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In ricordo dei miei amici e compagni di avventure

I lunghi anni trascorsi con gli amici animali che io intendo veri compagni di vita e dei quali porto indelebili ricordi di esperienze vissute e gli altrettanti lunghi anni che vivo in campagna, in isolamento e in una forma di quasi eremitaggio, mi hanno permesso, oltre che ad aver molto più tempo per pensare, di osservare il comportamento di questi adorabili amici a quattro zampe e soprattutto il rapporto genitoriale che hanno con le loro creature.

Ho vissuto, ad esempio, esperienze emozionanti partecipando al parto della mia adorata kyra, un pastore tedesco di 5 anni, che ha completato il suo ciclo terreno e magari si sarà reincarnata nelle successive kyra, Dago, Spinnicchia .... Entravo con lei dentro la cuccia e l'aiutavo a far partorire i suoi cuccioletti meravigliosi mentre lei ricambiava il suo affetto con leccate nella mia faccia.

 Me ne stavo lì a guardare, semplicemente osservavo ... e imparavo.

 Iniziavano le grandi pulizie ... instancabile ... dedita ... amorevole e premurosa cominciava a pulire quegli esserini, ancora con gli occhi chiusi, piangenti ma subito rassicurati dalla protezione della loro mamma ... inevitabilmente si andavano ad accoccolare sulla pancia e li trovavano i capezzoli pronti a rassicurarli ... a nutrirli ....

 La nutrizione, l'assunzione dal capezzolo, non era soltanto un atto istintuale derivato dal processo di sopravvivenza ... ma molto di più.

 La riposizione fetale," l'accoccolamento" sulla pancia ... il ritrovarsi nuovamente nella zona della prenascita rende meno traumatica la nascita stessa del cucciolo.

 Come se lei, la mamma, lo sapesse, li accoglie amorevolmente,  premurandosi di coprirli  ... di scaldarli.

 Ricreando, in un certo senso, condizioni simili in cui si trovavano i cuccioletti prima di nascere. 

 Osservavo tutto questo esterefatto da tanto amore.

 La scena finale era quella di una mamma stremata ma immensamente soddisfatta e felice. Si godeva, con piccole e dolcissime leccatine ai suoi piccoli, "quell'atto d'amore che intender non può chi non è madre" diceva il grande Giuseppe Giusti.

Maya è una gatta "particolare" ... è venuta a vivere con me subito dopo che sono venuto ad abitare in campagna assieme a suo fratello Tommy ... fantastici, meravigliosi gatti e amici dediti ... particolari.

Sono usciti fisicamente dalla mia vita da non molto tempo e la ferita è ancora aperta nonostante sia assolutamente consapevole "del gioco illusorio di "Maya".

Tommy era ormai vecchietto, quel giorno stava male ... lo avevo fatto entrare a casa per starmi vicino ma lui manifestava la volontà di andare fuori ... ero certo che stavo vivendo gli ultimi minuti della nostra esperienza in comune ... aprii la porta ... lui usci .. sereno .. tranquillo ... con calma ... senza fretta e ... andò a morire ... lo guardavo andarsene sapendo che non lo avrei mai più rivisto.

Maya aveva l'abitudine di portarmi i suoi micetti dietro la porta .. sapendo benissimo che io tutte le mattine vado a portargli la loro pappa e quindi la prima cosa che avrei visto, aprendo la porta, sarebbero stati i piccoli. Lei presente ... iniziavano i convenevoli ... ma quanto sei brava ... complimenti sono bellissimi ... sei una gatta formidabile ... ecc.  Ne conseguiva una lunga serie di fusa, di strofinamenti ed io ne approfittavo per conoscere uno ad uno i nuovi arrivati. 

 Anche con lei ho assistito ed aiutato il parto più di una volta ... non voglio fare discriminazioni ma i suoi gattini sono stati sempre i più belli, quelli più "biricchini" ....

aya aveva permesso che venissero al mondo i suoi gattini più belli ... li aveva cresciuti all'interno di un spazio vuoto di un albero di ulivo, in mezzo alle radici ed erano bellissimi, dolcissimi, adorabili ...

 Poi con le prime piogge li spostò e per la prima volta non usò più i luoghi comuni di sempre ma si spostò più distante nel terreno dove di notte, a volte, vengono cani randagi ... Non so cosa accadde, ma non l'ho rivista più e nemmeno i suoi micetti.

Shanty è un gatto con una storia incredibile. Erano tre fratellini che raccolsi appena nati, abbandonati in mezzo ad un cespuglio e che sarebbero stati, probabilmente, uccisi dai cani. Ricordo che davo loro da mangiare con il contagocce che mi aveva dato la farmacista e venivano su che era una meraviglia. Li tenevo nella legnaia dove il tepore del legno li teneva caldi ... ma accadde l'imprevedibile: quella notte ci fu un calo pazzesco delle temperature e loro tre che erano riusciti ad uscire fuori dalla loro cuccia dove li tenevo al sicuro e giocarellando qui e là si erano andati ad intrufolare dentro la legna e non riuscendo più ad uscire sono rimasti al freddo della notte.

 L'indomani mattina fu una scena pietosa e dolorosissima andare a recuperare i loro corpicini in mezzo alla legna morti di ipotemia.

 Trovarsi tra le mani quei tesorini privi di vita è così doloroso, straziante che vorresti morire insieme a loro.

