero flusso della vita umana. Questa Volontà deve essere invocata ed evocata.

(Ibidem, pag. 583-84 ed. ingl.)

C’è un solo modo per vincere una volontà malvagia focalizzata, rispondente alla forza di Shamballa, ed è di opporle un volere altrettanto concentrato ma spirituale, dispiegato dagli uomini di buona volontà che si facciano sensitivi a questa nuova energia, e imparino a invocarla ed evocarla.

Vedete dunque che avevo in mente qualcosa di meglio che semplici parole di uso corrente quando mi servii di termini come buona volontà e volontà-di-bene. Non pensavo soltanto a maniere gentili e buone intenzioni, ma a quella volontà-di-bene concentrata che può e deve evocare l’energia di Shamballa e servirsene per fermare le forze del male.

Mi rendo conto che questa è un’idea relativamente nuova per molti di voi; per altri avrà poco o nessun senso; altri ancora coglieranno barlumi di un nuovo approccio al divino e al servizio che, lo ripeto, può e deve rifare, ricostruire e riabilitare il mondo. Osservate che la volontà può essere raggiunta solo dal livello mentale, e quindi può appropriarsene solo chi opera con la mente. Chi intende evocare la forza di Shamballa si approssima all’energia del fuoco. Il fuoco è simbolo e qualità del piano mentale. E’ un aspetto della natura divina. Fu anche una delle caratteristiche più notevoli della guerra. Lo si produce con mezzi fisici e con il concorso del regno minerale, e fu il mezzo di distruzione più minaccioso scelto durante il conflitto. Fu l’avverarsi dell’antica profezia secondo cui si sarebbe tentato di distruggere la razza Ariana con il fuoco, così come l’Atlantidea fu spazzata via dalle acque. Ma l’ardente buona volontà, e l’uso consapevole e concentrato della forza di Sbamballa, opposero fuoco a fuoco, e lo si dovette fare.

Non vi posso comunicare altro a questo proposito, finché non avete dedicato tempo a studiarlo e cercato di capire la volontà, la sua natura, il suo proposito e la relazione che la lega a ciò che si intende per volontà umana. Dovete riflettere sul modo di impiegarla, e in che maniera gli aspiranti e i discepoli polarizzati in senso mentale possono concentrarla e addossarsi senza pericolo la responsabilità di applicarla con saggezza. Quando ne saprete di più, vi impartirò altra conoscenza su questo argomento. Ma intendo offrirvi un suggerimento pratico. Non si potrebbe organizzare un gruppo che l’assuma come soggetto della sua meditazione, e cerchi di rendersi adatto, con la giusta comprensione, a entrare in rapporto con la forza di Shamballa per applicarla? Non si potrebbe elaborare gradualmente il tema della rivelazione del volere divino, sì che tutto l’argomento sia pronto per gli uomini che pensano, quando la pace sia realmente stabilita? Molte cose si possono considerare a questo proposito. Ad esempio, la dimostrazione dei tre aspetti della volontà, dianzi enumerati; la preparazione dell’individuo per esprimerla; si deve inoltre ponderare con senno sul rapporto che intercorre fra la Gerarchia e Shamballa, mentre i Maestri cercano di attuare il proposito divino, e diffondere l’energia della volontà. Si deve poi cercare di capire alquanto la natura dell’impulso diretto del primo aspetto sulla coscienza umana, astraendo dalla Gerarchia, cioè senza quei procedimenti di assorbimento e moderazione cui essa l’assoggetta. Altrove ho accennato a questo contatto diretto; potrà essere ancora più diretto e completo quando la maggiore comprensione umana lo avrà reso meno pericoloso.

(Ibidem, pag. 586-88 ed. ingl.)

 

Qualità ed effetto dell’energia di Shamballa

… in Shamballa, la sede del fuoco, sono focalizzate tre grandi energie:

1. L’energia di Purificazione. E’ il potere innato nell’universo manifestato, che progressivamente e costantemente adatta l’aspetto sostanza a quello spirituale con un processo che chiamiamo per quanto riguarda l’umanità, purificazione. Esso implica l’eliminazione di tutto ciò che ostacola la piena espressione della divinità…

2. L’energia di Distruzione. E’ una distruzione che rimuove le forme che imprigionano la vita spirituale inferiore, e nascondono la luce interiore dell’anima. Questa energia è perciò uno degli aspetti principali della natura purificatrice della Vita divina… in relazione all’aspetto distruttore della divinità e a coloro dai quali dipende la sua apparizione, si devono tener presenti due fattori:

a. L’attività distruttiva è messa in moto dalla volontà di Coloro che costituiscono il Consiglio in Shamballa e che sono di valido aiuto nel portare le forme di tutti i regni subumani in linea con il proposito che si evolve. Secondo la legge ciclica, quest’energia distruttiva entra in azione per distruggere le forme di vita che impediscono l’espressione divina.

b. E’ messa in azione anche dalla determinazione dell’umanità stessa la quale, secondo la legge del karma, rende l’uomo padrone del proprio destino, conducendolo a creare le cause che sono responsabili degli eventi e delle conseguenze cicliche delle vicende umane.

Vi è naturalmente una stretta connessione fra il primo Raggio, di Volontà o Potere, le energie concentrate in Shamballa e la legge del karma, soprattutto per quanto riguarda la sua potenza planetaria e in relazione all’umanità avanzata… Due fattori hanno precipitato soggettivamente e spiritualmente questa crisi mondiale: la crescita e lo sviluppo della famiglia umana e (come vi è stato detto) l’afflusso della forza di Shamballa in questo particolare momento, come risultato tanto della legge karmica, quanto della decisione presa dal Grande Consiglio.

3. L’energia di Organizzazione. E’ energia che mise in moto l’attività delle grandi Vite di Raggio e diede inizio alla motivazione e all’impulso di ciò che produsse la manifestazione. Così le sette qualità di Raggio furono portate in espressione. Il rapporto tra spirito e materia produsse questo processo ordinato che di nuovo, ciclicamente e secondo la legge, crea il mondo manifesto quale campo per lo sviluppo dell’anima e come area in cui il proposito divino è attuato per mezzo del piano…

Sono queste tre energie che hanno precipitato la crisi mondiale, e sarà per noi utile riconoscere la vera natura delle forze di Shamballa che influenzano la nostra vita planetaria e determinano il destino Umano.

(I Raggi e le Iniziazioni, pag. 84-86 ed. ingl.)

La luce può essere considerata come un sintomo, una reazione all’incontro e alla conseguente fusione di spirito e materia.

Perciò quando quel grande punto di fusione e di crisi solare (perché si tratta di questo, perfino quando produce una crisi planetaria) appare nel tempo e nello spazio, immediatamente appare anche la luce, e di tale intensità che soltanto coloro che conoscono la luce dell’anima e che possono reggere la luce gerarchica possono essere istruiti per entrare nella luce di Shamballa, per farne parte e per camminare nelle “aule radiose dove si muovono le Luci che attuano la Volontà di Dio”.

Per rendere più comprensibile il concetto diremo che solo quando la volontà della personalità e la volontà dell’anima si uniscono, evocate dall’amore, la luce dell’anima domina la luce della personalità. Questa è un’affermazione importante. Solo quando la volontà della Monade e la volontà della Gerarchia di anime si incontrano e si fondono negli “strati superiori” (se mi è lecito usare questa espressione moderna), la luce radiosa della Vita può dominare le luci fuse dell’Umanità e della Gerarchia. Si può osservare che questa fusione e congiunzione di gruppo comincia lentamente ad attuarsi.

E’ anche il primo contatto della radiazione di Shamballa che provoca la rivelazione universale del male, radiazione che attualmente produce l’agitazione mondiale e che ha messo di fronte il bene e il male. Il contatto di questa radiazione è il fattore condizionante alla base della pianificazione del dopoguerra e delle idee di ricostruzione e riedificazione del mondo, che in questo momento dominano ciò che vi è di meglio nel pensiero umano.

Bisogna tenere attentamente presente che il male (il male cosmico, sorgente del male planetario) è molto più vicino a Shamballa che all’umanità. Lì le Grandi Vite sono completamente libere dall’annebbiamento astrale, la loro visione è di estrema semplicità; si preoccupano soltanto della grande e semplice dualità di spirito e materia, e non delle molteplici forme portate in esistenza dalla fusione di questi due. Il dominio dello spirito e del suo riflesso l’anima, da parte della materia, è ciò che costituisce il male; questo è vero, sia che l’affermazione venga applicata allo sviluppo dell’individuo che a quello del gruppo. “Le Luci che attuano la Volontà di Dio” si muovono libere dall’attrattiva del male. La Luce in cui Esse si muovono Le salvaguarda e la Loro irradiazione innata e inerente respinge il male. Ma Esse “si muovono parallelamente al male cui sono propense tutte le forme minori”; Esse fanno parte di un grande Gruppo d’osservazione che “avanza nel tempo e nello spazio”; i Suoi membri osservano la grande guerra e il conflitto proseguiti sulla Terra fra le Forze della Luce e le Forze del Male. Esse hanno liberato sulla Terra le Forze della Luce, mentre le Forze del Male sono inerenti alla sostanza stessa, di cui sono costruite tutte le forme di vita.

Attualmente il lavoro del Grande Consiglio di Shamballa, Che finora ha operato tramite la Gerarchia, si effettua sulla Vita entro la forma. L’operare in questo modo richiede la massima cautela e quelle Luci sanno che i pericoli di un contatto diretto prematuro con l’umanità e l’eccessiva stimolazione che ne conseguirebbe sono grandi. Una delle cause del cataclisma attuale è che si ritenne l’umanità in grado di prendere e ricevere “un contatto da Shamballa” senza ridurne la potenza attraverso la Gerarchia, com’era stato fatto finora. La decisione di creare questo contatto (ciò che rappresentava un grande esperimento) fu presa nel 1825, in occasione della consueta riunione centennale del Grande Consiglio: i risultati li conoscete, si stanno manifestando sotto i vostri occhi. Il movimento industriale cominciò a prendere forma cento anni fa e ricevette un grande impulso da questo contatto. Il male esistente nelle nazioni (aggressione, cupidigia, intolleranza e odio) fu stimolato come mai prima d’allora ed ebbero luogo le due guerre mondiali di cui una imperversa ancora (scritto nell’ottobre del 1943). Parallelamente vi fu un’esplosione di bene, sempre in risposta al “contatto” divino, e ne derivò un accrescimento di comprensione, la diffusione dell’idealismo, la purificazione dei nostri sistemi educativi e l’inaugurazione di riforme in ogni settore della vita umana. Tutto ciò è stato accelerato, e prima del 1825 non si era vista una tale crescita su scala mondiale. Anche la conoscenza della Gerarchia si diffonde su tutta la Terra; i fatti relativi all’iniziazione e al discepolato diventano proprietà comune; di conseguenza l’umanità è avanzata in un grado maggiore di luce. Il bene e il male risaltano in modo più nitido; il contrapporsi di luce e ombra è più evidente; le conseguenze del bene e del male appaiono con maggiore chiarezza e l’umanità, nel suo insieme, considera i grandi problemi della giustizia e dell’amore, del peccato e della separatività su scala mondiale.

(Ibidem, pag. 143-46 ed. ingl.)

Due sono le chiavi per utilizzare l’energia di Shamballa: Uso di Gruppo e Comprensione.

(Astrologia esoterica, pag. 581 ed. ingl.)

 

Iniziazione di gruppo

L’iniziato è sempre esistito. Il divino Figlio di Dio si è sempre conosciuto per ciò che è. Un iniziato non è il risultato del processo evolutivo. Egli è la causa del processo evolutivo.

(I Raggi e le Iniziazioni, pag. 61 ed. ingl.)

L’opera svolta attualmente da Shamballa e dalla Gerarchia a favore dell’umanità tenderà anche a sviluppare la coscienza di gruppo e la formazione di molti gruppi che saranno organismi viventi e non organizzazioni; essa renderà possibile l’iniziazione di gruppo e consentirà a certi aspetti della volontà di svilupparsi correttamente e senza pericolo.

(Ibidem, pag. 95 ed. ingl.)

L’iniziazione di gruppo significa che la maggior parte dei membri sono ben orientati; che si propongono di accettare la disciplina che li preparerà alla prossima grande espansione di coscienza, e che nessuno di loro potrà in alcun modo essere deviato dal suo proposito (notate questa parola con le sue implicazioni di primo raggio o di Shamballa), qualunque cosa avvenga nel suo ambiente o nella sua vita personale. E’ necessario che riflettiate a ciò, se volete fare il necessario progresso.

(Ibidem, pag. 36 ed. ingl.)

Affrontando questo tema da un altro punto di vista, la polarizzazione mentale del discepolo, che cerca di entrare nella sfera di lavoro gerarchico, produce un’unificazione dello sforzo iniziatico, che è nuovo nella storia spirituale del pianeta e il primo passo fatto attualmente sui piani interiori e sottili per creare certe grandi “Crisi di Iniziazione”, implicando simultaneamente tutti e tre i principali centri planetari - cosa finora sconosciuta. Fino al 1875, l’iniziazione era un processo sequenziale come pure un processo in gran parte individuale. Questo va cambiando lentamente; gruppi vengono ammessi all’iniziatore sulla base di una relazione sentita e riconosciuta, che non è quella da discepolo a Maestro (come fino ad ora), ma che è fondata su una relazione fra iniziati, in gruppo, che esiste tra l’Umanità, la Gerarchia e Shamballa. E’ appunto questo rapporto spirituale e sentito in maniera sottile che oggi si esprime sul piano fisico nello sforzo mondiale di instaurare retti rapporti umani.

(Il Discepolato nella Nuova Era, vol. II,
pag. 351-52 ed. ingl.)

Le Quattordici regole e Formule d’Approccio riguardano soprattutto Shamballa o l’aspetto vita… l’espressione dell’aspetto volontà… Esse trattano dello sviluppo della coscienza di gruppo, perché soltanto in formazione di gruppo, per ora, si può attingere alla forza di Shamballa… Soltanto il gruppo, secondo il nuovo modo di operare e l’iniziazione di gruppo recentemente proposti, è in grado di invocare Shamballa.

(I Raggi e le Iniziazioni, pag. 35 ed. ingl.)

 

Volontà di gruppo

Sono questi cambiamenti nelle “determinanti e cangianti realtà” della coscienza dell’anima e della consapevolezza dei membri della Gerarchia, che determinano le nuove tendenze della vita dello Spirito e i nuovi metodi d’istruzione dei discepoli, come per esempio l’esperimento di esteriorizzare gli Ashram dei Maestri. E’ questo nuovo accostamento alle condizioni di vita, per effetto dell’afflusso di nuove energie, che produce la tendenza universale verso la consapevolezza di gruppo; il suo massimo risultato in seno alla famiglia umana è il compiere il primo passo verso l’iniziazione di gruppo. Dell’iniziazione di gruppo non si era mai sentito parlare prima d’ora tranne che in relazione alle iniziazioni superiori emananti dal centro di Shamballa. L’iniziazione di gruppo è basata su una volontà di gruppo uniforme e unita, consacrata al servizio dell’umanità e fondata sulla lealtà, la collaborazione e l’interdipendenza.

