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DIALOGHI DI UN FARAONE LII 

Nella relazione sotto, Amenemhat, la Figlia del Faraone é ‘’Fiore del Risveglio", figlia di Cacique Penna-di-Aquila-Bianca. Il suo nome prende origine dal fatto che, quando nacque, era bianca come un fiore di quelle pianure che fiorivano giusto al mattino. Ella adorava il suo nome, senza sapere che "il suo nome" in lingua indigena aveva un suono simile ad Amenenhat in lingua egizia.

Nella sua Iniziazione e per i Propositi Divini, ella lì si trovava per assistere alla creazione di una energia spirituale che avrebbe portato alla formazione della Confederazione delle Grandi Tribù nel futuro di quei popoli. La creazione degli STATI UNITI DEL NORD AMERICA.

Dalla tenue nebbiolina del tempo, sorge una nitida immagine di un grandioso e selvaggio scenario vegetale. Il cielo mostra un dolce tramonto del sole-giallo-senza nuvole.

Vicino, ad un albero spoglio per l'inverno, giocano goffi silfidi, in vista della giovane india. Tribù di differenti nazioni amerinde avanzavano verso il centro di una vasta pianura, guardandosi e  meditando la storia di lotte e attriti tra le tribù, mentre altri gruppi arrivavano.

Ricordavano anche delle antiche leggende, come, per esempio la "leggenda" dell'uomo dorato "Grande cocar" che molte lune prima, parlò la Voce del Grande Spirito  in molte tribù.

La  Voce del Grande Spirito parlava che sarebbe arrivato questo tempo dove i figli dei figli ed altri ancora, avrebbero visto un giorno magico e decisivo per il destino delle nazioni indigene.

Così quando sarebbero le visioni, i segnali della natura, i sogni di un grande falò nella grande luna di-sogno-degli-alberi (la grande luna-del-cielo-giallo) non si ebbe dubbio: Era la chiamata del Grande Spírito.

Sapevano anche i capi, che questo giorno avrebbe segnato la fine delle ostilità ed avrebbe costruito le basi di una grande Confederazione, giacchè le tribù già venivano da qualche tempo sentendo la necessità di rinforzarsi attraverso gli accordi e trattati di commercio e cooperazione.

Da lì a breve, arrivavano alla pianura popoli nomadi, tribù agricole, cacciatori di frontiera, tribù dei grandi laghi.

Prima di unirsi con la propria tribù, vicino alle altre, ciascun gruppo salutava gli altri con "grida" e danze sacre, invocando i suoi ancestrali e lo spirito della foresta per benedire l'incontro. Donne guaritrici portavano rami secchi e foglie profumate delle proprie terre e che erano collocate nel grande falò.

Nelle danze, alla visione della giovane fiore del risveglio, si univano gli elementali, gnomi e fate dei boschi, agli elementali che accompagnavano le tribù.

Dopo la cerimonia dell'arrivo di una tribù, iniziava la confraternizzazione dei valori e costumi tribali !  (foto a lato fatta dall'autore in occasione di una visita ad una tribù indigena dell'Ammazzonia)

Tutti si acquietavano nella routine di installazioni di tende ed altre necessità, sino all'arrivo della nuova tribù.

Silenziosamente, i grandi chefes, attendevano l'apparizione della grande Luna Piena.Le loro coperte lunghe e colorate di semi, pietre e penne si illuminavano difronte al fuoco sacro

 

Le sue coperte lunghe e colorate di semi, pietre e penne  si illuminavano di fronte al fuoco sacro che ardeva nel centro come una forza ed una fiamma unica.

Il giovane cacique Penna-di-Aquila-Bianca - padre di  Fiore-del-Risveglio-  con il suo lungo mantello azzurro disegnato con forme di animali sacri,, portava, nello sguardo, il ricordo del motivo che portò la sua tribù del Nord sino lì.

Non erano solamente le visioni che annunciavano il momento del conclave. Per loro c'era una nuova brezza nel profumo della foresta, un nuovo canto di uccelli, nella luce della luna, nel profumo dei fiori, nel sorriso dei bambini.

C'era una inattesa allegria, geni e fate dei boschi si vedevano; sogni e visioni visitavano i giovani di tutte le tribù, come la visione del leggendario destriero bianco.

Mai, anche nella generazione degli anziani , la presenza del grande spirito fu tanto fisicamente sentita nei loro corpi e nei loro cuori, poichè nelle cerimonie del fuoco sacro, persino le stelle si muovevano.

Meditava Penna-di-Aquila-Bianca che, nell'incontro della Grande Luna - Piena - dove - gli - uccelli - viaggiano, le divergenze devono essere dimenticate.

Uniti, dovevano ascoltare la voce del grande Creatore. Uniti dovevano celebrare !

Egli non sapeva come si sarebbe realizzato l'Incontro, nè che provvedimenti prendere assieme agli altri capi. Lì tutti erano presenti perchè un "invito spirituale" fu sentito per stare lì. Così stavano lì in attesa che qualcosa accadesse.

Nessuna tribù era attesa, per due giorni prima della Grande Luna. Le tribù permanevano nella loro routine di sopravvivenza, silenziose e tranquille.

I segnali di formazione di fratellanza nelle Tribù, nacque tra i bambini, dopo tra le donne, ancora un poco... e le pipe delle nazioni incrociavano le bocche dei grandi e silenziosi caciques.

Gli effetti nei livelli sottili dell'energia generata nel campo di forza del gruppo.