 Durante i preparativi per seppellirli ebbi l'idea di portarli davanti il quadro di Baba (Sry Sathya Sai Baba). A modo mio era un modo di condividere il mio dolore con il mio maestro e magari essere rassicurato. Presi un po di vibhuty (cenere sacra materializzata da Sai Baba) e la cosparsi sui tre gattini che tenevo con una mano sola e chiudendo gli occhi mi raccolsi in un momento di preghiera a favore di quei tre gattini.

 Racconto questa mia esperienza ben conscio di sapere le varie reazioni di ognuno che legge ... ben conscio che la sola citazione dell'Avatar possa far assumere posizioni di diffidenza o per altri di grande devozione ... ma poichè il mio scopo non è quello di dimostrare nulla ... vado avanti.

 Sentii nella mano come una piccola scossa ed ebbi l'impressione che un gattino (Shanty) si fosse mosso.

 Immediatamente iniziai a strofinarli e li avvolsi in una sciarpa di lana ... tremavo ... 

 Un gattino era evidentemente morto ... un altro dava piccoli cenni di vita ... Shanty reagiva.

 Passarono delle ore e la felicità fu grande anche quando il secondo gattino dava segni di ripresa ... latte caldo ... massaggi ininterrottamente... All'improvviso il secondo gattino chiuse gli occhi e morì.

 Anche Shanty cominciò a dar segni di ricaduta ... lo riportai nuovamente davanti il quadro di Baba e gli dissi: Baba salvalo.

 Shanty crebbe fino a diventare un gattone ... ma probabilmente nel suo cuore batte un istinto di gatto selvaggio ... libero ... e non poteva accettare la supremazia territoriale di Tommy e quindi decise di andare via ... di avere una sua famiglia ... di essere un gatto libero, magari come la sua mamma e il suo papà.

 A volte passano anche molti mesi ma poi un bel giorno me lo trovo davanti la porta, la mattina appena apro, e lo faccio entrare in casa, gli do la sua pappa e poi lui mi fa capire se vuole rimanere a casa (va a sdraiarsi sul divano o in uno dei suoi posti preferiti) oppure vuole andarsene. Sono certo di essere l'unica persona che possa prenderlo in braccio e godermi delle sue fusa. Diventa come un bimbo assetato di coccole, si struscia, lecca, bacia ... non sa come esprimere il suo amore e si concede totalmente, fiducioso di quell'amico che lo vuole bene.

 Molte volte rimane per alcuni giorni e poi così come è venuto sparisce.

 Vorrei continuare a scrivere per non fare torto a tanti altri amici che non sono meno importanti ma il mio scopo era quello di ricordarli ... tutti .. anche quelli che in questo scritto non hanno avuto una storia. All'inizio di questa nota era mia intenzione approfondire l'aspetto genitoriale e sinceramente gli animali erano uno spunto per arrivare a quello umano. Poi ho capito che avrei dovuto scrivere per loro ... PER I NOSTRI AMICI A QUATTRO ZAMPE (e anche a sei o nove a due a16 a mille ....) e se queste foto ... questo scritto potessero essere un mezzo per salvare la vita ad un solo animale, ad evitargli di essere abbandonato allora il mio scopo è raggiunto.

 Narayana (Concetto Cammisa) 

Spinnicchia

Kyra Seconda

Filippo

Bianca

Jonathan

Dago primo

Whisky

Narayana Uno Spero tanto che questo mio gioioso ma anche molto penoso lavoro possa servire a intenerire il cuore di coloro che sono artefici di grandi sofferenze nei riguardi di queste splendide creature.
21 settembre 2010 alle ore 18:02
Marina Laura Raggi Me lo auguro anche io ciao Nara!
21 settembre 2010 alle ore 18:10
Linda Mancuso che Dio ti benedica.
21 settembre 2010 alle ore 18:50
Orietta Cutarelli Splendido.
21 settembre 2010 alle ore 19:04
Maria Concetta Barone Narayana ... posso condividerlo? Mi dici sempre che posso condividere tutto dalla tua bacheca, Ti chiedo il permesso di condividere questo tuo scritto che non è solo uno scritto ... concordo con il cuore di Linda e Ti ringrazio per la condivisione.
21 settembre 2010 alle ore 19:04
Ananda Prema E' una cosa stupenda rendersi conto che in forme diverse....l'amore si rende manifesto allo stesso modo....non fa alcuna differenza se il canale è un animale o un umano.....siamo noi egoici che roviniamo tutto! Grazie concetto davvero! Namastè caro
21 settembre 2010 alle ore 20:32
Ananda Prema Vedere queste foto mi ha riportato a cari ricordi e intenerito il cuore!
21 settembre 2010 alle ore 21:21
Ketty Scuderi anch'io mando un pensiero a tutti questi Amici,che ci hanno accompagnato nel nostro cammino,fatto comprendere cose...che l'uomo-egoista...purtroppo non riesce ma nemmeno colui che non sa usare l'intelletto,e spreca il "dono della vita"mentre un esserino indifeso come "un animaletto"si "dona,per la vita"e un pò d'amore!anche se non sempre ricambiato!BELLO CONCETTO!CHE..."DUCIII"CHE SONO!
21 settembre 2010 alle ore 22:12
Sara Amato sono tanto commossa...a che servono le parole? ci riempiono d'amore incondizionato e da loro dobbiamo solo imparare...imparare l'amore! SAI RAM!
22 settembre 2010 alle ore 10:08

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