(Ibidem, pag. 17 ed. ingl.)

Il gruppo riconosce e opera sotto l’influenza pervadente del proposito; l’iniziato singolo opera con il Piano. L’espressione di gruppo, nella misura in cui ne è capace in un dato momento nel tempo e nello spazio, è in linea con la Volontà di Colui nel Quale viviamo, ci muoviamo e siamo, la Vita di tutto ciò che esiste… Il gruppo può essere, e frequentemente è, responsivo al “centro splendente”, Shamballa, mentre l’iniziato, da solo e nella propria identità essenziale, non può rispondervi. L’individuo dev’essere protetto dal gruppo dai tremendi poteri che emanano da Shamballa. Questi devono venire attenuati per lui col processo di distribuzione, in modo che il loro impatto non sia focalizzato su uno dei suoi centri o su tutti, ma venga ripartito fra tutti i membri del gruppo. Ecco la chiave del significato del lavoro di gruppo. Una delle sue funzioni principali, parlando esotericamente, è quella di assorbire, ripartire, far circolare e poi distribuire l’energia.

(Ibidem, pag. 68 ed. ingl.)

Un gruppo di discepoli dev’essere caratterizzato, come ho detto, dalla ragion pura, che sostituirà la motivazione, fondendosi alla fine nell’aspetto volontà della Monade, il suo aspetto maggiore. Questo è, parlando tecnicamente, Shamballa in diretto rapporto con l’Umanità. Cos’è dunque la volontà del gruppo in qualsiasi ashram o gruppo del Maestro? E’ presente in tutte le forme, abbastanza vitale da condizionare i rapporti di gruppo e da unire tutti in un gruppo di fratelli, che avanzano nella Luce? La volontà spirituale delle personalità individuali è tanto forte da negare il rapporto di personalità e da portare al riconoscimento spirituale, allo scambio spirituale e alla relazione spirituale? E’ solo in considerazione di questi effetti fondamentali dello stare, in quanto gruppo, nella “chiara luce della testa”, che è permesso ad un discepolo di introdurre in questo insieme una sensibilità di pensiero personale, e questo soltanto a causa di una provvisoria limitazione del gruppo.

(Il Discepolato nella Nuova Era, vol. II,
pag. 6-7 ed. ingl.)

1. La Monade collega l’iniziato con la Volontà di Dio, con il consiglio di Shamballa, con forze attive sul pianeta Plutone e su un altro pianeta che deve restare ignoto, e anche col Sole Centrale Spirituale.

2. L’Anima collega l’iniziato con l’Amore di Dio, con l’aspetto coscienza della divinità, con la Gerarchia nel suo insieme, penetrandovi attraverso l’Ashram del Maestro che lo ha aiutato a conseguire l’iniziazione, con i pianeti Venere e Mercurio, con il Sole Sirio e con il Cuore del Sole.

3. La Personalità collega l’iniziato con la Mente di Dio, con il principio intelligente della Vita planetaria, con l’insieme dell’umanità, con Saturno e Marte e con il Sole fisico attraverso il suo aspetto pranico.

4. L’aspetto Vita del pianeta, ossia il grande oceano di forze nel quale questi tre aspetti vivono, si muovono e hanno il loro essere, collega l’iniziato con la Vita che opera tramite Shamballa, tramite la Gerarchia e tramite l’umanità, e che fa così parte dell’immensa totalità della manifestazione.

(I Raggi e le Iniziazioni, pag. 96-97 ed. ingl.)

Il discepolo, costruendo il ponte arcobaleno, l’antahkarana, e il gruppo di discepoli, costruendo l’antahkarana di gruppo, rendono possibile “la percezione triadica”… Quando il discepolo ha gettato un filo di luce vivente (mediante il potere dell’amore magnetico) attraverso lo spazio che separa la Triade dalla personalità, scopre di far parte di un gruppo. Questo riconoscimento del gruppo, espresso dapprima in modo imperfetto e senza intelligenza, è il fattore che gli permette di passare, lungo il filo ancorato, nell’Ashram di un Maestro.

Secondo il vecchio insegnamento, l’Ashram del Maestro e il punto focale della Gerarchia erano sui livelli superiori del piano mentale. Oggi non è così. Essi si trovano sul piano dell’amore spirituale, dell’intuizione e della buddhi. La Gerarchia sta ritraendosi verso il centro superiore di Shamballa e nello stesso tempo sta avanzando verso il centro inferiore, l’umanità. Entrambe queste attività sono state rese possibili dall’uomo stesso; la crescente percezione intuitiva degli esponenti più elevati dell’umanità consente all’uomo di funzionare sul Sentiero del Discepolato e su dei livelli più alti di prima. Questo fatto è riconosciuto dalla Gerarchia. Anche la crescente aspirazione delle masse attira i Maestri più vicino all’umanità, di quanto sia mai accaduto prima. Questo è un esempio della capacità che ha la coscienza d’iniziato di operare sui livelli dell’iniziato e simultaneamente anche nei tre mondi. La duplice attività della mente ne è un simbolo poiché agisce come senso comune, occupandosi così di tutte le questioni dei tre mondi, e, nello stesso tempo come mente spirituale, occupandosi di tutte le questioni connesse all’anima, alla luce e all’illuminazione.

La seconda richiesta, che il senso di sintesi sia lo scopo dell’istruzione impartita ai postulanti nella Nuova Era, è una prova diretta del nuovo contatto di Shamballa, perché la sintesi è un attributo della Volontà divina e la qualità preminente della divinità. Era inevitabile che intelligenza e amore fossero gli obiettivi evolutivi sul pianeta e i due primi aspetti a svilupparsi, poiché sono qualità della volontà; essi rendono possibile la manifestazione della Volontà divina, ne garantiscono l’applicazione intelligente e il potere magnetico di attrarre a sé tutto ciò che occorre per esprimere o manifestare il previsto Proposito divino, visualizzato in sintesi e motivato, attuato, progettato e reso possibile dall’aspetto dinamico della medesima volontà.

E’ interessante notare come oggi nel mondo appaia con tutta evidenza che l’energia di Shamballa colpisce direttamente la coscienza umana e produce risultati diretti. L’aspetto distruttore del primo Raggio, di Volontà o Potere, provoca una distruzione di portata mondiale, per mezzo del primo regno della natura, il regno minerale. Ciò che è fatto di metalli e di prodotti chimici porta catastrofe e distruzione sulla Terra, soprattutto nel regno umano. Nello stesso tempo, il secondo attributo della volontà, la sintesi, evoca una risposta altrettanto diffusa. Questo senso di sintesi ha un effetto di massa prima di avere un effetto individuale ed è un fatto interessante e importante da notare in questo momento. Più tardi, il dinamismo inerente alla volontà, esercitato dal Nuovo Gruppo di Servitori del Mondo e dai discepoli e dagli iniziati, trasformerà quella risposta istintiva di massa in esperienza reale e determinerà “l’apparizione” sulla Terra della nuova “qualità” sviluppata, che la “vita” cerca di manifestare nella Nuova Era. Nel primo volume di questo trattato ho richiamato l’attenzione sui tre aspetti divini: Vita, Qualità, Apparenza. Ora essi stanno per apparire nella loro forma definitiva per questo ciclo particolare.

(Ibidem, pag. 119-20 ed. ingl.)

… L’umanità si era talmente evoluta che le mete, le teorie, gli obiettivi, le determinazioni espresse oggi dagli scritti e dal pensiero umano dimostravano che l’aspetto Volontà della Divinità, nella sua prima manifestazione embrionale, cominciava a far sentire la sua presenza. Avete seguito questa indicazione? Avete compreso che la rivolta delle masse e la loro determinazione di vincere tutti gli ostacoli e impedimenti per un mondo migliore, indicano questo? Capite che le rivoluzioni degli ultimi duecento anni sono segni dello sforzo dell’aspetto Spirito? Quello Spirito è vita e volontà; il mondo attuale manifesta i segni di una nuova vita. Riflettete su questo nelle sue implicazioni moderne e immediate e vedete in che direzione va il mondo sotto l’ispirazione della Volontà Spirituale.

(Il Discepolato nella Nuova Era, vol. II,
pag. 278 ed. ingl.)


Istruzione di gruppo

Quali sono alcune di queste nuove verità di cui sono responsabile quale agente di trasmissione al mondo degli studiosi di occultismo? Le enuncerò brevemente in ordine d’importanza.

1. L’insegnamento su Shamballa. Si è sempre detto poco su questo soggetto. Solo il nome era noto. Questo insegnamento include:

a. informazioni sulla natura dell’aspetto volontà;
b. indicazioni sui sottostanti propositi di Sanat Kumara;
c. direttive per la costruzione dell’antahkarana, che è il primo passo verso il conseguimento della coscienza monadica, e quindi il primo passo verso la Via dell’Evoluzione Superiore.

2. L’insegnamento sul nuovo discepolato. Questo è stato rivoluzionario per quanto riguarda le vecchie scuole di occultismo…

3. L’insegnamento sui Sette Raggi…

4. L’insegnamento relativo alla nuova Astrologia…

5. Informazioni sul Nuovo Gruppo di Servitori del mondo e la sua opera…

6. Il tentativo dì formare un avamposto esoterico degli Ashram interiori. Ciò è messo in evidenza dal lavoro che ho svolto con un gruppo particolare di aspiranti e di discepoli accettati, le cui istruzioni, emananti dal mio Ashram, sono state incluse nel libro Il Discepolato nella Nuova Era(vol. I e II).

7. L’insegnamento sulla nuova religione mondiale, con l’accento posto sui tre più importanti periodi di Plenilunio (Ariete, Toro, Gemelli, che generalmente cadono in Aprile Maggio e Giugno) e i nove (occasionalmente dieci) Pleniluni minori di ogni anno…

(I Raggi e le Iniziazioni, pag. 251-54 ed. ingl.)

E’ difficile per gli studenti di esoterismo rendersi conto che le future Scuole d’Illuminazione daranno importanza all’aspetto vita e non al contatto con l’anima. La meta sarà la trasferenza e non l’unione. Oggi gli aspiranti e i discepoli sono in gran parte il risultato del vecchio modo d’insegnare e sono il fiore dei processi cui l’umanità è stata assoggettata. L’attuale è un periodo di transizione vitale: i discepoli e gli aspiranti sono in questo momento, in senso figurato, al medesimo stadio di quello del gruppo che stiamo considerando, lo stadio della trasferenza della vita dalla forma esteriore all’essere interiore. Di qui la difficoltà che voi tutti incontrate poiché il compito più arduo sta nel comprendere in modo realistico quello che tento di comunicare. Il problema del contatto con l’anima è una cosa che potete comprendere e che, almeno teoricamente, afferrate. Il problema del trasferire la vita dal punto più alto di conseguimento attuale a qualche vago e mistico centro spirituale, non è così facile da capire.

(Ibidem, pag. 221-22 ed. ingl.)

Il discepolo individuale, che cerca l’iniziazione, si fonde deliberatamente nel gruppo e il suo consenso è totale e libero; egli raggiunge questa fusione con il proprio sforzo individuale essendo (durante l’intero processo) un agente assolutamente libero, che progredisce e diventa mentalmente inclusivo, rapidamente o lentamente a sua scelta. Determina egli stesso il momento e l’evento, senza interferenza o ostruzione da parte di qualsiasi forza esterna. Questa è una tecnica spirituale relativamente nuova e accettata da iniziati e discepoli di ogni grado in tutti e tre i centri divini.

(Il Discepolato nella Nuova Era, vol. II,
pag. 353 ed. ingl.)

Lo stadio di riconoscimento della rivelazione, concessa all’iniziato nei Misteri maggiori, si divide in due fasi minori. Si potrebbe dire che sono tre, benché molto dipenda dall’iniziazione che viene presa e dal raggio cui appartiene il discepolo preparato. Sono:

1. Lo Stadio di Penetrazione. Si tratta di superare il mondo dell’annebbiamento emotivo e raggiungere così due obiettivi:

a. La luce della Triade Spirituale affluisce nella coscienza dell’iniziato per mezzo dell’antahkarana, in modo che il Piano per l’umanità e il Proposito divino in relazione al pianeta diventino sempre più chiari. Ciò inizia il rapporto con Shamballa.

b. Parte dell’annebbiamento emotivo mondiale viene così dissi-pato; ne risulta una chiarificazione del piano astrale e, di conseguenza, si rende un servizio all’umanità. Ogni discepolo, che giunge al riconoscimento della rivelazione dell’iniziato, libera luce e dissipa una parte dell’annebbiamento emotivo che acceca la massa degli uomini. Il discepolo di sesto raggio impiega molto più tempo in questo stadio di penetrazione che non i discepoli di altri raggi, ma solo in questo ciclo mondiale.

2. Lo Stadio di Polarizzazione. Questo è lo stadio in cui l’ini-ziato, avendo lasciato entrare la luce e avendo attraversato le dense nebbie del mondo dell’annebbiamento emotivo, improvvisamente si rende esattamente conto di ciò che ha fatto e adotta una posizione stabile, correttamente orientato verso la visione (o, in altre parole, verso Shamballa). Una delle cose che devono essere comprese è che l’iniziato, essendo un punto di vita gerar-chica (sia alla periferia della Gerarchia o dentro il cerchio o nel centro), è una parte definita dello sforzo gerarchico. Quello sforzo è orientato verso il centro maggiore di vita: Shamballa. Gli studenti sono portati a credere che la Gerarchia sia orientata verso l’umanità. Non è così. Essa risponde alle necessità umane quando la richiesta è efficace, ed è custode del Piano; ma l’orientamento dell’intero gruppo gerarchico è diretto verso il primo aspetto, in quanto esso esprime la Volontà del Logos e si manifesta attraverso Shamballa. Esattamente come il discepo-lo deve fare due cose: polarizzare la sua posizione stabilendo -retti rapporti umani e allo stesso tempo diventare un membro -cosciente e attivo del Regno di Dio, la Gerarchia, come l’iniziato, su una voluta superiore della spirale, deve instaurare giusti rapporti con la Gerarchia e diventare simultaneame-nte cosciente di Shamballa.

L’insegnamento che posso impartire qui è un punto di realizzazione -desiderato, ma la fraseologia è relativamente priva di significato, fatta eccezione per coloro che hanno più o meno esperienza nei processi di iniziazione, in base alle iniziazioni già prese. Questa polarizzazione, questo punto di sforzo focalizzato, questo orientamento raggiunto è l’idea fondamentale sottostante all’espressione “la Montagna dell’Iniziazione”. L’iniziato “pianta i piedi sulla vetta della montagna e, da quel punto di altitudine, percepisce il pensiero di Dio, visualizza il sogno entro la Mente di Dio, segue l’occhio di Dio dal punto centrale fino alla meta esterna e vede se stesso come tutto ciò che è, eppure entro il tutto”.

