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Tantra Yoga

 

 

 

Lo Yoga dell’unione Divina 

 

TERZA DISCIPLINA: il potere nascosto del suono

 

   Lo Shastra prescrive le ore dopo mezzanotte per la pratica di questa disciplina.

   Il Sadhaka si ritiri per prima cosa in un luogo di relativa quiete, in cui i suoni esterni non lo distraggono nel momento in cui inizia a concentrarsi sui suoni interni.

   Seduto in una posizione comoda, guardando a Est o Nord, egli calmi la propria mente con lo japa mantra, vale a dire immettendo e emettendo il respiro ritmicamente, mentre mentalmente ripete la sacra sillaba OM. La inalazione deve avvenire mentre conta fino a sette; faccia quindi la pausa di un secondo ed esali contando ancora una volta fino a sette. Ancora una pausa di un secondo, inalazione, ecc. ecc.

   La sillaba mistica viene così ripetuta mentalmente cento otto volte. Per tenere il conto dei respiri lo Yogi Tantra raccomanda un rosario di centootto grano che possono essere di rudrasha (semi di una pianta usata nei riti Shiva) o di perle, di cristalli, d’oro, d’argento, di corallo o conchiglie.

   Dopo aver acquietato la mente, il sadhaka guardi fermamente senza accecarsi, un punto fisso (come la fiamma di una candela) a livello degli occhi e ad una distanza di circa un metro e mezzo.

   Guardando questo punto senza chiudere gli occhi, egli presti attenzione al suono interno del suo orecchio destro.

   Per raggiungere una più intensa concentrazione, dopo aver fissato quel punto per un minuto o più, può chiudere gli occhi. Qualora le prime tre o quattro sessioni non diano risultati soddisfacenti, il sadhaka è istruito a persistere nella sua pratica per almeno una settimana. Alla fine di questo periodo, se egli sente la necessità di risultati più concreti, può tentare il metodo conosciuto come yoni mudra, che viene eseguito come segue:

   Seduti in una posizione eretta, fermate i gomiti su un cuscino o su un guanciale posto dinanzi a voi su una tavola o su un piano. Ponete i pollici sulle orecchie in modo da non poter udire i suoni esterni. Chiudete gli occhi con gli indici, premete le labbra insieme tra le due dita rimanenti. Quindi respirate lentamente e dolcemente attraverso il naso, mentre concentrate l’attenzione unicamente sui suoni udibili nelle orecchie tappate. Dopo un po’ di pratica, il cultore si accorgerà che la sua mente viene sempre più assorbita dai suoni  fino al punto di dimenticare il suo corpo, i suoi sensi, e i suoi pensieri. Egli si perde nel vasto mare di suoni vibranti attraverso l’universo. Le due correnti polari della creazione – maschio e femmina, Shiva e Shakti – si uniranno nella finale armonia dell’essere.

   E’ l’eco dei desideri dell’uomo che risuona anche nel regno della vita eterna.

 

 

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