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DIALOGHI DI UN FARAONE - L

"Si, io sono sola". . Non c'era più modo di tornare indietro. Il destino di  Amenemhat cominciava a  formarsi..:  (Continuazione del Dialogo precedente) 

Nell'ultimo sguardo di  Amenemhat a suo Padre, erano espresse tutte le contraddizioni di un'anima ribelle, ma amorosa. Ora, il Sacerdote aveva chiuso completamente il largo portone di legno, isolando gli iniziati dai loro padrini nella sala dove si realizzavano i Rituali del 4° Raggio. Ogni iniziato era condotto in un locale differente.

In quell'istante, in una sala scura e solitaria, ella  passò ad osservare l'ambiente circostante. Un Signore, con una espressione amabile e tranquilla si avvicina e la saluta con gesti pacifici e calmi, come a tranquillizare il cuore di quella giovanetta fragile di 16 anni. Egli si avvicina, usando vesti bianche, semplici e senza adorni e mette su di lei un radiante collare con una Croce Ansada in oro. Egli ed un altra fanciulla la conducono in un altra sala come se stessero conducendola ad un passeggio all'interno del Tempio. Amenemhat si calmava ogni volta di più ed il suo cuore sentiva la presenza e la forza di suo padre, tal quale agli esercizi di telepatia che sono stati descritti nelle pagine anteriori. Al dirigersi ad una porta sul lato destro della sala circolare dove erano, la porta si muove automaticamente come per effetto magico. Mano a mano che si dirigevano all'interno del Tempio, musiche mantra melodiose di un coro attraversavano le pareti di pietra e si ascoltavano lievemente. Um misto di Pace e di ansia, paura e ampiezza d'animo, agitavano il cuore di Amenemhat.

Mentre camminava, Amenemhat ascoltava pure, tra le pietre del corridoio l'eco del Rituale che proseguiva, senza la presenza degli iniziati. 

Dopo alcuni livelli, essi giunsero ad una sala discreta e piccola con alcuni banchi ed una lastra di pietra, dove avrebbe potuto riposare volendo. Amenemhat espresse il desiderio di bere qualcosa, perchè assetata. Il Sacerdote dopo averle offerto un succo di frutta simile al nostro melograno, si ritirò, lasciandola sola.

Trascorso qualche tempo, in questo locale, per calmare il suo cuore, Amenemhat pronunciò l'orazione degli iniziati, invocando la Divina Presenza della sua anima ed una forte corrente energetica l'avvolse con dolcezza e pace. I suoi occhi si chiusero, cercando di interiorizzare quella forza che scendeva su lei. Stando cosciente ella ascoltava il saluto dei Sacerdoti agli dei del Sistema Solare.

Questo Saluto, ai giorni d'oggi sarebbe così

 Nel nome e con l'autorità della nostra poderosa Presenza Divina "IO SONO" e dei Bene-Amati Helios e Vesta, ricorriamo alle forze di Luce del Grande Sole Centrale: Mantiene la sostanza elettronica dell'Universo dentro una intrasponibile corazza d'Amore, per sempre perfetta e pura, qualunque sia il canale dove fluisce, irradiando la sua perfezione (...)".

Successivamente la citazione delle parole dell'Elohim del 4°Raggio (attualmente Clairee il suo completamento Astrea) legato all'energia della Purezza. Dopo un coro ripeteva insieme ringraziamenti agli Elohim. Ella ascoltò la citazione delle parole dell'Arcangelo del 4° Raggio (attualmente Gabriele ed il suo completamento Speranza) e nuovamente il coro  intonava parole di ringraziamento al servizio prestato dall'Arcangelo all'Umanità. In seguito, le parole del Maestro del 4° Raggio (Attualmente Serapis Bey).

  “ Il vibrante e irradiante Amore della Divinità ci avvolge !"

"Eleviamo i nostri Calici a Voi, Grandiosa presenza di Amore!”  “Riempia i nostri Calici allo sbordo........” 

“Incontriamoci dentro la Vostra Energia e offriamo a voi il nostro amore e la nostra adorazione !”

Nell'Offertorio finale, quando il Sacerdote, pronunciava le parole finali sopra, l'attenzione di Amenemhat fu distolta dall'arrivo di una giovane iniziata del tempio che si presentò in silenzio e soavità. Amenemhat sapeva che ella veniva a prepararla e che doveva ritirare i suoi abiti, poichè era una disciplina dell'Iniziazione, non portare nessun ricordo della vita esteriore. Amenemhat, come sempre faceva con le sue ausiliarie, si volse, perchè i lacci delle spalle scigliessero il vestito. Tuttavia l'iniziata, con un rapido gesto strappa il suo bel abito senza maggiori chiarimenti, e le da un fine panno simile a seta bianca trasparente, con un disegno  di un mazzolino di fiori di loto per coprirsi, ritirandole la Croce Ansada in oro ottenuta.