3. Lo stadio di Precipitazione. Essendosi così identificato, attraverso la penetrazione e la polarizzazione, con il Piano e con la Volontà di Dio (che è la chiave di Shamballa) egli comincia quindi, come risultato di questo triplice riconoscimento, a fare la sua parte per materializzare il Piano e portare in manifestazione ed espressione esteriore quanto può di quel Piano. Egli diventa così anzitutto un avamposto della Gerarchia (che necessariamente significa sensibilità all’energia di Shamballa) e poi, progressivamente, un Agente di Luce: la Luce universale o la Luce della Monade.

Oggi non ho altro da dire circa l’iniziazione. Riflettete su quanto ho dato e cercate di afferrare, fin dove lo permette la vostra immaginazione, la magnificenza del processo iniziatico, tanto più inclusivo di quanto non sia stato indicato da qualsiasi insegnamento impartito fino ad ora. Quando la guerra sarà terminata e il nuovo mondo, con la sua civiltà e la sua cultura future comincerà a prendere forma, l’accento sarà posto sempre più sul proposito della Divinità che governa la Vita o Energia fondamentale, come si esprime attraverso l’umanità. Questo sarà fatto da esoteristi preparati. Gran parte di ciò che dicono oggi i dirigenti mondiali e i lavoratori che servono in ogni nazione, indica una risposta inconscia all’energia di Shamballa. Verso la fine del secolo e durante le prime decadi del ventunesimo secolo, sarà dato un insegnamento riguardante Shamballa. Lo sforzo della mente astratta dell’uomo sarà diretto verso questa comprensione, proprio come attualmente lo sforzo del discepolo tende a stabilire il contatto con la Gerarchia. L’annebbiamento emotivo va scomparendo; le illusioni si stanno dissipando; la fase di penetrazione in una nuova dimensione, in una nuova fase di sforzo e di realizzazione si sta affermando rapidamente. Questo avviene nonostante tutto l’orrore e la sofferenza, e sarà uno dei primi risultati della tregua dopo la guerra. La guerra stessa distrugge le illusioni, rivelando la necessità di un cambiamento e creando la domanda di un nuovo mondo e di una futura bellezza nel modo di vivere che sarà rivoluzionaria; sarà anche la risposta materiale ad un intenso processo d’iniziazione, al quale tutti i discepoli possono partecipare e per il quale gli aspiranti avanzati possono prepararsi.

(Il Discepolato nella Nuova Era, vol. II,
pag. 259-62 ed. ingl.)

Il segreto delle iniziazioni superiori sta nell’uso esperto della volontà superiore. Non sta nella purificazione o nell’autodisciplina o in un qualsiasi altro mezzo che in passato abbia servito ad intercettare la verità. L’intero problema della volontà di Shamballa è in corso di rivelazione e un giorno modificherà completamente il modo di accostarsi all’iniziazione del discepolo della Nuova Era. Il tema “la Via che conduce a Shamballa” richiede studio riflessivo e comprensione esoterica. In questo concetto della nuova e futura parte (se posso usare questo termine) della Via o del Sentiero, che il discepolo moderno deve affrontare, sta il segreto della prossima rivelazione e della dispensazione spirituale che emergerà man mano che l’umanità costruirà la nuova civiltà mondiale e comincerà a formulare la nuova cultura. L’effetto di fuoco che consuma, purifica, distrugge, prodotto dalla volontà monadica sul suo riflesso deformato, la volontà individuale, merita profonda considerazione.

(I Raggi e le Iniziazioni, pag. 30 ed. ingl.)

La Volontà governa la Via che conduce a Shamballa ed è la base di qualsiasi accostamento, apprezzamento e identificazione con l’Essere.

(Ibidem, pag. 46 ed. ingl.)

Vi sono tre porte che immettono a Shamballa, parlando in senso figurato:

1. La porta della ragione, della pura percezione della verità. Cristo dette la chiave di questo insegnamento quando disse: “lo sono la Via, la Verità e la Vita”. Di quella Via conosciamo molto, perché è stato impartito un vasto insegnamento a suo riguardo che, se messo in pratica, conduce l’uomo alla Gerarchia. Egli allora diviene parte effettiva della Gerarchia. Di quella Verità conosciamo (quali aspiranti) veramente pochissimo. La verità, come la comprendiamo durante il percorso iniziale del Sentiero del Discepolato, riguarda grandi verità che (dal punto di vista degli Esseri Illuminati) sono soltanto l’abc della vita. Queste verità sono:

a. la manifestazione della divinità sul piano fisico;
b. la dottrina degli Avatar, rivelata dalla storia religiosa;
c. la natura della coscienza, mediante lo sviluppo della psicologia;
d. la dottrina della Trinità, che si esprime mediante gli aspetti e gli attributi.

Si vedrà che queste quattro espressioni della verità trasmettono tutta la conoscenza di cui l’iniziato deve essere dotato quando sale il Monte della Trasfigurazione al momento della terza iniziazione. Esse gli hanno conferito una percezione spirituale del Piano.

Di quella Vita non sappiamo assolutamente nulla. La contemplazione del suo significato appartiene a Coloro che possono muoversi a volontà entro “i recinti del Signore di Vita” nella stessa Shamballa. Tutto quello che possiamo conoscerne è il suo gradino più basso. Questo ci mette in grado di studiare l’impulso o l’istinto che consente a tutte le forme di vita di funzionare, che incarna i principi di risposta ai contatti e all’ambiente, e che si incarna nell’alito di vita; in un modo molto misterioso si riferisce anche all’aria e al fuoco. Sarebbe inutile dilungarmi oltre su questo soggetto.

2. Vi è anche la porta della volontà. Si tratta di un potere penetrante che collega il Piano al Proposito e che ha in sé facoltà di persistenza coerente. La ragione di questa persistenza è che essa non dipende dal contenuto della forma, sia essa la forma di un atomo, di un uomo o di un pianeta, ma da un dinamico proposito vitale e immutabile latente nella coscienza dell’Essere planetario. Il Quale, “avendo pervaso l’intero universo con un frammento di Sé, RIMANE, più grande, più inscrutabile” e “con intento più fermo” di qualsiasi sua creatura, anche di quelle più avanzate e vicine a Lui. Hanno una chiara percezione del Suo proposito divino soltanto coloro che non appartengono in alcun modo alla nostra umanità; sono le Vite che vennero con Lui su questo pianeta, e che rimarranno con Lui come “prigionieri dell’intenzione amorevole” fino a quando l’ultimo “stanco pellegrino avrà trovato la via di casa”.

Questa volontà spirituale è qualcosa di cui l’umanità non sa nulla; è nascosta e velata dalla volontà personale dell’individuo e dalla volontà di gruppo dell’anima. L’essere umano procede tramite queste due esperienze fino a quando la sua volontà individuale non sia sviluppata e radicata, focalizzata e riorientata, e la sua volontà di gruppo non sia sviluppata in modo tale da includere e assorbire la volontà individuale consacrata e cosciente. Quando questa fusione ha avuto luogo (alla terza iniziazione) si schiude una grande rivelazione e, per la prima volta, l’iniziato percepisce la volontà universale e ne viene in contatto; da quel momento egli dice: “Padre, sia fatta non la mia, ma la Tua volontà”. Qualcosa di ciò che comporta quella volontà potrà emergere studiando questa settima regola e alcune delle successive.

3. Non trovo le parole per esprimere la natura della terza porta. In mancanza di meglio chiamiamola la porta del senso monadico di dualità essenziale. Il corpo e la vita, l’anima e la personalità, la Triade Spirituale e la sua espressione, il Cristo incarnato, tutte queste dualità hanno fatto la loro parte. L’uomo è passato da un’espansione di coscienza all’altra. Ora giunge alla dualità spirito e materia, prima ch’essa si risolva in qualcosa di cui i termini “unità isolata” e “sintesi universale” non danno che una pallida idea inadeguata. L’iniziato del grado di Maestro di Saggezza e (su una voluta più alta della spirale) anche del grado di Cristo, concentra tutti gli sforzi sullo sviluppo di questo sistema di identificazione. Fino alla quarta iniziazione, il termine “sistema di espansioni” sembrerebbe illuminante; dopo quella grande iniziazione, il termine “sistema d’identificazione” sembrerebbe più appropriato.

Quando l’iniziato ha attraversato, simbolicamente, le tre porte, egli affronta la vita, ogni evento, ogni predeterminazione, ogni saggezza, ogni attività e tutto il servizio e il progresso che il futuro può contenere, dal punto di vista della ragione pura (infallibile e immutabile), della vera volontà spirituale (completamente identificata con il Proposito del Logos planetario) e del rapporto focalizzato più elevato possibile. Il mistero della relazione gli si rivela. Allora l’intero schema dell’evoluzione e dell’intenzione di Colui nel Quale egli ha vita, movimento ed essere gli diviene chiaro; non ha più nulla da imparare in questo sistema planetario; è divenuto universale nel suo atteggiamento verso tutte le forme di vita ed è anche identificato con “l’unità isolata” di Sanat Kumara. Poche delle grandi Vite Che formano il gruppo interno della Camera del Consiglio di Shamballa sono ora più avanzate di lui. I “Tre Supremi”, i “Sette Raggianti”, le “Vite che incarnano i quarantanove Fuochi”, i “Buddha di Attività” e certi “Spiriti Eterni” provenienti da centri di vita spirituale dinamica come Sirio, o dalla costellazione che in un dato momento forma un triangolo con il nostro Sole e con Sirio, e un Rappresentante di Venere, sono molto, molto più avanzati. Comunque, tutti gli iniziati di sesto grado e alcuni Maestri che hanno ricevuto un’istruzione specializzata perché appartenenti al primo raggio, di Volontà o Potere (il raggio che condiziona lo stesso Shamballa) fanno parte del Grande Consiglio. Pur tuttavia molti Maestri e Chohan, dopo aver svolto varie funzioni sul pianeta operando con la legge dell’evoluzione, escono completamente dalla nostra vita planetaria.

(Ibidem, pag. 139-42 ed. ingl.)

La chiave di tutto questo lavoro esoterico richiesto da Shamballa va trovata nello sviluppo dell’arte di visualizzare. Mediante la visualizzazione diverranno possibili tre espressioni della coscienza umana:

1. si potrà costruire l’antahkarana e vedere nettamente il risplendere della Triade. Sarà questa la nuova visione, conseguenza dello sviluppo del senso della visione;

2. saranno visualizzati anche gruppi, grandi insiemi e sintesi maggiori, ciò che condurrà a una definita espansione della coscienza. Così sarà sviluppato il senso di sintesi;

3. tutte le arti creative saranno favorite da questo addestramento che, procedendo, consentirà il rapido sviluppo della nuova arte del futuro in tutti i settori del creatività. Lo sviluppo del senso della visione e del senso di sintesi, mediante la visualizzazione, condurrà al senso di essere la vita nella forma.

(Ibidem, pag. 123 ed. ingl.)

L’Iniziazione può essere ora presa in formazione di gruppo: fatto completamente nuovo nel lavoro della Gerarchia. I candidati non si presentano uno per uno innanzi all’Iniziatore, ma molti simultaneamente. Insieme possono pensare in completo accordo; insieme vengono messi alla prova e insieme raggiungono “il punto di trionfo” che prende il posto del “punto di tensione”; insieme vedono “brillare la Stella” e insieme l’energia, che emana dalla Verga Iniziatoria, li rende idonei a ricevere l’energia specializzata, che sarà usata in seguito nel loro futuro servizio mondiale. Questo approccio di gruppo, questo intento di gruppo, questa “riservatezza silenziosa e il riconoscimento vocale di gruppo”, e questa consacrazione e visione di gruppo non sono più allo stadio sperimentale. Tale realizzazione di gruppo (non mi riferisco qui al vostro particolare gruppo, che non ha conseguito un successo rilevante) segna il punto in cui si potrà inaugurare una nuova fase di attività in Shamballa. Questo permetterà al Signore del Mondo di divenire il Sovrano di un Pianeta Sacro, cosa che non si è potuta verificare prima d’ora. La nostra Terra ora può divenire un Pianeta Sacro, se le giuste condizioni saranno compiute. L’espressione di una nuova qualità divina (fino ad ora non rivelata e che noi non riconosceremmo attualmente se ci fosse presentata) si sta lentamente cristallizzando, mediante questo processo accelerato di iniziazione. Oggi i discepoli sono testimoni dell’apparizione di una caratteristica solare, tramite il loro Logos planetario, esattamente come le “Vite di analogo Intento” - come si dice esotericamente - ne furono testimoni molti eoni fa. E’ a questa sconosciuta e misteriosa qualità che si riferisce “la Stella che brilla”.

(Il Discepolato nella Nuova Era, vol. II,
pag. 325-26 ed. ingl.)

… Allo stesso modo, non c’è nulla, nel mondo di Shamballa, che sia della stessa natura del mondo fenomenico dell’uomo nei tre mondi, o perfino del mondo dell’anima. E’ un mondo di energia pura, di luce e di forza guidata; può esse visto come correnti e centri di forza, e tutti formano un modello di perfetta bellezza e invocano con potenza il mondo dell’anima e il mondo fenomenico; costituisce quindi, in un senso molto reale, il mondo delle cause e dell’iniziazione.

(Ibidem, pag. 292-93 ed. ingl.)

La Buona Volontà Mondiale lavora per stabilire giusti rapporti umani attraverso l’uso del potere della buona volontà.

 

Gli obiettivi della Buona Volontà Mondiale


Stimolare e incoraggiare gli uomini e le donne di buona volontà ovunque a stabilire giusti rapporti umani tra le razze, religioni, nazioni e classi attraverso un’intelligente comprensione e una adeguata comunicazione.


Assistere uomini e donne di buona volontà nei loro studi sui problemi del mondo, e nella effettiva applicazione della buona volontà a questi problemi, cooperando e contribuendo al bene comune.


Cooperare con altre organizzazioni in attività costruttive che contribuiscano all’unità mondiale, stabilità e giusti rapporti umani.


Mettere a disposizione informazioni aggiornate su attuali azioni costruttive nei principali campi della vita umana attraverso la pubblicazione di un notiziario trimestrale e commentari della buona volontà su argomenti di interesse mondiale.


Aiutare a instaurare la buona volontà come nota chiave della nuova civiltà.


Compilare una lista a livello mondiale con tutti i nomi degli uomini e delle donne di buona volontà.


Sostenere il lavoro delle Nazioni Unite e delle sue Agenzie Specializzate come migliore speranza per un mondo unito nella pace.


