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Dialoghi di un Faraone VIII

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Amenemhat compare al Tempio di buon'ora, così come suo Padre, il Faraone le aveva ordinato.

Quando Amenemhat arrivò, il Sommo-Sacerdote aveva già iniziato la sua lezione e come abbiamo visto nella pagina precedente, nelle sue ultime parole, sull'uscita delle Gerarchie Spirituali del Pianeta, ella avvertì una forte e dolorosa stretta nel suo cuore ed un ansia e tristezza prese il suo spirito.

Nell'intimo della sua visione quadridimensionale, tristi presagi sembravano essergli sussurrati sul futuro di tutti quelli della sua razza.

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Seguito delle parole di Sihathor

Sihathor.: '' Proprio fuori della superficie del Pianeta, le Gerarchie Stellari, osserveranno l'umanità per, se necessario, poter intervenire al fine di aiutarla ad uscire da situazioni difficili. I grandi Maestri di Venere e di altri Pianeti si attiveranno, dirigeranno e guideranno, come hanno già fatto, a partire dalla sfera spirituale, nella decina di millenni che verranno.

Quando però, la superstizione e gli errori impereranno nuovamente, per i cicli cosmici delle sfere, o quando le tenebre torneranno tanto dense da minacciare i confini esterni del pianeta, ponendo nel rischio i nostri fratelli e le civiltà prossime alla Terra, allora, ancora una volta, alcuni figli di Dio si sacrificheranno e discenderanno sulla Terra, reincarnati in un corpo fisico, al fine di portare consolazione e Luce spirituale all'umanità."essenio.jpg (9429 byte)

'' In ogni epoca dello sviluppo della Terra, figli di Dio si incarneranno al fine di insegnare agli uomini le leggi dello spirito. Alcuni siederanno nuovamente su trono per insegnare il vero governo, o insegneranno ed uniranno l'umanità, come scienziati, artisti e mistici, la forma più elevata dell'arte, della musica e della letteratura.

Ma ci saranno pure alcuni di questi figli di Dio incarnati che vivranno in mezzo agli uomini operando in segreto. Così, su alte montagne, in caverne o luoghi isolati, dove imperturbati irradieranno, nella solitudine, le loro forze più elevate sull'atmosfera terrestre.

Molti di voi, ancora rimarranno sul Pianeta in questi tempi e saranno parte dei nuovi Servitori della Luce in Terra, al servizio delle Gerarchie Cosmiche.

Così dico, poichè, anche se incorporati nella razza divina, molti non passeranno nelle prove di iniziazione.

Alcuni moriranno durante il decorso delle prove, perchè ancora non sono preparati, o perfino cadranno dopo, anche già iniziati.

 

 

 

 

 

 

 

 

In una piccola pausa, il dolce ed enigmatico sguardo di Sihathorpercorre le espressioni apprensive degli alunni attenti di fronte ai quali mal si contiene l'espressione di apprensione e paura di Amenemhat.

Cosa le stava preparando il destino ? Quale terribile futuro l'attendeva ? Perchè il suo cuore diveniva inquieto e i suoi sogni erano incubi costanti ?

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Portale delle sale di Iniziazione nella Grande Piramide.

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Seguito delle Parole di Sihathor

Sihathor.: '' In futuro, reincarnati in terra, come comuni esseri umani, riceveranno la conoscenza perduta al contatto con le verità e le rivelazioni che gli arriveranno alla coscienza.

Mentre in alcune parti del mondo le persone staranno uccidendosi e preparando la fine dei tempi, un gruppo di esseri, dei quali alcuni di voi faranno parte, prepareranno la nuova vita spirituale.

La lotta sarà dura sino a che la Terra raggiungerà questo grado, ma le forze spirituali impregnano i pochi  ed anche il più isolato dei cuori e nei prossimi millenni la Terra diverrà un'altra volta la terra promessa.

 

 

Dopo altre collettive istruzioni sulla routine delle Iniziazioni al Tempio, il Sommo Sacerdote, chiuse la riunione.

In quella notte Amenemhat non riuscì a dormire, perchè ansiosa di conversare con suo padre su ciò che stava ascoltando. Ella avrebbe avuto questa opportunità al mattino seguente, poichè il Faraone e lei, come Regina andavano a ricevere l'arrivo di stranieri. Il comandante del Faraone e molti nobili che erano partiti da qualche tempo con un gran numero di truppe per commercio e missione di pace ad un paese lontano ritornavano in Egitto. 

Il reggente di quel paese, in risposta, inviò a sua volta le proprie truppe, cariche di regali e merci di scambio.

 

Continua in DIALOGHI IX

 

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