Crea sito

Home | Dettagli personali | Interessi | Preferiti Raccolta foto | Commenti

 

Tantra Yoga

 

 

 

Lo Yoga dell’unione Divina

 

   La segreta tradizione tantrica insegna che esistono sette differenti respiri come sette sono i colori e i raggi della luce nello spettro, sette i giorni della settimana, sette i piani della esistenza e così via.

   Allo stesso modo vi sono sette tecniche respiratorie che l’aspirante deve mettere in pratica nelle fasi preliminari del suo sadhana.

   L’aspirante deve praticare ogni esercizio per un determinato periodo di tempo prima di arrivare a quello seguente. In India, dove il ritmo di vita è più lento che in Occidente, l’iniziando fa pratica ad intervalli più frequenti e per periodi di tempo più lunghi di quelli necessari al Sadhaka Occidentale. Quanta maggiore pazienza e dedizione egli dimostrerà nel gettare le basi del suo Yoga, tanto più soddisfacenti saranno i risultati.

   Quando fa  pratica, non è necessario che lo studente occidentale torturi i suoi arti con difficili asana destinati, all’origine, a popoli di differente cultura, popoli che siedono a gambe incrociate per la maggior parte della loro vita.

   Ad essere sinceri, alcuni Occidentali trovano naturali le posizioni descritte nei libri sullo Hatha Yoga. Per questa fortunata, ma piccola minoranza, vari asana yogici  possono essere considerati di grande vantaggio senza che per questo, si tolga nulla alle più importanti fasi del sadhana tantrico.

   Per altri è necessario assumere una posizione confortevole che tenga rigida la spina dorsale e in modo che petto, collo e testa formino una linea retta. Questo si può ottenere sedendo su una sedia rigida nell’atteggiamento che spesso si vede nelle sculture di antichi dèi egizi. In questa posizione i talloni devono essere a una distanza di tre pollici l’uno dall’altro e i piedi posti in modo da formare un angolo a forma di V.

   Quando è possibile, il praticante deve fissarsi in una determinata direzione che di solito dipende dal tempo in cui egli fa pratica. Nelle ore mattutine, egli deve volgersi all’Est, a mezzogiorno al Sud, a sera ad Ovest e a mezzanotte a Nord.

 

   PRIMA DISCIPLINA:  Purificazione dei nadi principali o canali astrali.

 

   Dopo aver assunto una comoda posizione simile a quella descritta, cercate di rilassarvi per un momento, e svuotate la mente dalle preoccupazioni e dagli assilli di ogni giorno. Indi esalate tutta l’aria dai polmoni contraendo i muscoli addominali per emettere l’aria residua che il vostro normale e poco profondo respiro lascia nei polmoni.

   Riempite di nuovo i polmoni immettendo l’aria molto lentamente contando fino a sette. A questo punto fate una pausa per contare fino a uno, quindi esalate di nuovo lentamente fino ad arrivare a sette.

   Ripetere il ciclo 7, 1, 7 dodici volte per liberare i passaggi nasali rendendo così più semplice l’esecuzione del passo seguente nella metodologia tantrica.

   Allorché il respiro fluisce facilmente e ritmicamente, inalate profondamente (attraverso entrambe le due narici) e trattenete il respiro in bocca, forzandolo contro le guance e facendole gonfiare. Trattenete il respiro in questo modo finché sia possibile, senza che ne derivi fastidio. Espellete quindi il respiro rapidamente e tutto di un colpo attraverso la bocca.

   Durante l’immissione d’aria, ripetete mentalmente la sillaba OM e immaginate, come, in effetti accade, che il respiro che fluisce nel corpo porti con sé un flusso di forza vitale cosmica, o prana.

   Pensate poi ancora a questa corrente vitale come se circolasse attraverso i nadi o canali psichici del vostro corpo sottile e nel vostro fisico dando energia ad ogni cellula del vostro corpo.

      Il secondo respiro che si deve imparare solo dopo che si è padroni del primo, viene acquisito nel modo seguente:  Andate a fare una passeggiata solitaria, preferibilmente in aperta campagna, o in un parco, in montagna, nel deserto, in una foresta e lungo una spiaggia, dove l’aria è fresca e non contaminata dai rifiuti industriali.

   Mentre passeggiate, completamente rilassati, inalate attraverso ambedue le narici contando fino a sette, come nel precedente esercizio ma, durante questo tempo, invece di trattenere il respiro contando fino a uno, trattenetelo per un periodo di due, quindi esalate contando ancora una volta fino a sette attraverso la bocca. Trattenete il respiro al di fuori, vale a dire mantenete i polmoni vuoti

Contando fino a due.