La Volontà di Bene

 
Molte persone, profondamente coinvolte nell’andamento degli affari umani, sono interessate a trovare modi nuovi e pratici per contribuire alla soluzione dei problemi del mondo. Spesso essi non sanno a chi rivolgersi o cosa fare. Si sentono inutili come individui e non hanno fiducia nelle campagne stereotipate fuori moda o nelle nuove “tendenze e culti”. E’ necessario offrire qualcosa basata sulle qualità umane essenziali di amore e comprensione, e sufficientemente importante da far sperare in effetti costruttivi. A questo fine la qualità umana più contagiosa che può essere organizzata e resa effettiva è la buona volontà. Uomini e donne di buona volontà rappresentano potenzialmente il patrimonio più prezioso di ogni nazione e possono avere un’influenza enorme sull’opinione pubblica quando sono opportunamente associati e focalizzati.
Per andare verso una nuova era e verso il bene dell’umanità, che è la nostra eredità, non abbiamo bisogno di un’ulteriore valutazione della condizione del mondo basata su una particolare ideologia o punto di vista. Piuttosto, abbiamo bisogno di un più profondo senso della realtà basato su valori spirituali e di una nuova percezione dell’umanità intesa come un’unità di vita divina all’interno di un universo organizzato, che ha uno scopo. Ci sono sei riconoscimenti che possono offrire una base per una comprensione più profonda:
Primo - L’umanità non sta seguendo un corso casuale: c’è un Piano. Questo Piano è sempre esistito e fa parte del più grande disegno del Cosmo. Il Piano si è attuato grazie alla spinta evolutiva del passato e attraverso l’impulso dato di volta in volta dai grandi leader, maestri e intuitivi della razza umana.
Secondo - C’è un governo spirituale interiore del pianeta, conosciuto sotto molti nomi diversi, come Gerarchia spirituale, la società delle Menti Illuminate, o Cristo e la sua Chiesa, secondo le varie tradizioni religiose. L’umanità non è mai stata lasciata senza una guida o una direzione spirituale in conformità al Piano.
Terzo - L’attesa assai diffusa che ci stiamo avvicinando all’ “Era di Maitreya”, come Egli è conosciuto in Oriente, in cui l’Istruttore Mondiale, attualmente a capo della Gerarchia spirituale, il Cristo, ritornerà tra l’umanità per annunciare la nota chiave della nuova era.
Quarto - Ci sono milioni di uomini e donne risvegliati mentalmente in tutte le parti del mondo che sono in rapporto con il Piano e lavorano per la sua realizzazione. Sono persone nelle quali la consapevolezza di una umanità unica e interdipendente è viva e attiva. Essi considerano i molti diversi sistemi nazionali, religiosi e sociali nei quali essi servono, come modi per espandere la coscienza umana e vie attraverso le quali l’umanità impara le lezioni che le sono necessarie. La loro funzione principale è quella di dare all’umanità, con l’esempio della loro vita, una visione nuova e migliore di quello che potrebbe essere la vita.
Quinto - Il cuore dell’umanità è sano. La nostra era è degna di nota per la crescita della buona volontà e dello sforzo altruistico. Tutte le crisi, guerre e catastrofi del ventesimo secolo non sono riuscite a soffocare lo spirito umano.
Sesto - Il Piano per l’umanità è basato sui principi di condivisione, cooperazione, effettiva fratellanza, giusti rapporti tra tutte le persone e tra le nazioni, buona volontà in azione.
Questi riconoscimenti danno una nuova dimensione alla realtà spirituale e una prospettiva a lungo termine della crisi attuale. Essi forniscono un’opportunità di cooperazione con l’evoluzione spirituale dell’umanità e aumentano la nostra capacità di libertà.
Non c’è nessun gruppo così adatto ad assicurare che l’umanità raggiunga questa meta, alquanto difficile, come gli uomini e le donne di buona volontà. Nel momento in cui supereranno l’inerzia, si troveranno in una posizione chiave che richiederà solo il coraggio di esprimere la buona volontà e di iniziare l’azione che prepari il nuovo ordine mondiale.

Buona Volontà Mondiale

La Buona Volontà Mondiale è un movimento fondato nel 1932 per aiutare a stabilire giusti rapporti umani e risolvere i problemi dell’umanità attraverso il potere costruttivo della buona volontà.
Le attività della Buona Volontà Mondiale hanno una finalità essenzialmente educativa.
Principi - Il lavoro della Buona Volontà Mondiale è basato sui principi della fratellanza, unità umana, condivisione e cooperazione; e sui diritti fondamentali e libertà espressi nella Dichiarazione dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. La Buona Volontà Mondiale è un’organizzazione di servizio mondiale, che pratica il principio della non-discriminazione per quanto riguarda razza, religione, ideologia, e convinzioni politiche ed economiche.
Propositi - La Buona Volontà Mondiale ha tre propositi principali:
aiutare a stimolare l’energia della buona volontà;
cooperare al lavoro di preparazione per il ritorno del Cristo;
educare l’opinione pubblica a comprendere le cause dei principali problemi del mondo e aiutare a creare le forme pensiero per la loro soluzione.
Condotta - Le linee di condotta e i programmi della Buona Volontà Mondiale sono formulati da un gruppo internazionale con sedi centrali a Ginevra, Londra e New York, che si consulta con gruppi e collaboratori che cooperano in molte parti del mondo.
Organizzazione - La Buona Volontà Mondiale è un’associazione volontaria di uomini e donne di buona volontà aperta a tutti coloro che condividono i suoi principi e obiettivi. La Buona Volontà Mondiale non è un’organizzazione della quale si è soci e non ci sono quote da pagare da parte dei partecipanti.
La Buona Volontà Mondiale è un’organizzazione non governativa accreditata al Dipartimento della Pubblica Informazione delle Nazioni Unite. Essa mantiene relazioni informali con alcune delle Agenzie specializzate e con un gran numero di organizzazioni non governative nazionali e internazionali. La Buona Volontà Mondiale è un’attività del Lucis Trust, che figura nel registro del Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite.
Il lavoro è finanziato esclusivamente da contributi volontari.

 


Mobilitare la Buona Volontà

La speranza per il futuro è nelle mani degli uomini e delle donne di buona volontà. Leader, manager, esperti tecnici e specialisti in tutti i settori della vita sono relativamente impotenti senza la cooperazione ampia delle persone di buona volontà. Non c’è forza più grande dell’opinione pubblica focalizzata e illuminata, essa può diventare il fattore principale nella ricostruzione del mondo. Tuttavia è stata poco utilizzata. La necessità primaria, oggi, è di educare l’opinione pubblica mondiale sul significato della buona volontà come potente energia creativa e modo di vivere; e di stimolare uomini e donne a stabilire la buona volontà come nota chiave della civiltà della nuova era che sta sopraggiungendo. Buona Volontà Mondiale offre:
Consigli e assistenza individuale a uomini e donne per potenziare il loro effettivo servizio.
Cooperazione con l’azione di servizio mondiale di altre organizzazioni, e gruppi di organizzazioni.
Sostegno al lavoro delle Nazioni Unite e alle sue Agenzie Specializzate come speranza primaria per il futuro dell’umanità.
Meditazione sui giusti rapporti umani e sull’energia della buona volontà.
Un programma educativo mondiale che include: Un programma di distribuzione di opuscoli in tutte le parti del mondo, con la collaborazione di volontari associati e gruppi di collaboratori.
Il Notiziario della Buona Volontà Mondiale, una pubblicazione regolare che illumina il mondo delle attività con l’energia della buona volontà. Il Bollettino presenta un approccio spirituale universale su temi di grande interesse.
Una serie di studi che riguardano alcuni dei maggiori problemi del mondo.
I Commentari della Buona Volontà Mondiale, periodici nei quali vengono esposte testimonianze della civiltà che sta emergendo nella nuova era, con commenti su eventi mondiali contemporanei.
Il Forum della Buona Volontà Mondiale, seminari annuali a Londra, New York e Ginevra, che danno rilievo a gruppi e individui illuminati che lavorano sui bisogni del mondo. Vengono distribuite in tutto il mondo audio-cassette.

 

Il ritorno del Cristo


Viviamo in un’epoca di preparazione, non solo a una nuova civiltà e cultura in vista di un nuovo ordine mondiale, ma anche di avvento di un nuovo insegnamento spirituale.
L’umanità non segue un corso casuale; esiste un Piano divino nel Cosmo del quale facciamo parte. Alla fine di un’era, le risorse umane e le istituzioni che abbiamo costituito sembrano inadatte a rispondere ai bisogni e ai problemi mondiali. In questi tempo, l’arrivo di un Istruttore, di un capo spirituale o Avatar, è atteso e invocato dalle masse umane in tutte le parti del mondo.
Ai nostri giorni, il ritorno dell’Istruttore Mondiale, il Cristo, è atteso da milioni di persone, non solo da quelle di fede cristiana, ma anche da uomini di tutte le fedi che attendono l’Avatar sotto altri nomi, il Signore Maitreya, Krishna, il Messia, l’Imam Madhi, il Bodhisattva.
L’illusione e l’annebbiamento circondano questo fatto centrale della risposta divina ai bisogni umani. Questo è inevitabile ma senza importanza. Ciò che è importante è il fatto della transizione verso una nuova era. La preparazione tramite uomini e donne di buona volontà è necessaria per introdurre nuovi valori nella vita, nuovi modelli di comportamento, nuove attitudini di non-separatività e di cooperazione, che porteranno così a giuste relazioni umane e a un mondo di pace. L’Istruttore Mondiale che è atteso non si occuperà principalmente dei risultati degli errori passati e delle imperfezioni, ma delle esigenze di un nuovo ordine mondiale e della riorganizzazione della struttura sociale mondiale.
La Buona Volontà mondiale distribuisce una documentazione educativa e informativa su questi temi. Una preghiera mondiale – la Grande Invocazione – è ugualmente diffusa su scala mondiale in un gran numero di lingue e dialetti. La Buona Volontà Mondiale coopera ogni anno in primavera anche all’organizzazione di una Giornata Mondiale dell’Invocazione.

 

I problemi dell’umanità


Stabilire giuste relazioni tra gli uomini e tra le nazioni riveste un carattere di urgenza. Nel mondo in crisi, il problema spirituale immediato è quello di compensare il separatismo egoistico con la buona volontà coltivata, intuitiva, creativa ed efficace. Non esistono problemi che non possano essere risolti dall’energia della buona volontà, che è necessaria per la soluzione di tutti i problemi. Una pratica effettiva della buona volontà, nei gruppi politici e religiosi delle diverse nazioni della terra, può rivoluzionare il mondo.
Buona Volontà Mondiale offre una serie di documenti di studio sui maggiori problemi del progresso umano. L’accento è messo sulle cause soggiacenti e sulle tendenze che emergono, piuttosto che su una sommaria esposizione degli avvenimenti. Si incoraggia l’uso di una mente allenata al pensiero concentrato e alla meditazione.
Dopo una dispensa introduttiva, i temi trattati comprendono:

Il rinnovamento psicologico delle nazioni
Il problema dell’educazione
Il problema del capitale, del lavoro e dell’educazione
Il problema delle minoranze razziali
Il problema delle chiese
Il problema dell’unità internazionale

Esistono numerosi problemi di minore importanza, ma i problemi maggiori presentati qui sono quelli con i quali si confronta l’umanità oggi e che necessitano la ricerca di soluzioni. Questo potrà essere conseguito con la realizzazione di giusti rapporti umani.
Si promuove la formazione di gruppi di studio in modo che attraverso la studio, la discussione e la meditazione possa essere creata “una forma pensiero di soluzione” e possano essere intraprese localmente forme di attività di servizio.

 

La Grande Invocazione

 

Dal punto di Luce entro la Mente di Dio
Affluisca luce nelle menti degli uomini.
Scenda Luce sulla Terra.

Dal punto di Amore entro il Cuore di Dio
Affluisca amore nei cuori degli uomini.
Possa Cristo tornare sulla Terra.

Dal centro ove il Volere di Dio è conosciuto
Il proposito guidi i piccoli voleri degli uomini;
Il proposito che i Maestri conoscono e servono.

Dal centro che vien detto il genere umano
Si svolga il Piano di Amore e di Luce.
E possa sbarrare la porta dietro cui il male risiede.

Che Luce, Amore e Potere
ristabiliscano il Piano sulla Terra.

La Grande Invocazione è una preghiera mondiale, tradotta in più di settanta lingue e dialetti diversi. E’ uno strumento potente per favorire la piena attuazione del Piano di Dio sulla Terra. Usarla costituisce un atto di servizio, reso all'umanità e al Cristo. Esprime alcune verità fondamentali che sono ammesse in modo innato e naturale da tutti gli uomini:

1 che esiste un'intelligenza basilare cui diamo il nome di Dio;

2 che esiste nell'universo un Piano divino evolutivo, il cui potere motivante è amore:

3 che una grande Entità che i cristiani chiamano Cristo, l’Istruttore Mondiale, è venuto sulla Terra e ha incorporato quell'amore affinché potessimo comprendere che amore e intelligenza sono effetti del proposito, del volere e del Piano di Dio. Molte sono le religioni che credono in un Istruttore Mondiale, che chiamano il Signore Maitreya, l'Imam Madhi e il Messia;

4 che solo per il tramite dell'umanità il Piano divino può essere attuato.

Con la Grande Invocazione, la preghiera e la meditazione, le energie divine possono essere liberare e utilizzate. Uomini e donne di buona volontà, di qualsiasi fede e nazionalità, possono riunirsi per soccorrere il mondo inquieto, dandogli forza e valore spirituale. Gli uomini hanno il potere, mediante la loro invocazione unita e concentrata, di influire sugli eventi terreni. La conoscenza di questo fatto, quando sia scientificamente applicata, sarà uno dei grandi elementi liberatori per genere umano.

Nessuno può usare questa Invocazione o preghiera d'illuminazione e d'amore senza provocare straordinari mutamenti nelle proprie attitudini e nei propri intenti di vita. “Come un uomo pensa nel suo cuore, tale egli è”. Volete usare questa Invocazione ogni giorno, con dedizione e concentrazione?

Gli effetti della preghiera e dell'invocazione individuale della luce e dell’amore possono essere incomparabilmente accresciuti quando esista il cosciente riconoscimento ed un rapporto mentale tra tutti coloro che la usano quotidianamente. Molti chiedono a due persone amiche di collegarsi con loro ogni giorno nel pronunciare questa preghiera mondiale, in modo da creare un triangolo di rapporti luminosi. La forza di molti individui e di molti piccoli gruppi può essere focalizzata dall'uso di questa potente Invocazione, e può formarsi una “rete" di luce e di amore attorno al mondo

Suggerimenti per il lavoro

1.   Riflettete per pochi istanti ogni giorno sull'Invocazione cercando di comprenderne i significati più profondi. Quindi pronunciatela con concentrazione e con intento. Facendolo, visualizzate la Luce, l'Amore e la Volontà-di-Bene divini che penetrano nei cuori e nelle menti degli uomini, ovunque.