Il suo corpo fu bagnato completamente da un olio profumato. Un massaggio leggero fu fatto al suo viso, nelle regioni dei chakras e nei piedi. Allo stesso modo in cui arrivò, l'ausiliare se ne andò silenziosamente, lasciando la giovane nuovamente sola, in quella sala senza immagini o qualsiasi conforto.

Un poco stordita per il gesto violento (poiche il bel vestito era quello prediletto, portato dall'Egitto), Amenemhat  ricordò le parole di suo padre, perchè restasse tranquilla.

Dopo la chiusura dei rituali, una strana sensazione prese la giovane iniziata.

Amenemhat vedeva dinanzi a se un passaggio colorato che si illuminava nella parete e la invitava ad entrare.

Certamente questo passaggio era lì quando era entrata”. pensò.

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 La visione di una donna le apparve dinanzi . "Chi era ?" Il suo cuore l'avvisava di avere lì qualche relazione di affetti, poichè qualcosa le era familiare. Lo sguardo di quella donna era triste, me fiducioso, pieno di amore e protezione. In quegli occhi, Amenemhat poteva sentire queste parole: “Anch'io sono quì al tuo fianco, figlia ! Stai tranquilla ! Va tutto bene !"

Era sua madre morta quando lei era ancora piccola ?” – pensò .

(Si. Era sua madre.  In futuro, ella sarà sua sorella Ankhsenamom – sorella di Meritaton).

Amenemhat entrò allora nel tunnel  fiduciosa. Al termine dello stesso, c'era un Sacerdote con un vestito molto semplice di lino bianco con il disegno di un fiore di loto. Altri iniziati erano nel locale. Il Sacerdote diceva:

 “Salute a tutti ! Questa è una delle tappe di Iniziazione del 4°Raggio. Come sapete, tutti i 12 (dodici raggi) possiedono Rituali di Iniziazione per coloro che cercano di servire la Gerarchia e la Forza Suprema della Luce Creatrice dell'Universo. Il 4° Raggio, come gli altri possiede 7 tappe base. Questo sarà un lavoro individuale. Devo allertarvi che seguirete da soli in questa tappa che includerà visioni del passato, del futuro ed un risveglio di potenze interiori, paure, debolezze, incertezze. Non è una iniziazione facile, poichè non esistono iniziazioni facili e senza sacrifici."i

“Ciò che ciascuno vivrà sarà differente per ciascuno come valore  per valutare il grado di maturità delle vostre coscienze a seguire in avanti.

“Il potere risvegliato nel dominio di "IO SONO" è sacro e poderoso". Solamente quelli che sono sicuri e dominano le loro tendenze terrestri inferiori possono contenere il Potere, dominare la Forza e utilizzare le potenze e le qualità della Divinità con saggezza, senza rischi di usarle contro l'umanità."

“Solamente saranno pronti a ricevere il sacramento della Iniziazione del 4°Raggio quelli che dimostreranno completo controllo, equilibrio delle proprie forze emozionali e coscienza degli insegnamenti ricevuti sinoo ad oggi. Seguite fiduciosi! Credete nel Potere e nella Forza della Divinità agente ora, attraverso di voi !"

Un suono rimbombante echeggiò forte nel salone. Amenemhat  guardò verso l'alto da dove giungeva questo suono melodioso e molto alto. Quando abbassò lo sguardo ella stava sola in una sala di un piccolo tempio prossimo alla Grande Piramide in Egitto.

Felice di essere di ritorno alla sua casa, ella si diresse ad uno dei grandi saloni che mostrava grande movimento di servizievoli della Casa dei Morti. I sacerdoti stavano lavorando in un nuovo sarcofago, facendo il rituale normale dei Re e delle Regine, che elle già conosceva in Egitto, poichè sin da piccola assistette al rituale di imbalsamazione di sua madre, la Regina. Non era la prima volta che ella faceva escursioni fuori dal corpo e con questo non si  sconvolse davanti a questo.

Invisibile agli occhi di tutti, Amenemhat si avvicinò per vedere chi veniva preparato all'imbalsamazione.

 Un grido di panico ed orrore le sfuggì, quando riconobbe essere il proprio funerale.

Suo padre era lì assieme ai sacerdoti con una espressione di profonda tristezza. Sihathor pure era lì.