   Ripetete questo ciclo respiratorio dodici volte. Dopo averlo eseguito due volte al giorno, per tre giorni, aumentate gradualmente il rapporto da 7, 2, 7, 2 a 10, 5, 10, 5, vale a dire inalate attraverso le narici contando fino a dieci; trattenete il respiro contando fino a 5; esalate contando fino a dieci e quindi trattenete il respiro fuori mentre contate fino a cinque.

   Il terzo respiro è talvolta chiamato dagli insegnanti tantrici il respiro “cucchiaio di dosaggio”, per la maniera in cui l’aria viene inalata. L’esercizio viene eseguito nella seguente maniera: con le labbra leggermente socchiuse, circa come per pronunciare la lettera “ u “ inalate attraverso la bocca in sette piccoli sorsi, quindi inghiottite. Esalate attraverso le due narici contando fino a sette. Ripetete il ciclo ventiquattro volte, al mattino e alla sera, per una settimana.

 Il quarto respiro dell’uomo è conosciuto in India come il “respiro del leone” e viene così eseguito: inalate attraverso le due narici contando fino a quattro e fino a quando i polmoni siano semipieni, quindi, ritenendo il respiro, torcere la lingua indietro contro la parte superiore della bocca ed emettete un profondo ringhioso suono: “Grrr”.

 Il quinto respiro deve essere effettuato all’aria aperta o vicino ad una finestra aperta. Contraete le labbra (e volendo, fischiate una canzoncina allegra) e quindi tenendo le labbra nella loro corrugata e fischiettante posizione, inalate lentamente attraverso la bocca contando fino a sette. Fate quindi una pausa contando fino ad uno e esalate dolcemente attraverso le due narici mentre contate fino a sette. Ripetere il ciclo sei volte e praticate questo esercizio al mattino e mezzogiorno.

 Il sesto respiro è chiamato il “respiro del serpente”, e viene così eseguito: con la lingua tra le labbra e tirandola fuori, inalate attraverso la bocca con un suono sibillante; quando i polmoni sono pieni, trattenete il respiro tanto quanto potete resistere senza avvertire alcun senso di fastidio; quindi esalate lentamente e uniformemente attraverso le due narici. Ripetete questo Pranayama cinque volte al mattino, a mezzogiorno e alla sera. Dopo aver eseguito questo esercizio per due settimane, passate al settimo e ultimo respiro.

 Il settimo respiro: per prima cosa, esalate completamente stirando i muscoli addominali per estrarre l’aria residua dai polmoni. Chiudete la narice destra col pollice destro e inalate

lentamente attraverso la narice sinistra. Non gonfiate troppo i polmoni e quando sono pieni in maniera giusta chiudete anche la narice sinistra.

   Una volta riempiti i polmoni e chiuse ambedue le narici, trattenete il respiro nei polmoni fino a quando non avvertite un senso di fastidio. Le prime volte il respiro non potrà essere trattenuto a lungo, ma il periodo di ritenzione aumenterà col tempo fino a scoprire da soli il Kumbhak (intervallo di ritenzione) proprio del ritmo pranico individuale.

   Quando cominciate a sentirvi a disagio o ad avvertire un senso di soffocamento, aprite la narice destra, e, tenendo chiusa la sinistra, esalate lentamente.

   Queste tre fasi – inalazione (chiamata purak), ritenzione (Kumbhak) ed esalazione (rechak) – costituiscono un ciclo completo del controllo del respiro.

   Ripetete il ciclo cinque volte ad ogni sessione durante i primi cinque giorni dalla vostra pratica, quindi gradatamente aumentate fino a raggiungere il numero di dodici.

   Questo Pranayama può essere praticato senza alcun pericolo per molte volte al giorno se si è abbastanza fortunati di avere il tempo e l’intimità per esso. Altrimenti, sarà sufficiente una volta al giorno (mattino o sera). Dopo ogni sessione avvertirete i risultati della vostra pratica; le pulsazioni elettromagnetiche che fluiscono attraverso tutto il corpo calmeranno e sederanno la mente, rilasseranno i muscoli e purificheranno il sangue.

   Questi esercizi costituiscono, per l’aspirante occidentale, il primo passo nella metodologia tantrica ed è bene praticarli per un  periodo minimo di sei settimane prima di passare ad esercizi più avanzati.

 

 

Home | Dettagli personali | Interessi | Preferiti Raccolta foto | Commenti

(c) 1984 Copyright concetto cammisa - Tutti i diritti riservati