2.   Se volete operare in formazione di triangolo, chiedete la collaborazione di due amici. Usando l'Invocazione, unitevi con loro mentalmente, e visualizzate quindi il vostro triangolo collegato alla Rete composta di tutti gli altri uomini che si prestano a questo servizio.

La Grande Invocazione non appartiene in modo esclusivo ad una particolare religione, setta, o gruppo. Viene diffusa come opera di servizio prestata dalla Buona Volontà Mondiale. Altre copie di questo foglio, o dell'Invocazione stampata su cartoncino, sono inviate a richiesta. Aiuti finanziari sono ben accolti e sono necessari per estendere il campo d'azione dell'Invocazione.

 

La Grande Invocazione

Dal punto di Luce entro la Mente di Dio
Affluisca luce nelle menti degli uomini.
Scenda Luce sulla Terra.

Dal punto di Amore entro il Cuore di Dio
Affluisca amore nei cuori degli uomini.
Possa Cristo tornare sulla Terra.

Dal centro ove il Volere di Dio è conosciuto
Il proposito guidi i piccoli voleri degli uomini;
Il proposito che i Maestri conoscono e servono.

Dal centro che vien detto il genere umano
Si svolga il Piano di Amore e di Luce.
E possa sbarrare la porta dietro cui il male risiede.

Che Luce, Amore e Potere
ristabiliscano il Piano sulla Terra.


La bellezza e la forza di questa Invocazione stanno nella sua semplicità e nell'espressione di certe verità centrali, innate negli uomini e normalmente accettate da tutti: la verità dell'esistenza di una Intelligenza fondamentale a cui si dà il nome di Dio; la verità che, dietro a tutte le apparenze esteriori, il grande motore dell'universo è l'Amore; la verità che una grande Individualità, chiamata dai cristiani il Cristo, venne sulla Terra e incarnò quell'Amore affinché noi potessimo meglio comprenderlo; la verità che tanto l'amore quanto l'intelligenza sono effetto di ciò che viene chiamata la Volontà di Dio; infine la verità evidente che il Piano divino può attuarsi soltanto tramite l'umanità.

L'intera Invocazione si riferisce alla riserva di energia che si libra al disopra dell'umanità, si rivela gradualmente ed è la causa immediata, sulla Terra, di tutti gli eventi che indicano l'emergere di ciò che è nuovo e migliore, e il progredire dell'afflusso di luce nella coscienza umana.

L'appello invocativo finora è stato di natura egoistica e temporanea nella sua formulazione. Gli uomini hanno pregato per se stessi; hanno invocato l'aiuto divino per le persone amate; hanno dato una interpretazione materialistica alle loro essenziali e profonde aspirazioni.

Questa Invocazione è una preghiera per tutto il mondo; non è un appello personale o un impulso invocativo temporaneo ma esprime il bisogno dell'umanità intera e, attraverso tutte le sue difficoltà, tutti i dubbi e i problemi, penetra direttamente nella Mente e nel Cuore di Colui in cui viviamo, ci muoviamo e siamo, Colui che rimarrà con noi fino alla fine dei secoli e “fino a quando l'ultimo stanco pellegrino non abbia trovato la via verso la Casa del Padre”.

Dal Punto di Luce entro la Mente di Dio
Affluisca luce nelle menti degli uomini.
Scenda Luce sulla Terra.

In questi tre versi ci si riferisce alla Mente di Dio come punto di focalizzazione per la luce divina in rapporto con l'anima di tutte le cose. La parola anima, nel suo significato di luce, include l'anima umana e il punto di luce che noi consideriamo l'anima dell'umanità, anima che arreca luce e diffonde illuminazione. E' necessario ricordare sempre che la luce è energia attiva.

Quando invochiamo la Mente di Dio e diciamo: “Affluisca Luce nelle menti degli uomini, scenda Luce sulla Terra”, noi esprimiamo uno dei grandi bisogni dell'umanità e, grazie al potere e all'efficacia dell'Invocazione e della preghiera, la risposta è certa. Allorché in tutti gli uomini, in tutti i tempi, in ogni circostanza, è presente l'impulso a esprimere con la parola un appello al Centro spirituale invisibile, sorge la certezza che tale centro esiste. L'Invocazione è vecchia quanto l'umanità stessa.

Il Cristo disse che gli uomini “amano le tenebre più della luce poiché le loro azioni sono cattive”. Nondimeno, una delle cose belle del presente è che la luce può penetrare in ogni luogo oscuro, e nulla vi è di nascosto che non sarà rivelato. L'umanità riconosce il presente stato di tenebre e di miseria e quindi desidera la luce. L'illuminazione della mente degli uomini affinché possano vedere le cose quali sono, possano intendere i giusti moventi e il modo di stabilire giusti rapporti umani, rappresenta ora la necessità maggiore. Nella luce, vedremo finalmente la luce; giungerà il momento in cui migliaia di figli degli uomini e innumerevoli gruppi potranno dire come Ermete e il Cristo: “Io sono (o siamo) la luce del mondo”.

Dal punto di Amore entro il Cuore di Dio
Affluisca amore nei cuori degli uomini.
Possa Cristo tornare sulla Terra.

Nella seconda strofa, viene invocato il Cuore di Dio e viene considerato il punto focale dell'amore. Questo “cuore” del mondo manifestato è la Gerarchia, grande agente trasmettitore di amore ad ogni forma nella manifestazione divina.

L'amore è un'energia che deve giungere fino al cuore degli uomini e fecondare l'umanità con la qualità della comprensione amorevole; questo è il significato del binomio amore-intelligenza.

Quando i discepoli lavoreranno sotto la direzione del Cristo, arriverà un tempo in cui Egli si muoverà in mezzo agli uomini; sarà riconosciuto pubblicamente e potrà compiere il suo lavoro non soltanto interiormente, ma anche esteriormente. Nel congedarsi dai suoi discepoli, Cristo fece una promessa: “Io sarò con voi sempre, fino alla fine dei secoli”.

Il ritorno del Cristo sarà accompagnato e seguito da un grande sviluppo della coscienza cristica fra gli uomini; Egli sprigionerà nel mondo degli uomini la potenza e la specifica energia dell'amore intuitivo. Due saranno i risultati della diffusione di questa energia di amore.

Primo: l'energia attiva della comprensione amorevole susciterà una potente reazione contro l'odio. Odio, separatività e intolleranza verranno considerati quali un solo ed unico peccato, poiché si riconoscerà che tutti i peccati ora considerati come male derivano dall'odio o dal suo prodotto, la coscienza antisociale.

Secondo: innumerevoli uomini costituiranno ovunque dei gruppi per promuovere la buona volontà e per attuare giusti rapporti umani. Il loro numero sarà così grande che, da una piccola minoranza relativamente trascurabile, essi diverranno la più diffusa e influente forza del mondo.

Dal centro ove il Volere di Dio è conosciuto
Il proposito guidi i piccoli voleri degli uomini;
Il proposito che i Maestri conoscono e servono.

Questi tre versi saranno interpretati con semplicità come una preghiera per ottenere che la volontà umana sia portata a uniformarsi alla Volontà divina, anche se questa non è sempre compresa.

In questi tre versi è contenuta l'indicazione che l'umanità stessa non può ancora comprendere pienamente il Proposito di Dio, quell'aspetto della Volontà divina che cerca espressione sulla Terra. Il proposito della Volontà di Dio cerca di influenzare la volontà umana, e viene chiamato buona volontà, proposito amorevole o intenzione ferma di stabilire giusti rapporti umani.

La Volontà divina quale è essenzialmente, rimane il grande Mistero. Questo problema si pose perfino al Cristo, il quale nel momento in cui ebbe la visione della vastità della sua missione come Salvatore del mondo, si rivolse al Padre esclamando: “Padre, sia fatta non la mia ma la Tua Volontà”. Parole che segnano l'abbandono completo dei corpi con i quali aveva tentato di salvare l'umanità. La sua missione in quel momento poté sembrare un apparente fallimento, e per portarla al suo pieno compimento, per vederne cioè i frutti in manifestazione, Egli ha aspettato quasi duemila anni. Infatti solo ora la sua missione potrà produrre la sua piena fruizione. Ma Egli non può procedere nella sua missione senza l'azione reciproca da parte dell'umanità.

Questa Invocazione è dunque essenzialmente l'Invocazione del Cristo; la “sua nota si è diffusa” nel mondo intero per mezzo della sua enunciazione e per mezzo dell'uso che ne fa la Gerarchia spirituale. Ora le sue parole devono diffondersi nel mondo intero per mezzo della sua enunciazione da parte degli uomini. Il suo significato a poco a poco deve essere espresso dalle masse. Cristo potrà allora realmente “tornare sulla Terra”, contemplare “il travaglio della sua anima ed essere soddisfatto”.

Dal centro che vien detto il genere umano
Si svolga il Piano di Amore e di Luce
E possa sbarrare la porta dietro cui il male risiede

Dopo aver invocato i tre aspetti o poteri: Mente, Amore e Volontà, in questi tre versi troviamo l'indicazione dell'esistenza dei poteri latenti nell'umanità stessa, “nel centro che vien detto il genere umano”.

Qui e soltanto qui tutte tre le qualità divine, nel tempo e nello spazio, possono esprimersi nella loro pienezza; qui e soltanto qui l'amore può nascere veramente, l'intelligenza può essere applicata in modo corretto, e la Volontà di Dio può dimostrare la sua effettiva volontà di bene. “La porta dietro cui il male risiede” può essere sbarrata soltanto dall'umanità, aiutata unicamente dallo spirito divino insito in ogni essere umano.

L'ultimo verso richiede forse una spiegazione. E' un modo simbolico per esprimere l'idea di rendere i propositi del male inattivi e inefficaci. Non vi è un determinato luogo dove dimori il male. Il Nuovo Testamento, nell'Apocalisse, parla del male, della distruzione del male, della sconfitta di Satana.

La “porta dietro cui il male risiede” è mantenuta aperta dall'umanità con i suoi desideri egoistici, i suoi odi, la sua separatività, la sua avidità, le sue barriere razziali e nazionali, le sue basse ambizioni personali, la sua avidità di potere e saranno sostituite da un intenso desiderio di giusti rapporti fra gli uomini, dalla determinazione di creare un mondo migliore e più in pace e dall'espressione della volontà di bene in tutto il mondo. Con il sostituirsi di queste qualità alle precedenti, la porta dietro cui il male risiede si chiuderà progressivamente, in senso simbolico, semplicemente grazie al peso dell'opinione pubblica ed al giusto desiderio degli uomini. Nulla potrà arrestare questo processo.

Così sarà instaurato sulla Terra il Piano originale. Simultaneamente, la porta che conduce nel mondo delle realtà spirituali si spalancherà dinanzi agli uomini e sarà chiusa la porta dietro cui il male risiede. Così attraverso il “centro che vien detto il genere umano” il Piano di Amore e di Luce opererà e colpirà il male, l’egoismo e la separatività, chiudendolo per sempre nella sua tomba. Così anche il proposito del Creatore di tutte le cose si compirà.

Che Luce Amore e Potere ristabiliscano il Piano sulla Terra.

E' chiaro che le prime tre strofe invocano i tre aspetti della vita divina, aspetti universalmente riconosciuti, la mente di Dio, l'amore di Dio, il volere di Dio. La quarta strofa indica la relazione dell'umanità con queste tre energie, intelligenza, amore e volontà, e la profonda responsabilità che incombe sugli uomini d'intraprendere la diffusione dell'amore e della luce sulla Terra per ristabilire il Piano. Questo Piano chiama l'umanità a esprimere l'amore ed esorta fortemente l'uomo a “far risplendere la sua luce”. Viene poi la solenne richiesta che questo Piano di Amore e di Luce, operando per mezzo dell'umanità, possa “sbarrare la porta dietro cui il male risiede”.

L'ultimo verso contiene, dunque, l'idea di restaurazione; indica la nota fondamentale per il futuro, lasciando intravedere che, quando l'idea originale di Dio e la iniziale intenzione non siano più frustrate dal libero arbitrio dell'uomo e dal male - materialismo ed egoismo - il proposito divino si compirà grazie al cambiamento avvenuto nel cuore degli uomini e nella meta che essi si propongono.

 

IL SIGNIFICATO PROFONDO DELLA GRANDE INVOCAZIONE

La Grande Invocazione, se largamente diffusa, potrà essere per la nuova religione mondiale ciò che furono il Padre Nostro per la cristianità e il ventitreesimo salmo per gli Ebrei di tendenza spirituale. Vi sono tre modi di penetrare nel significato di questa Invocazione:

1.   quello del pubblico in genere.

2.   quello degli esoteristi, cioè degli aspiranti e dei discepoli.

3.   quello dei membri della Gerarchia.

Primo: il grande pubblico la considererà come una preghiera al Dio trascendente; non Lo riconoscerà ancora come immanente nella sua creazione; le moltitudini la emetteranno sulle ali della speranza, speranza di Luce, amore e pace, cui anelano. La considereranno anche come una preghiera per l'illuminazione di tutti gli uomini eminenti e dirigenti in tutti i gruppi che si occupano degli affari del mondo; per un flusso di amore e di comprensione fra gli uomini sì che possano vivere in pace l'uno con l'altro; come una richiesta perché si attui la Volontà di Dio, Volontà di cui nulla possono conoscere e che sembra loro così inscrutabile e onnipervadente che la loro normale reazione debba essere la pazienza e la propensione ad astenersi dal domandare; come una preghiera per rafforzare la responsabilità umana perché si possano eliminare i mali riconosciuti che oggi turbano l'umanità e perché qualche vaga sorgente di male sia resa innocua; e infine come una preghiera per restaurare una altrettanto vaga condizione primordiale di felicità piena e far sparire dalla Terra il dolore e le pene. Tutto ciò è bene per le masse, ed è immediatamente possibile.

Secondo: gli esoteristi, gli aspiranti e le persone di tendenza spirituale ne avranno una comprensione più profonda; per essi significherà il riconoscimento del mondo delle cause e di Coloro che stanno soggettivamente dietro le scene del mondo, pronti a rendere forti gli uomini di vera visione, pronti a indicare non solo la ragione degli avvenimenti nei vari settori del vivere umano, ma anche a rivelare ciò che metterà l'umanità in grado di avanzare, fuori dalle tenebre, nella luce. Con questo atteggiamento basilare, sarà evidente la necessità di una diffusa espressione di queste realtà sottostanti, e maturerà un'epoca di espansione spirituale, predisposta dai discepoli e attuata dagli esoteristi. Epoca che ha avuto inizio nel 1875 quando fu proclamato il fatto dell'esistenza dei Maestri di Saggezza. Essa proseguì nonostante presentazioni erronee, attacchi concettuali e disprezzo. Non sono mancati il riconoscimento della natura sostanziale delle prove disponibili e la reazione intuitiva degli studiosi di occultismo e di numerosi intellettuali.