Il rituale proseguiva, dopo il ritiro degli estranei. Amenemhat accompagnava ogni dettaglio, vedendo l'interno del suo corpo aperto - quel corpo che tanto amava, il suo viso rosa e la sua pelle bianca perla era adesso fredda e senza vita.... “Era un incubo ? Non poteva essere, niente poteva essere tanto reale come quello. Ella sapeva, dentro se stessa, che quello non era un sogno. Era reale , dolorosamente reale!”

Amenemhat gridava a suo padre disperata. Tentava invano tutti i ricorsi, dalla telepatia, all'azione sugli oggetti e niente risultava aver successo. Ella non credeva in quello che stava accadendo. Per qualche motivo, essi si erano ingannati! Ella non era morta. Ella era lì, cosciente , viva. “Perchè ?, perchè ?  Come ?” “Non era lei, non poteva esser lei”, gridava Amenemhat in pianto.

 Suo padre, in interiore orazione, diceva.: “Mia dolce Amenemhat! Oh quanto io ti avvisai, oh quanto io ti chiesi ...! Dove i tuoi errori ti hanno portato, figlia !

Un gruppo di  Sacerdoti, rilasciati da  Sihathor , si avvicina . É  pronunciata una sentenza solenne.

  “´Per determinazione del Consiglio, in vista di pericoli dell'uso incontrollato di forze superfisiche sviluppate dall'iniziata e per il suo uso indebito di maniera involutiva e contraria ai codici della Iniziazione, resta determinata la ritenzione della presenza spirituale di  Amenemhat in questo luogo, per un periodo di mille anni. In questo periodo, avrà come obbligo la custodia dei registri del Tempio.

Il Faraone interiormente prega.: “Dei, angeli e Maestri, proteggete la mia piccola figlia."

Certamente anche se fosse un rituale normale, lunghi sarebbero i rituali di preparazione dell'anima e l'incamminamento insieme alle Gerarchie superiori. Ma, questo non stava avvenendo nel suo caso. In questo istante, un campo magnetico si formò da dentro al sarcofago ed una energia densa e soffocante avvolse completamente il corpo della giovane iniziata. Solo allora, Amenemhat percepì che era stata sentenziata una prigione solitaria e terribile, poichè la sua anima era tornata prigioniera nella propria terra per mille anni.

Amenemhat gridava , disperata  e impazzita al vedere che tutti uscivano dal Tempio.

Il suo viso giovane e triste dimostrava che ella sarebbe morta ancora molto giovane. “Come poteva essere. Per caso qualcosa di errato era avvenuto a Poseidone? Di che cosa veniva accusata infine?”.

C'era uno specchio nella sala. Ella si avvicina per vedere la sua immagine riflessa. Ma osservando, ella si incontra con un'altra Amenemhat. Una donna guerriera, forte, piena di espressioni e aggressiva. Il suo viso era più vecchio.

Non era lei!  

Dove stava la giovane e fragile  Amenemhat ?

Tuttavia, ella si riconosceva in quella guerriera, come qualcosa del suo passato, in una delle prime incarnazioni sulla terra.

Ma quella Amenemhat già non esisteva più.

O no !? Non sarebbe un sogno la sua vita in Egitto ed ella ancora sarebbe quella donna del passato che cercava disperatamente i segreti dell'immortalità insieme ai maghi, feticisti e sacerdoti del suo tempo ? Ella si ricordava di tutto. Come le era famigliare quel viso, quei vestiti. Quanti amori ! Quante lotte ! A casa della famiglia su un'alta roccia, il suo cavallo bianco. Ah! Si ! Sembrava essere tornata a quel tempo ed ancora sentiva il profumo della sua casa. I giochi da bambina, l'adolescenza vicino alla foresta... alle guerre della sua tribù.... Però, venne la vecchiaia e la ricerca della conoscenza sacra. Si ella aveva avuto una vita felice. Gli anziani avevano insegnato ed appreso molto dalla strana saggezza di quella bambina delle stelle. Proprio in quell'epoca, ella aveva ben sviluppata l'intuizione ed era molto rispettata. Sin da piccola, ella bramava le conoscenze sacre, perchè, malgrado tutto, la sua sensibilità spirituale era un tormento dinanzi al mondo così materiale.

“Non vedi che quanto più ti avvicini alla luce, più ti allontani da me ? Io sono la tua anima gemella e la tua vita a cercarmi! Ma la tua ricerca è finita ! La tua ricerca è finita, amore mio! Il destino ci ha avvicinato nuovamente! Io sono quì, Amenemhat! Guardami ! Guardami !. Attraversa con me lo specchio e fuggi da questa prigione! Abbandona l'iniziazione, abbandona tutto ! Vieni con me ora !".

 

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