L'AZIONE DELLE GERARCHIE NELL' INCONTRO .: Sostenuta l'unità, esseri sottili, modellavano matrici di cooperazione e libertà per le generazioni future. La vibrazione si espandeva molto oltre le frontiere della grande pianura, accelerando l'evoluzione della razza amerinda e dei popoli che seguirono, un modello di energia qualificata, era piantato sulla Terra.

Nella sacra notte che seguì, della grande Luna, dove gli alberi dormono, il silenzio dei capi acquietò persino l'ululato dei lupi e degli animali delle foreste vicine

Tutti, capi, guerrieri, donne e bambini, stavano attorno ad un grande falò, in forma di cerchi minori e maggiori. 

“Fiore del risveglio....Ti stò cercando da tempo !  Dove stavi andando, bambina?”      “Quì, mamma !” Amenemhat, risponde.

“Il cacique Penna-di-Aquila-Bianca, tuo padre, desidera parlarti con urgenza. Vieni presto, il Consiglio è riunito ! Lascia a dopo l'acqua, figlia ! "

IL GRANDE MOMENTO

Dalla Luna Piena, su tutti, discende un fascio di luce come nebbiolina. 

Così pure dalla fiamma di fuoco, una luce maggiore sorse soavemente. Il Cielo e la Terra salutavano quelle tribù, come a dire che la gerarchia era presente. Tutti sentirono un soave profumo di geranio.

Tutti rimasero seduti e felici, meravigliati con quegli effetti delicati.

La pallida giovane, che portava un delicato fiore giallo nei suoi lunghi capelli, e una stella dorata sul manto, di nome   Fiore-del-Risveglio, figlia del giovane capo Penna-di-Aquila-Bianca , come alzata dal suolo, si sollevò vigorosamente, tra il gruppo delle giovani guaritrici. 

Presa da una strana energia, ella narrò cosa vedeva e ascoltava nella fiamma del fuoco.

Ella era osservata tranquillamente da suo padre, che già conosceva i i doni profetici della figlia e per questo l'aveva cercata tutto il pomeriggio. Gli altri capi ascoltavano rispettosamente le parole della giovane guaritrice.

Attraverso la figlia del Cacique : la Voce del Grande Spirito si manifestava chiaramente al consiglio dei capi.

Una forte energia, al tempo stesso, soave come il volo dell'aquila bianca e fermo come i passi dell'orso pardo, avvolse  Fiore-del-Risveglio.

Dalla sua voce, sali' un saluto ai quattro angoli della terra, agli uccelli e gli animali, alle piante e alle grandi montagne.

Dopo, la Voce parlò della tradizione dei pellirossa, delle leggende del grande albero. Dopo, ispirata sempre dal grande spirito, Fiore-del-Risveglio parlò di una Confederazione delle Nazioni Indigene e delle basi di cooperazione e solidarietà delle tribù, con grande forza e potere che convinceva tutti.

Le sue parole erano confermate dalle guaritrici di altre tribù che pure avevano ricevuto intuitivamente l'energie da quelle cose.

La ferma vibrazione del grande spirito toccò la spalla dei guerrieri chiamandoli "fratelli".

Ai bravi capi, donne e bambini, la Voce toccava i loro cuori, come una lancia rovente, dicendogli:

"Sono sempre nei vostri cuori, amata tribù. Io conosco ciascuno di voi, poichè nel mio seno siete cresciuti e ciascuno di voi ho custodito con affetto."

La lunga narrazione durò poche ore, ma corrispose a vite intere sulla terra. Le trib ancora rimasero alcuni giorni sul luogo, dove furono fatte basi informali di formazione di una Confederazione

Solamente quando ritornarono alle loro terre, è che si accorsero, i caciques, che le parole del grande guerriero furono dette istantaneamente nella linua di ciascuna tribù.

ULTIME PAROLE DEL GRANDE SPIRITO

PER FIORE DEL RISVEGLIO

Quando parlava, ispirata, la giovane ‘’vide’’ profondi occhi fissarla amorosamente. Le sembravano tanto famigliari quegli occhi, che 

Fiore -del-Risveglio: "Io li conosco ?"

Così disse la voce.:"

"Oggi, .....tu hai guardato il cielo del mattino....

e sentito..che c'era.. un nuovo e radiante sole.

Tu... sei questo sole.. ..che è nato stamani.

Un giorno.. .tu ti sei dimenticata di me,   Amenemhat ,

Nelle antiche e distanti terre d'Egitto.

Ma........ io mai ti ho dimenticato !

Torna,.. torna... a casa,......figlia cara !  "

 Fiore-del-Risveglio, perde l'autocontrollo per l'impatto dei ricordi affioranti.: Le porte dorate del Tempio, lo scintillio delle stelle, i passeggi con i leoni, l'Arca dell'Alleanza. Fiore di Risveglio non riuscirà a dormire quella notte. Quando si risvegliò il mattino seguente, ella prese il suo cavallo e corse sulla montagna alta più prossima.

Lacrime di dolore correvano abbondanti sul suo pallido viso.

Per lunghe ore, ella gridò disperatamente verso suo padre spirituale, con tutte le forze del suo cuore. 

Perchè stava lì ? 

Che terra strana era quella in cui era stata abbandonata ? 

Le sue grida echeggiarono ripetute volte nella valle sotto. Ma, tutto era un solo profondo silenzio.

La porta di ritorno a casa, si chiudeva .´

Nella mente della giovane Fiore del Risveglio, rinascevano i ricordi dell'Egitto e di suo padre, però al ricordo della sua iniziazione nel Tempio di Poseidone, la sua mente si intorbida e il suo fragile corpo non sopportando lo shock, cede allo svenimento.

CONTINUA  

Conosci, gli aspetti storici esistenti al tempo di questa vita/iniziazione di  Amenenhat   

 

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