Si sta per riconoscere un nuovo tipo di mistico che differisce da quello del passato per il suo interesse pratico per le vicende correnti del mondo, e non solo per le questioni religiose e di chiesa. Egli si distingue per la mancanza di interesse per il proprio sviluppo personale, per la sua capacità di scorgere il Dio immanente in tutte le fedi e non solo nella sua particolare religione, ed anche per la capacità di vivere nella luce della Presenza divina. Tutti i mistici lo hanno sempre fatto in misura più o meno grande, ma il mistico moderno differisce da quello del passato in quanto è in grado di indicare chiaramente agli altri la tecnica del Sentiero; egli unisce testa e cuore, intelligenza e sentimento, e a questi aggiunge una percezione intuitiva finora mancante. Ora la via del mistico è illuminata dalla chiara luce della Triade spirituale, e non soltanto da quella dell'anima.

Terzo: in entrambi i gruppi - il pubblico in genere e gli aspiranti e i discepoli - vi sono alcuni che emergono dalla media generale perché dotati di più profonda penetrazione mentale e comprensione; essi sono nella “terra di nessuno”, agendo in un caso come intermediari tra le moltitudini e gli esoteristi, nell'altro tra questi e i membri della Gerarchia. Non dimenticate che anch'Essi usano la Grande Invocazione, e che non passa giorno senza che il Cristo stesso la pronunci.

L'uso di questa Invocazione o preghiera e la crescente attesa della venuta del Cristo rappresentano oggi la maggiore speranza dell'umanità. Grandi Figli di Dio sono sempre venuti e verranno in risposta all'appello dell'umanità. Colui che tutto il mondo attende è già sulla Via.

 

INVOCAZIONE E PREGHIERA

La scienza di invocazione è in realtà l'organizzazione intelligente dell'energia spirituale e delle forze dell'amore che, quando sono efficaci, evocano la risposta di Esseri spirituali i quali possono operare apertamente fra gli uomini, stabilendo in tal modo uno stretto rapporto e una costante comunicazione fra l'umanità e la Gerarchia spirituale.

Possiamo dire che l'Invocazione è di tre specie; vi è anzitutto la richiesta delle moltitudini espressa inconsciamente, il grido di aiuto che scaturisce dal cuore degli uomini ogni volta che vengono a trovarsi in periodi di crisi come l'attuale. Tale grido di invocazione si eleva incessantemente da tutti gli uomini che vivono in condizioni disastrose ed è diretto al potere che li trascende, e che essi sentono può venire e verrà in loro aiuto nel momento del bisogno estremo. Questa intensa, muta invocazione si innalza oggi da tutto il mondo.

Vi è poi uno spirito invocante che uomini sinceri manifestano quando, partecipando ai riti della propria religione, si valgono delle preghiere e dell'adorazione in comune per esporre le loro domande di aiuto dinanzi a Dio. Questi, uniti alle moltitudini, costituiscono un immenso corpo di esseri invocanti; in questo momento il loro intento assume grandi proporzioni e la loro invocazione si eleva fino all'Altissimo.
Vi sono infine gli aspiranti e i discepoli, i quali usano certe formule, certe invocazioni accuratamente composte e, così facendo, concentrano il grido e l'appello invocante degli altri due gruppi, dando loro la giusta direzione e potenza. Questi tre gruppi sono oggi, coscientemente o no, attivi e il loro sforzo concorde garantisce la conseguente evocazione.

Invocazione, preghiera, aspirazione, non importa quale sia la parola usata, poiché ognuno di questi tre metodi tende a produrre il contatto con energie spirituali e a metterle in attività. Il pensiero chiaro e diretto, unito alla percezione mentale, farà sì che tali energie divengano l'oggetto del desiderio umano.

Questa Invocazione è essenzialmente una preghiera, che sintetizza il più alto desiderio, la più alta aspirazione e richiesta spirituale dell'anima stessa dell'umanità.

Quando il discepolo accettato o l'aspirante in prova la usa, assume un atteggiamento meditativo, ossia un atteggiamento di concentrazione, di orientamento spirituale e di ricettività. Ciò equivale a pregare. Egli assume l'atteggiamento della meditazione (un profondo atteggiamento mentale e ferma elevazione), ma impiega il metodo della preghiera, la quale è un mezzo potente per stabilire e mantenere giusti rapporti spirituali e umani. Quando, in atteggiamento meditativo, utilizzando lo strumento della preghiera (tramite l’Invocazione), egli giunge a stabilire con la massa degli uomini un rapporto, che altrimenti sarebbe impossibile, può divenire un canale per la loro inespressa necessità e, al tempo stesso, si unisce alla Gerarchia spirituale, che è evocata dal desiderio delle masse.

Una gigantesca meditazione di gruppo si sta svolgendo sul nostro pianeta in diverse fasi. Tutte le unità ed i gruppi che meditano sono collegati gli uni agli altri dall'unità di movente spirituale; essi cercano una stretta collaborazione e tentano di portare il loro lavoro di meditazione a uno stato di quiete positiva universale, affinché la formulazione del desiderio spirituale possa essere proseguita con successo e la ricezione di energia spirituale possa essere una ricezione congiunta. Mediante la preghiera individuale, la meditazione e l'invocazione, è in atto un grande sforzo per conseguire l'allineamento che, rafforzandosi, potrà servire tutta l'umanità.

Regolando il pensiero e le idee, coltivando uno spirito amorevole, e usando la Grande Invocazione, mediante la quale si invocano le forze e energie di cui vi è tanto bisogno, ognuno può dare il suo contributo.

Concentratevi sulla Grande Invocazione pensando che in essa è racchiuso il divino intento e si riassumono le conclusioni del pensiero di Dio. Concentrate su ciò il pensiero meditativo e il potere di riflessione. Ricercate l'idea astratta che si cela in questa Invocazione. La troverete se saprete usare ogni frase come un “gradino” per salire a livelli dì pensiero finora non raggiunti.

 

ORIGINE DELL'INVOCAZIONE

L'uomo invoca l'avvicinarsi di Dio in vari modi: per mezzo di un confuso muto appello, o grido di invocazione delle moltitudini e anche per mezzo di una deliberata e determinata invocazione da parte degli aspiranti orientati spiritualmente, dei servitori intelligenti e convinti.

Poca attenzione è stata data al fattore dell'invocazione espressa dai popoli; eppure nel corso delle età, il grido d'invocazione dell'umanità si è elevato fino alla Gerarchia e ha ricevuto una risposta. Come spiegazione, ecco le parole di Shri Krishna nella Bhagavad Gita, o Canto del Signore, che sono un preannuncio della venuta del Cristo:

“Ogni qual volta la legge decade e insorge ovunque la licenza, allora Io mi manifesto.
Per la salvezza dei buoni e la distruzione dei malvagi, per instaurare saldamente la legge,
Io m'incarno di età in età
.”

Durante il periodo di licenza e malvagità dell'Impero Romano, venne Cristo.
Nel Gayatri si trova l'esempio di un'antichissima invocazione al Sole:

“Svelaci il volto del vero Sole spirituale,
nascosto ora da un disco di luce d'oro,
affinché possiamo conoscere la Verità
e compiere tutto il nostro dovere,
mentre viaggiamo verso i tuoi sacri piedi.”

Dovremmo ancora aggiungere le Quattro, Nobili Verità enunciate dal Buddha, ben note a noi tutti, poiché riassumono la causa e la fonte di tutte le sofferenze dell'umanità. Sono state tradotte in molti modi, ma tutte esprimono la medesima aspirazione, il medesimo appello e significato. Durante il periodo giudaico furono dati agli uomini i “Dieci Comandamenti”, sui quali vennero basate le leggi che governano i rapporti fra gli uomini dell'Occidente. Poi venne Cristo e ci diede la legge fondamentale che regge l'universo, la legge dell'Amore. Ci diede pure il Padre Nostro, in cui i concetti principali sono la Paternità di Dio, la venuta del regno di Dio e i giusti rapporti umani.

Oggi l'umanità si trova in un particolare ed eccezionale punto di mezzo tra un passato infelice e un futuro pieno di promesse che potranno attuarsi se il Ritorno del Cristo verrà riconosciuto e se verrà compiuta la debita preparazione. Il presente è pieno di promesse e anche di difficoltà poiché oggi, e nel futuro immediato, il destino del mondo e, se possiamo dirlo con riguardo, l'immediata attività del Cristo sono nelle mani degli uomini. Le atroci sofferenze prodotte dalla guerra e le angosciose condizioni dell'intera famiglia umana indussero il Cristo, nel 1945, a prendere una grande decisione, che si espresse in due affermazioni della massima importanza. Egli annunciò alla Gerarchia spirituale riunita e a tutti i suoi servitori e discepoli di aver deciso di venire di nuovo in contatto fisico con l'umanità se questa avesse compiuto i passi necessari per instaurare giusti rapporti tra gli uomini. Egli diede poi al mondo, a uso di tutti gli uomini, una delle più antiche preghiere che si conoscano, ma il cui utilizzo non era stato finora permesso che ai più elevati Esseri spirituali. Ci è stato detto che Egli la pronunciò per la prima volta al plenilunio di giugno del 1945, il plenilunio del Cristo, come quello di maggio è dedicato al Buddha. Non è stato facile tradurre quegli antichi versi (così antichi da non avere data o alcun possibile riferimento) con parole moderne, ma è stato fatto, e la Grande Invocazione potrà divenire la preghiera mondiale.

Il pensiero umano è così conservatore, che il proclamare che questa Invocazione è una delle più grandi e potenti fra le preghiere esistenti nel mondo, ed è all'altezza di tutte le altre espressioni del desiderio e dell'intenzione spirituale, provocherà probabilmente molte critiche. Non ha importanza. Pochi, anzi pochissimi, usarono il Padre Nostro all'inizio del Cristianesimo, perché fu necessario esprimerlo in termini comprensibili e tradurlo in modo adeguato prima che il suo uso largamente diffuso fosse possibile. Ci vollero dei secoli perché ciò avvenisse. Oggi ci sono tutte le facilitazioni immaginabili per la rapida diffusione e le abbiamo usate ampiamente per diffondere ovunque la Grande Invocazione.

 

IL DESTINO DELL'UMANITA'

Questi pochi pensieri potranno servire a rendere più chiara l'Invocazione nella vostra mente, e a darle una nuova vitalità. Collegata a tutte le antiche e principali fedi, essa ci offre speranza per il futuro e, allo stesso tempo, è di una importanza attuale e pratica. L'Invocazione non è vaga, né imprecisa, esprime le attuali necessità fondamentali dell'umanità, cioè necessità di luce e di amore, necessità di comprensione della volontà divina, necessità di porre fine al male. Essa esclama trionfalmente: “Scenda Luce sulla Terra... Possa Cristo tornare sulla Terra... Il proposito guidi i piccoli voleri degli uomini... Possa il Piano di Amore e di Luce sbarrare la porta dietro cui il male risiede”. Infine conclude:

Che Luce, Amore e Potere ristabiliscano il Piano sulla Terra”. L'accento è sempre posto sul luogo della manifestazione: la Terra.

Avrete già notato, studiando l'Invocazione, che esiste una stretta relazione tra il primo verso e l'ultimo; il destino dell'umanità è di essere l'esponente della mente di Dio, che esprime così l'intelligenza attiva, motivata dall'amore e attuata dalla volontà. Il tempo non è ancora giunto, ma se il pensiero umano è ben diretto e se l'aspirazione abbastanza potente, allora, per la prima volta nella storia dell'umanità, il suo destino potrà essere pubblicamente riconosciuto e gli uomini potranno essere maggiormente e volontariamente portati all'attività a cui sono destinati in modo particolare. Questo è uno degli obiettivi principali dell'Invocazione; il suo uso costante produrrà una concezione inclusiva dello sviluppo spirituale e conferirà al pensiero umano una qualità di sintesi che finora mancava. Con l'affluire della luce nella mente degli uomini, il Piano divino sarà più ampiamente compreso e la volontà di bene sarà più intensamente desiderata e invocata.

Questo grande grido invocativo è triplice. Grido che invoca la luce che illumini la via, che penetri nei recessi della Terra. Grido per richiamare più amore nel mondo, quale lo intendono gli uomini di buona volontà e quelli dotati di sentimenti umanitari. Appello intuitivo degli aspiranti e dei discepoli per invocare il manifestarsi della Volontà di Dio. Questa Invocazione riguarda tutta l'umanità. Gli uomini più semplici e istintivi, gli uomini di buona volontà, gli aspiranti e i discepoli, tutti danno il proprio contributo di sentimento, intelligenza, intuizione. Tutti si fondono nella Grande Invocazione. Tenete costantemente presente questa fusione fondamentale, che ora trova una espressione, e traete coraggio e forza da questo avvicinamento congiunto alla Sorgente di Vita, Amore e Luce. Nulla potrà resistere alla richiesta concorde di tutti gli uomini.

 Il significato della presentazione di questo allineamento cosmico, planetario e individuale, sotto forma di preghiera o invocazione, è che esso provoca, come risultato di un uso corretto, un afflusso che giunge proprio al cuore dell'umanità, proveniente dalle sorgenti più elevate.

Il carattere unico dell'Invocazione consiste nel fatto che essa rappresenta un metodo d'integrazione, congiungendo il Padre, il Cristo e l'umanità in un vincolo unico. Il Cristo ha sempre posto in rilievo la Paternità di Dio, concetto che Egli sostituì a quello del crudele Geova. Nel 17° capitolo del Vangelo di Giovanni (una delle più grandi opere spirituali) è messa in rilievo la relazione della coscienza cristica con la coscienza di Dio stesso. Cristo collegò il concetto di Spirito con la personalità pienamente sviluppata pervasa dall'anima, e la fondamentale unità esistente tra tutti gli esseri in tutte le forme, e il Padre. La Grande Invocazione mette in rapporto la volontà del Padre, l'amore della Gerarchia e il servizio dell'umanità in un grande Triangolo di energie, che produrrà due risultati principali: la chiusura della “porta dietro cui il male risiede” e l'attuazione, per mezzo del potere di Dio liberato sulla Terra mediante l'Invocazione, del Piano d'Amore e di Luce.

L'Invocazione è quindi unica nel suo genere, in quanto invoca i tre aspetti divini simultaneamente.
Nessuno può usare questa Invocazione di illuminazione e d'amore senza causare profondi mutamenti nel suo atteggiamento interiore e nell'orientamento della sua vita; il carattere e i fini verranno mutati e la vita diverrà spiritualmente utile. “Come un uomo pensa nel suo cuore, tale egli è”, questa è una legge fondamentale della natura; il costante volgere la mente alla necessità di luce e alla prospettiva dell'illuminazione non può essere e non sarà senza effetto.

