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Testi Antichi

Dhammapada

Il libro pi¨ amato Dal Canone Buddista

 Il dito che indica la luna

 

 

 

XVII       L’ira

 

221          Abbandona l'ira, abbandona l'orgoglio,

            liberati da ogni attaccamento.

          Chi non si appropria di nulla,

          chi non Ŕ legato ai nomi e alle forme

          va al di lÓ della sofferenza.

 

222    Controlla la rabbia

          come un buon auriga

          governa il suo carro impazzito.

 

223    Vinci l'ira con la delicatezza,

          la cattiveria con la bontÓ,

          l'avarizia con la generositÓ,

          la menzogna con la veritÓ.

 

224    Sii sincero,

          non lasciarti trascinare dall'ira,

          condividi ci˛ che hai, anche se. Ŕ poco.

          Queste tre chiavi aprono la porta del cielo.

 

225    Sii padrone del tuo corpo,

          non ferire alcun essere

          e raggiungerai l'eterna dimora

          al di lÓ della sofferenza.

 

226    Sii costantemente consapevole,

          osservati notte e giorno,

          cerca soltanto la liberazione

          e ogni impuritÓ si dissolverÓ.

 

227    C'Ŕ un vecchio detto:

          “La gente ti biasima se taci,

          ti biasima se parli troppo

          e ti biasima se parli troppo poco”. 

          Nessuno sfugge al biasimo.

 

228    Il mondo trova sempre modo

          di mescolare il biasimo alla lode. 

          Cosý Ŕ sempre stato e sempre sarÓ.

 

229    Ma chi oserÓ biasimare

          l'uomo saggio e virtuoso,

          meditativo e immacolato?

 

230    Egli splende come oro puro. 

          Perfino gli dei lo lodano.

 

231    Osserva il manifestarsi ~dell'ira

          nel tuo corpo.

          Sii padrone del tuo corpo,

          abitalo con purezza.

 

232    Osserva il manifestarsi dell'ira

            nelle tue parole.

          Sii padrone delle tue parole,

          abitale con purezza.

 

233    Osserva il manifestarsi dell'ira

          nei tuoi pensieri.

          Sii padrone dei tuoi pensieri,

          abitali con purezza.

 

234    Padrone del proprio corpo,

          delle proprie parole,

          dei propri pensieri,

            il saggio Ŕ padrone di sÚ.

   


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