La Gerarchia spirituale del pianeta si preoccupa soltanto che l'umanità, nel suo insieme, si avvalga di questa occasione spirituale, che oggi è presente come non lo fu mai prima. La Grande Invocazione ci è stata data in questo momento di opportunità, perché la usiamo in cooperazione con Coloro che ne fanno uso per il bene dell'umanità.
Questa Invocazione non appartiene ad alcun gruppo o organizzazione. Essa appartiene all'umanità intera. Decine di migliaia di uomini di buona volontà in tutto il mondo la recitano ogni giorno.
Il punto culminante di questo costante appello invocatore è il plenilunio di giugno. (E' il plenilunio dei Gemelli che talvolta cade in maggio. Il plenilunio è riconosciuto in tutto il mondo, in quanto non subisce differenze di calendario).
In questo giorno, l'espressione simultanea dell'Invocazione risuona in tutto il mondo in un grande appello invocativo a favore dell'umanità.

La Festa di giugno, dedicata in modo particolare al Cristo, e che mette in evidenza il suo rapporto con l'umanità, in realtà comprende tre giorni, ognuno dei quali ha una nota chiave differente:

1.   La nota chiave di Amore in senso gerarchico - libero da sentimento, emozione e enfasi personale - un amore che sacrifica e comprende, che agisce con forza e decisione e che opera per il bene del tutto e non nell'interesse di un gruppo o di un individuo particolare.

2.   La nota chiave di Risurrezione, che pone l'accento sulla nuova nota di vitalità del Cristo vivente e di quella “vita più abbondante” resa possibile da un ritorno ai veri valori.

3.   La nota chiave di Contatto, di un più stretto contatto tra Cristo e il Suo popolo, tra la Gerarchia e l'Umanità.

L'espressione “nota chiave” è stata scelta deliberatamente e significa il suono che precede ogni maggior afflusso alla Festa di Maggio; queste energie saranno liberate durante una solenne cerimonia che si svolgerà in ognuno dei tre giorni. A ogni cerimonia il Cristo reciterà l'Invocazione da solo, poi la Gerarchia unita intonerà una strofa invocando luce, amore e volontà di bene (una strofa per ogni giorno). Il risultato di questi solenni tre giorni di invocazione sarà seguito da un giorno culminante in cui la Gerarchia, guidata dal Cristo, reciterà tutta l'Invocazione, facendo precedere a ogni strofa la nota chiave appropriata, risuonata all'unisono.

Che Luce, Amore e Potere ristabiliscano il Piano sulla Terra.

 

La Grande Invocazione

Dal punto di Luce entro la Mente di Dio
Affluisca luce nelle menti degli uomini.
Scenda Luce sulla Terra.

Dal punto di Amore entro il Cuore di Dio
Affluisca amore nei cuori degli uomini.
Possa Colui che viene tornare sulla Terra.

Dal centro ove il Volere di Dio è conosciuto
Il proposito guidi i piccoli voleri degli uomini;
Il proposito che i Maestri conoscono e servono.

Dal centro che vien detto il genere umano
Si svolga il Piano di Amore e di Luce.
E possa sbarrare la porta dietro cui il male risiede.

Che Luce, Amore e Potere
ristabiliscano il Piano sulla Terra.


In conformità al cambiamento di coscienza e di linguaggio dell’umanità, mentre entriamo nell’Era dell’Acquario, questa versione adattata della Grande Invocazione è offerta nella speranza che incoraggerà un’ampia distribuzione di questa preghiera mondiale.

Questa è una versione leggermente adattata della Grande Invocazione che è stata data nel 1945. Molte religioni credono in un Istruttore Mondiale o Salvatore e lo conoscono sotto nomi diversi come il Signore Maitreya, l'Imam Mahdi, il Bodhisattva e il Messia. Questi termini vengono usati in alcune versioni cristiane, indù, musulmane, buddiste ed ebraiche della Grande Invocazione.

Donne e uomini di buona volontà di tutto il mondo usano questa Invocazione nella loro lingua. Volete unirvi a loro recitando l’Invocazione ogni giorno con pensiero focalizzato e dedizione? Usando l'Invocazione o incoraggiando altri a farlo non si sponsorizza alcun gruppo nè organizzazione. Essa appartiene a tutta l'umanità.

“Preparare gli uomini per la riapparizione del Cristo. Questo è il vostro primo e massimo dovere. La parte più importante di questo lavoro consiste nell’insegnare agli uomini, su larga scala, a usare l’Invocazione, in modo che diventi una preghiera mondiale e focalizzi la richiesta invocativa dell’umanità.“

(Esteriorizzazione della Gerarchia, p. 641 ed. ingl.)

La traduzione di "sette antiche formule” nella lingua moderna fu il supremo conseguimento di una collaborazione di trent’anni tra Alice A. Bailey e il Tibetano, Djwhal Khul; per cinquantacinque anni la Grande Invocazione è risuonata in tutto il mondo, tradotta in quasi settanta lingue e dialetti. Come risultato di questo suo uso mondiale attraverso gli anni, si può dire che le energie invocate con la Grande Invocazione siano oggi ancorate profondamente nella coscienza umana.

La Grande Invocazione, secondo le intenzioni del Tibetano, Djwhal Khul, ha avuto una diffusione di massa ed è diventata una preghiera mondiale. Ora, in un in mondo sempre più pluralistico e multiculturale, è necessario continuare a far sì che la Grande Invocazione sia accessibile al maggior numero di persone possibile. Questa questione sembra particolarmente urgente ora, poiché nell'anno 2000 si è verificato un altro impatto diretto dell'energia di Shamballa – la volontà - e la Grande Invocazione è l'agente principale per la trasformazione della volontà umana.

Nel corso degli anni abbiamo acquisito consapevolezza delle obiezioni di alcune persone relativamente all’enunciazione della Grande Invocazione. Alcune volte queste obiezioni sono sembrate derivare da una comprensione limitata del significato della Grande Invocazione. Tuttavia il linguaggio è un mezzo vivente che muta nel significato e nell’espressione rispettando i cambiamenti della coscienza umana.

Quindi, dopo molte discussioni, riflessioni e meditazioni di gruppo, i fiduciari del Consiglio internazionale del Lucis Trust e i gruppi dei tre Centri principali hanno stabilito che la distribuzione di massa della Grande Invocazione, che è considerata il mantram proprio del Cristo per l'età dell’Acquario, possa essere leggermente adattata ai cambiamenti di linguaggio senza modificarne il significato. La nostra speranza è che, se questa decisione consente a un numero sempre maggiore di persone di usare la Grande Invocazione in una versione leggermente adattata, essa continuerà a promuovere la trasformazione della coscienza in questo periodo di crisi planetaria.

Molti compagni di lavoro hanno utilizzato la Grande Invocazione e contribuito alla sua distribuzione, e noi vogliamo assicurare questi collaboratori che, nel tentativo di andare incontro ai vari gusti o pregiudizi, cercando di non offendere nessuno, non abbiamo mai avuto l’intenzione di perseguire scopi vantaggiosi. Il fatto che abbiamo mantenuto gli insegnamenti del Tibetano, pur così discutibili per alcune menti, pubblicandoli senza variazioni, testimonia la volontà di assumerci la nostra responsabilità come “speranza di luce”, che è il vero significato del nome Lucis Trust.

Continuiamo a credere che l'enunciazione originale della Grande Invocazione, come è stata data in inglese, non è solamente inclusiva per coloro che capiscono veramente il suo significato, ma che l’attenta scelta delle parole e della cadenza mantrica contenga grandi insegnamenti spirituali in se stessa e per se stessa. Tuttavia riconosciamo anche che i grandissimi cambiamenti degli ultimi cinquantacinque anni, che hanno portato a un crescente apprezzamento per le tradizioni delle fedi del mondo, specialmente quelle dell’Oriente, come il Buddismo e l’Induismo, hanno creato un clima mentale nel quale anche l’apparenza di esclusività, la ristrettezza delle dottrine o le deviazioni sono intollerabili.

I prossimi decenni saranno un periodo di preparazione per l’esteriorizzazione della Gerarchia e la riapparizione del Cristo, l'Istruttore Mondiale, per la quale il Tibetano, Djwhal Khul, diceva che l'appello mondiale generato dalla Grande Invocazione è uno dei nostri strumenti più importanti per la cooperazione. In questo periodo preparatorio, noi crediamo di non dover consentire nessun impedimento persistente non solo all'enunciazione della Grande Invocazione, ma anche per quanto concerne il suo uso esteso e la sua diffusione.

Ci rendiamo anche conto che l’Invocazione è costruita su “sette formule” e che lo stesso Tibetano sembrava incoraggiare un leggero adattamento di certi termini, dovendo presentare la Grande Invocazione a gruppi specifici. Ci sono sempre state obiezioni riguardo all'enunciazione della Grande Invocazione, che sono probabilmente e comprensibilmente dovute alla sua grande potenza come mantram; tuttavia, due parole in particolare – “uomini” e “Cristo” - hanno destato un malinteso più grande rispetto al resto. La parola “uomo” proviene dal sanscrito e vuole dire “uno che pensa”, ma nella mente moderna questa parola può essere vista come maschilista ed esclusiva in alcune lingue, anche se non in quella italiana.

“Cristo”, sfortunatamente, troppo spesso viene visto come di esclusiva appartenenza alla Cristianità e di nessun rilievo per persone di altre religioni o di nessuna religione particolare. Pensiamo che questi due punti (uno, nella versione italiana) possano essere modificati, se ritenuto necessario, senza compromettere l’ineguagliabile valore spirituale della Grande Invocazione nella versione adattata che segue.

 

La Grande Invocazione

Dal punto di Luce entro la Mente di Dio
Affluisca luce nelle menti degli uomini.
Scenda Luce sulla Terra.

Dal punto di Amore entro il Cuore di Dio
Affluisca amore nei cuori degli uomini.
Possa Colui che viene tornare sulla Terra.

Dal centro ove il Volere di Dio è conosciuto
Il proposito guidi i piccoli voleri degli uomini;
Il proposito che i Maestri conoscono e servono.

Dal centro che vien detto il genere umano
Si svolga il Piano di Amore e di Luce.
E possa sbarrare la porta dietro cui il male risiede.

Che Luce, Amore e Potere
ristabiliscano il Piano sulla Terra.

Questa versione leggermente adattata è ora disponibile in cartolina adatta sia per uso personale che per la distribuzione pubblica da parte dei collaboratori. E’ anche disponibile un poster da esporre per la Giornata Mondiale dell’Invocazione.

Ci farà piacere ricevere vostre notizie anche se non ci sarà possibile rispondere a ognuno di voi individualmente.

Continuiamo a usare la Grande Invocazione nei nostri seminari e nelle conferenze, e sappiamo che molti collaboratori fanno lo stesso. Tuttavia la nostra speranza è che, sia che uno usi la versione originale o quella adattata, il suo uso contribuisca alla trasformazione delle coscienze che gli permetterà di penetrare, al di là delle parole, nel vero significato di questa grande preghiera mondiale.

IL SIMBOLO DELLA NUOVA ERA

di Foster Bailey

Questo simbolo rappresenta alcune forze significative e alcuni elementi tra i più profondi che in questo momento agiscono in modo crescente mentre la Nuova Era avanza.

Il simbolo della NE

Questo simbolo è situato su un fondo blu illimitato, che simbolizza la sfera di espressione del nostro Logos Solare, i
Che viene definito quale Logos di secondo Raggio, di un blu profondo. Il potere e la qualità della Sua Vita immanente mantengono e condizionano tutta la manifestazione all'interno del sistema solare, inglobando la vita e il destino del nostro Logos planetario: Sanat Kumara. È l'energia più elevata che il nostro piano mentale sia in grado di raggiungere.

Il disco d'oro, sul quale appaiono il triangolo e la stella, rappresenta lo sfondo complessivo della nostra vita su questo pianeta. Sanat Kumara può guardare attraverso esso. Noi possiamo osservarlo, consapevoli della sua realtà. Nel più antico di tutti i mantra, il Gayatri, è detto: "Svelaci il volto del vero Sole spirituale, nascosto da un disco di luce d'oro, affinché possiamo conoscere la verità".

Dietro all'intero simbolo, oltre il disco di luce dorata, emerge la croce cosmica che si trova nella coscienza dei Grandi Esseri su quel lontano sole che è Sirio. Questa croce cosmica è all'origine di tutta la simbologia della croce, come è stata percepita e utilizzata dall'umanità attraverso i secoli.

Col procedere dell'evoluzione si crea un flusso e riflusso delle energie spirituali. In questa nuova era sono disponibili per Sanat Kumara alcune forze importanti, precedentemente non disponibili. Ciò è dovuto principalmente a una Sua nuova espansione di coscienza solare, o come si è soliti dire "Egli ha preso un'iniziazione".

Alcune di queste forze sono disponibili in parte nella Camera del Consiglio di Shamballa, e da lì affluiscono verso la Gerarchia guidata dal Cristo. Il nostro simbolo riguarda solo una parte di queste nuove energie e include la fusione delle energie sia della vecchia che della nuova era. Perfezionare questa fusione rappresenta il compito supremo del Cristo in questo momento. E' necessario conseguire una fusione adeguata all'attuale condizione dell'umanità.

Il triangolo impresso sul disco è giallo, perché questo è il colore di buddhi. La Gerarchia funziona sul piano buddhico e le energie di questo triangolo entrano nella nostra vita planetaria attraverso tale piano. Questo triangolo è formato dalle tre grandi Entità extraplanetarie che attualmente promuovono il Piano per il pianeta, e che si trovano appositamente dietro al Cristo per aiutarlo nella sua opera a favore dell'umanità. Di conseguenza, i valori che Essi veicolano ci raggiungono principalmente attraverso di Lui. La loro influenza nella coscienza umana ha un potere trascendente. Come utilizziamo questo potere, dipende da noi; sarà costruttivo se saremo sensibili al Cristo.

Uno di questi tre Grandi Esseri è conosciuto come il Signore Buddha. Ciò tuttavia limita la nostra comprensione. La Sua opera, quale fondatore di quella che è diventata la religione buddhista, è completamente trascesa. Egli, come lo stesso Signore del Mondo, ha avuto un'espansione di coscienza, che Gli conferisce un potere extraplanetario. Egli apporta una saggezza equilibrata adattata soprattutto alle necessità umane. E' il più vicino dei tre al Cristo e sta alla Sua destra, è rappresentato dal vertice inferiore destro del triangolo. Al vertice inferiore sinistro c'è quella grande Entità che porta il potere dell'equilibrio solare, ora nuovamente disponibile a Sanat Kumara. Il Maestro Djwahl Kuhl vi fa riferimento come "Spirito di Equilibrio" o come "Spirito di Pace, pace che oltrepassa ogni comprensione". L'agente dinamico della pace è la buona volontà, che troverà la sua ultima espressione nella famiglia umana grazie alla realizzazione di giusti rapporti. I giusti rapporti umani rappresentano lo scopo del ritorno del Cristo nella nuova era.

Al vertice superiore di questo nuovo triangolo senza precedenti si trova l'Avatar di Sintesi, la cui influenza diretta si può ora percepire nella coscienza umana per mezzo delle nuove tendenze emergenti. Attualmente è il più potente dei tre nella coscienza delle masse. La Sua influenza penetrante accelera la presa di coscienza da parte dell'umanità del fatto che viviamo in un unico mondo, come unica umanità con un destino comune.

Questo è un breve sunto del significato del nuovo triangolo che si trova in questo momento dietro al Cristo per sostenerlo nella Sua opera.

Sovrapposto al triangolo delle forze della nuova era vi è la stella a cinque punte del Cristo. Questa stella ha rappresentato il suo veicolo d'influenza nella famiglia umana durante l'intera era dei Pesci. Ha avuto e ha ancora oggi un potere meraviglioso. La Stella è blu perché rappresenta il meglio di ciò che l'umanità può esprimere della qualità solare.

L'umanità attualmente, nella coscienza delle masse, è in gran parte il prodotto delle pressioni dell'era dei Pesci. Sebbene siamo già entrati nell'era dell'Acquario, i ritmi consolidatisi nella vecchia era stanno ancora dominando l'umanità nel suo insieme e lo faranno ancora per un tempo che potrà sembrarci lungo. Se il Cristo abbandonasse ciò che è vecchio per consacrarsi a ciò che è nuovo, verremmo travolti da un'inevitabile rivolta automatica dei figli degli uomini. Ciò che è vecchio e ciò che è nuovo devono fondersi. Il problema non è di combattere per eliminare ciò che è vecchio, ma una saggia penetrazione, a tempo debito, delle nuove energie nella ribollente caldaia dei nostri tempi.

Il nostro simbolo perciò fonde le due ere e rappresenta correttamente l'opera del Cristo oggi e le forze che Egli deve manipolare. Il punto nel centro è il luogo ove il Cristo dimora. E' il centro della stella, il centro del triangolo, e il centro del disco di luce dorata.

Da questo centro Egli lavora, e mentre opera emerge la croce della nuova era. E' la croce con braccia uguali, che riflette il suo archetipo cosmico che diventerà a buon diritto la croce dell'umanità nei giorni a venire. Essa è il simbolo della vita equilibrata del giusto rapporto con Dio mediante l'aspirazione, e dei giusti rapporti verso gli uomini attraverso il servizio e la condivisione. Infine, conosceremo e vivremo tenendo conto del fatto che in realtà nulla appartiene al singolo individuo.

Focalizzando l'attenzione su questo centro di potere nel nostro simbolo, giunge l'illuminazione. La concentrazione su questo punto, dove il Cristo dimora, rivela l'intero campo d'azione, secondo il grado di evoluzione spirituale.

 

Linea-Tempo 2003: un messaggio da Sanat Kumara, Parte 2

di Jelaila Starr - 18 Ottobre 2002

Sanat Kumara è il maestro asceso degli Umani di Orione, ed il Logos spirituale della Terra, che lavora congiuntamente a Sananda degli Umani di Sirio B. Insieme, essi conducono l’Ufficio del Christos, la funzione di gestione della Terra, situato su Venere. Sanat Kumara ha una lunga storia di mondi tenuti prigionieri dalle gabbie a frequenza – lui stesso si è liberato da una di esse. Di conseguenza, egli conosce la via d’uscita da una prigione vibrazionale a 3D. Egli ha spiegato che qualcosa di simile era accaduto su Orione, agli Umani di Sirio B che avevano colonizzato quel pianeta. Furono imprigionati da una griglia di frequenze molto simile a quella in cui ci troviamo noi ora, per la quale fu usata la stessa tecnologia ad onde scalari/ELF. Sanat K. scoprì come venirne fuori: fu il primo ad usare questo metodo per guadagnare la libertà, e diede così vita ad un Modello[1] *, all’interno di quella gabbia di frequenze, che altri avrebbero potuto usare. Durante la stesura del libro in uscita, “Saluti da Nibiru”, Sanat mi ha chiesto di introdurvi questa storia. Grazie a ciò, siamo arrivati a conoscerci molto meglio. Sanat disse che era imperativo che mi mandasse questo sogno, perché gli avvenimenti che mi ha mostrato potrebbero accadere nel 2003 e, di conseguenza, abbiamo poco tempo per prepararci.

Poiché la popolazione ha cominciato a risvegliarsi grazie all’11 Settembre, la Global Elite deve ora ricorrere a tattiche più forti per tenerci imprigionati. Prima usavano una medesima pressione per tenerci sottocontrollo. Fare domande significava rischiare di essere ridicolizzati e rifiutati, ma ora non è più così. I tentativi del Presidente di rafforzare i poteri del Consiglio di Sicurezza Nazionale hanno incontrato grande resistenza da parte del popolo Americano; qualcosa che non sono sicura si aspettassero. Di conseguenza, stanno preparandosi ad usare tattiche ancor più letali. Avete notato il gran numero di torri ELF che stanno installando per tutto il Paese? Come dei drug-stores, stanno spuntando ovunque e ad allarmante velocità. Queste torri possono dirigere le onde ELF dell’HAARP verso i loro obiettivi, in modo ancor più preciso. Quale modo migliore per tenerci sotto controllo che mettere in subbuglio le nostre menti con la tecnologia scalare? Ma non disperiamo, perché esiste una via d’uscita, quella usata da Sanat Kumara; è attraverso il cuore; è attraverso la compassione … usando la Griglia di Compassione di 9a Dimensione, cioè il dono che abbiamo ricevuto da quelli che hanno sacrificato la propria vita durante gli attacchi dell’11 Settembre.

Qui sotto riporto l’articolo che avevo cominciato a Denver (sì, anche questo fu ispirato da Sanat Kumara). Vi rendete conto che Denver sarà la capitale occidentale del Nuovo Ordine Mondiale, il IV Reich?

 

La Griglia di Compassione di 9a Dimensione:

il Dono dell’11 Settembre

E’ passato un anno da quei tragici avvenimenti dell’11 Settembre. Mentre guardavamo le torri gemelle del W.T.C. di New York crollare una ad una, sapevamo che il nostro mondo era cambiato per sempre … nulla sarebbe più stato come prima. E’ come se avessimo perso la nostra innocenza, quel giorno. Non siamo più capaci di sentirci sicuri in un paese che era noto per essere tale. La nostra nazione non era mai stata attaccata. Per noi, la guerra era un orrido e doloroso evento che accadeva soltanto in altri paesi … qualcosa che guardavamo in tv … qualcosa di mai così vicino a casa. Da quel giorno, abbiamo assistito ad un innalzarsi dei provvedimenti per la sicurezza e ad un Governo disposto a terrorizzare i suoi cittadini, dei quali ha cancellato i diritti in nome della sicurezza nazionale, tutto preso dalla sua “lotta al terrorismo” che, sfacciatamente dichiarano, non finirà entro la nostra generazione. Come possiamo avere speranze di fronte a tale possibilità? E’ una strana condizione quella in cui ci troviamo, un mondo che mi vergogno di lasciare ai nostri figli. Ci ritroviamo a chiederci: “C’è un qualche valore in quello che sembra essere solo una tragedia senza senso?”. La risposta è sì, ed è un regalo molto più grande di quello che avremmo mai potuto immaginare. E’ chiamato Griglia di Compassione di 9a Dimensione** : una rete elettromagnetica di Nona Dimensione (questo tipo di griglia è il fondamento di tutte le dimensioni e realtà), composta della più alta frequenza esistente nell’universo, che in questo momento si sovrappone alla nostra prigione frequenziale di 3a Dimensione e ci sta offrendo la via d’uscita dalle nostre sbarre. La Compassione (sto parlando di quella di tipo multidimensionale, non di quella della 3a dimensione) possiede la più alta frequenza presente nell’universo. Ciò significa che non vi è frequenza più alta o più potente di questa. Come sappiamo, tutto è fatto di energia che vibra ad una certa frequenza. L’amore ha frequenza più alta della paura; quella della felicità è più alta di quella della tristezza, ecc. In fisica quantistica, una frequenza maggiore ne innalza sempre una più bassa fino ad incontrarla. Così la compassione eleverà sempre qualsiasi cosa, in questo caso tutto ciò che è al di sotto, fino al proprio livello. Nel caso delle reti elettromagnetiche, questo significa che una griglia fatta di compassione ne solleverà qualsiasi altra di frequenza più bassa fino a portarla al proprio livello.

Come Sanat ha spiegato, noi ora l’abbiamo una Griglia di Compassione. Ma come usarla per liberarci dalla nostra prigione e creare un nuovo mondo in cui vivere? Usando la Tecnologia Interiore che si trova nei nostri corpi… la tecnologia della compassione. La compassione ci rende capaci di trovare il valore in tutte le cose, indipendentemente da come appaiono, e di diventare i veri maestri della nostra realtà. Nel momento in cui ci assumiamo la responsabilità per tutto quello che consciamente od inconsciamente creiamo, usciamo dal nostro vittimismo ed entriamo nella totale onestà. Guardando la gente e gli eventi, cerchiamo di vedere lo scopo supremo all’opera. Dobbiamo sentire gratitudine e apprezzamento per tutte le anime che, per aiutarci a conquistare il dono della comprensione, svolgono il loro ruolo in corpi fisici.

Questa capacità di provare compassione è ciò che ricodifica il nostro DNA. E’ stato infatti dimostrato dalla scienza, che la compassione è l’unica emozione che trasforma il DNA, modificandone la base da carbonica a cristallina, dove è racchiusa più luce, e rendendo noi Luce. Quando una persona muta la propria frequenza vibratoria usando questo metodo, trasforma letteralmente la propria realtà attuale, trasferendosi in una nuova. E la nuova realtà è più armoniosa, perché si diventa armoniosi col processo di conquista della compassione. Ora torniamo alla Griglia di Compassione.

Come hanno fatto gli eventi dell’11 Settembre a creare questa Griglia? Sono sufficienti 144.000 persone che facciano la stessa scelta, nello stesso momento e con la stessa intenzione per creare una nuova rete elettromagnetica. L’11 Settembre 2001 milioni di individui sparsi sul globo hanno simultaneamente scelto la compassione, nel vedere quegli aerei che colpivano le torri del World Trade Center. Provarono compassione sia per le vittime sia per i terroristi. Invece di urlare “uccidete i bastardi!” e di reclamare vendetta, che fu la nostra reazione con Pearl Harbour, abbiamo intuitivamente capito che la gente non si mette ad attaccare, così, senza una buona ragione. Abbiamo scelto di non agire in base all’odio, assumendo quindi un atteggiamento più maturo e responsabile. Relativamente pochi si sono bevuti la storiella che i nostri leaders di governo furono così veloci a venderci quel giorno. Da quel momento siamo diventati più coraggiosi, e con l’aiuto di Internet abbiamo cominciato a sbirciare dietro alla tenda, facendo domande, intenzionati ad arrivare alla verità. Da quel giorno la parola “compassione” è sulla bocca di molti, segno che la nuova griglia sta effettivamente facendo sentire la propria influenza su di noi. Sanat Kumara mi ha detto che questo messaggio deve raggiungere il mondo intero: sì, fa paura, ma contiene anche la soluzione, un segnale di speranza per il nostro futuro. Dentro di esso troviamo la via d’uscita. Come qualsiasi griglia nuova, anche questa deve essere energizzata. Per energizzarla dobbiamo conseguire compassione in tutti gli ambiti della nostra vita, tanto a livello personale quanto nazionale, ed inviare quella energia, tramite l’intenzione, all’interno della griglia. Questo significa conquistare compassione per tutte le persone e le cose che crediamo siano negative o cattive. Dobbiamo integrare la Luce e l’Oscurità che sono dentro ciascuno di noi. Per poter fare questo dobbiamo muoverci verso un nuovo livello di integrità personale nella nostra vita. Per ottenere questo è necessaria una rigorosa onestà nelle nostre relazioni interpersonali. Il che comporta l’esprimere sentimenti ed emozioni appartenenti alla nostra parte Oscura, e dire la verità su di essi. Dobbiamo avere la volontà di causare anche dolore per la salvezza della verità. Possiamo fare ciò solo quando realmente comprendiamo il valore dell’Oscurità, della rabbia e della sofferenza. (Le “Chiavi Multidimensionali della Compassione” vi aiuteranno a ritrovare il valore/significato in tutti gli aspetti dell’Oscurità, potendola così integrare a tutti i livelli).

La finzione non potrà più funzionare, se ci sforziamo di stare dentro la nostra integrità/completezza, conducendo le nostre relazioni verso un più alto livello di compassione. Essere solo “Amore e Luce” significa non essere reali e/o completamente onesti.

Solo quando avremo questa autenticità, vedremo quella integrazione sotto la forma di pace ed armonia eternamente espresse. Combattere la Global Elite ed il IV Reich usando la tecnologia esteriore porterà solo ad una sofferenza maggiore e ci terrà imprigionati, perché staremo solo lottando contro l’espressione esterna del nostro lato Oscuro. Integrando e ricercandone l’autentico valore, invece, cambieremo tutti e, man mano che ci trasformeremo in esseri più compassionevoli, anche il mondo si modificherà.

La Global Elite è ben conscia che esiste un solo modo per scappare dalla loro prigione e che è tramite il cuore. Ma stanno scommettendo sul fatto che noi non ci sveglieremo in tempo per prendere la strada giusta, quella che ci eviterebbe il futuro mostratoci da Sanat Kumara. Se però scegliamo proprio ora di concentrarci sull’integrazione, facendolo ognuno di noi e ogni giorno, sfuggiremo alla realtà descritta nel sogno e, cosa migliore di tutte, ci alzeremo un giorno e vedremo il mondo dei nostri desideri – un mondo di armonia, un mondo che saremo orgogliosi di lasciare ai nostri bambini.

La scelta è nostra… Abbiamo la griglia. Cosa vorremo farne di essa? Cosa ne farete?

Jelaila Starr

 

[1] [N.d.T.] “Template”: campione, esempio, bozza, calco: cioè ql.sa da seguire per ricreare un medesimo risultato.

*  I “Modelli” possono essere paragonati a programmi software su minuscoli CD. Contengono nuovi modi di pensare, unitamente ai relativi comportamenti da usare. Ogni griglia elettromagnetica contiene una moltitudine di Modelli. Ne esiste uno per ogni convinzione che abbiamo e uno per ogni modo di agire che attuiamo. Anche la nostra memoria è immagazzinata in questa griglia, non nella materia grigia dell’encefalo, e vi possiamo accedere tramite i neuro trasmettitori del nostro cervello.

**Il 9 è il numero dell’inizio e della fine, e il numero della dimensione in cui il gioco universale dell’Integrazione delle Polarità comincia e termina. E’ il numero della compassione.